2022, prima donna sulla luna. Ci arriverà con la missione spaziale di Elon Musk, il patron di Tesla

Jessica Meir e Stephanie Wilson, quest'ultima di origini afroamericane sono considerate in corsa per un posto a bordo dell'astronave. Il programma spaziale è intitolato ad Artemis, la dea greca sorella gemella di Apollo, al quale erano "consacrate" le imprese che culminarono nell'arrivo del primo uomo sulla luna, nel luglio 1969

Stephanie Wilson, prima a destra, potrebbe essere la prima donna a mettere piede sulla luna. Nella foto in primo piano l’astronauta italiano Paolo Nespoli al termine di una missione Shuttle del 2007 alla quale partecipò la stessa Wilson

Nessuno, è auspicabile, la chiamerà luna di miele. Scontato e inappropriato. perché se  nel 2022 al ritorno del genere umano sulla luna parteciperà anche una donna, non sarà per ragioni sentimentali o di colore. Sarà perché le donne si fanno valere in astronautica, attività finora appannaggio di pochi o pochissimi,  per lo più maschi. Ci sarà almeno una donna, nell’equipaggio targato Elon Musk, patron di Tesla, che si è aggiudicato (battendo l’altro multimiliardario Jeff Bezos di Amazon) la commessa Usa per riportare l’essere umano sul satellite naturale del nostro pianeta. La presenza femminile sarà l’elemento di novità più analizzato del ritorno nello spazio, assieme all’affidamento a privati dell’impresa che un tempo avveniva sotto la bandiera (in tutti i sensi) del paese di provenienza e non sotto l’egida di marchi commerciali.

 

Due astronaute in lizza

Se nella battaglia fra magnati per acquisire la gestione di Artemis, il programma spaziale americano, l’agenzia privata di Musk, chiamata SpaceX ha superato Origin di Bezos, sulla composizione dell’equipaggio la gara è ancora aperta. La certezza è che saranno un uomo e una donna a comporlo . Donne infatti sono state il 50% o poco meno del personale selezionato nelle leve per astronauti del 2013 e 2017, anche se la percentuale femminile selezionata scende al 30% per le missioni importanti. Secondo la stampa Usa, in lizza  per il ruolo di prima astronauta ad “allunare” sarebbero Jessica Meir e Stephanie Wilson. Nel secondo caso, alla novità del genere si aggiungerebbe l’appartenenza alla comunità afroamericana. Troppe novità tutte assieme?

 

Valentina Tereshkova, cosmonauta sovietica, prima donna della storia a partecipoare a una missione spaziale, nel 1963

Artemis, gemella di Apollo

Del resto, le donne hanno avuto un ruolo importante fino dai primi passi della conquista dello spazio: Valentina Tereskova   trascorse tre giorni in orbita sulla Vostok 6 sovietica nel 1963, fra gli americani nessuna astronauta pur partecipando a missioni di più lunga durata e difficoltà, ha eguagliato il mito  della cosmonauta bielorussa. Chissà se ci riuscirà la prima donna che approderà sulla luna. Che la nuova conquista spaziale sia declinata al femminile, lo indica il nome stesso del programma spaziale Usa: Artemis, versione in linguaggio politicamente corretto delle missioni degli anni Sessanta e Settanta consacrate al dio alato Apollo. Nella mitologia greca, Artemis o Artemide era dea della caccia e sorella gemella di Apollo. Come dire: nella corsa allo spazio gli Usa si ricollegano alle radici e alle sembianze del programma e delle conquiste di allora, cambia solo il genere. Stavolta si terrà conto, è proprio il caso di dirlo, dell’altra metà del cielo.