“Tu devi stare zitto perché sei un ebreo di m…” Dodicenne preso a sputi da due ragazzine

Insulti antisemiti e ingiurie alla vigilia della "Giornatao della memoria" a Venturina, in provincia di Livorno: l’adolescente era con un amico. Il padre presenta denuncia ai carabinieri: "Un fatto gravissimo"

«Sei un ebreo di m…». È una coltellata al cuore. E’ peggio di un pugno, di uno schiaffo. È una frase urlata da due ragazzine quindicenni a un ragazzo di dodici, ebreo, al parco dell’Altobelli di Venturina.

Un'iconica immagine tratta da “Schindler’s list“, capolavoro di Steven Spielberg

Un’iconica immagine tratta da “Schindler’s list“, capolavoro di Steven Spielberg

È accaduto domenica pomeriggio, alla vigilia della settimana durante la quale si celebra la Giornata della Memoria. A due passi da dove è avvenuto l’episodio, bambini delle elementari stanno studiando il “Diario” di Anna Frank.

Il fatto

Sono le 18. Il dodicenne esce di casa e si dirige al parco per incontrare un suo compagno di classe. Quando arriva, l’amico è in compagnia di altri ragazzi, fra questi due ragazze quindicenni che frequentano le superiori a Piombino. Il dodicenne, che frequenta la seconda media Carducci a Venturina Terme, saluta il gruppo. A quel punto una ragazza gli dice di non parlare, perché la sua voce le dà noia. Il ragazzino le risponde di no e subito dopo accade ciò che sinceramente nessuno si sarebbe mai aspettato.

La testimonianza

“Le due quindicenni iniziano a insultarlo, ‘ebreo di m..., devi morire nel forno‘. Poi iniziano a sputargli contro, a dargli calci, botte sulla testa – ci racconta il padre del ragazzino ancora sconvolto –  . All’episodio grave si aggiunge un altro aspetto altrettanto grave, cioè il fatto che nessuno dei presenti abbia difeso mio figlio. Sono scioccato, così come lo è mio figlio. Non abbiamo dormito, non riesco a darmi una spiegazione a questo gesto. Non riesco nemmeno a parlarne, mi viene da piangere. Sinceramente non mi era mai accaduto niente di simile”.

La denuncia

E’ stata presentata questa mattina la denuncia ai carabinieri, per ingiurie e lesioni, da parte del padre del ragazzo di 12 anni che è stato aggredito e insultato da due 15enni nel parco Altobello di Venturina, nel comune di Campiglia Marittima (Livorno) perché di famiglia ebraica. La vicenda è accaduta nel pomeriggio di domenica 23 gennaio: il dodicenne, che frequenta la seconda media ‘Carducci’ a Venturina Terme, sarebbe stato insultato dalle due ragazzine con frasi antisemite come “ ebreo di m…., devi morire nel forno” e poi sarebbe stato preso di mira con sputi, calci e botte sulla testa. “Tu devi stare zitto perché sei un ebreo”, hanno aggiunto le 15enni. Il ragazzo, una volta rientrato a casa, ha raccontato tutto al padre, il quale a sua volta ha informato la sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati.

I precedenti

Il padre racconta di altri episodi, certo meno gravi, ma comunque da condannare, che erano accaduti anni fa quando il ragazzo frequentava la scuola elementare.
“Avevo trovato sui messaggi che si scambiavano con i ragazzi un disegno con una svastica e un paio di scarpe con scritto dal 39 al 42. In quell’occasione avevo informato i genitori, avevo fatto presente la gravità del gesto. Ma questa volta non mi fermo. Ho già parlato con la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati, con la dirigente scolastica Maria Elena Frongillo, ho informato la Comunità ebraica di Firenze che informerà quella di Livorno. E oggi farò la denuncia alle forze dell’ordine. Non ci si può voltare da un’altra parte, questi episodi vanno condannati e denunciati. Non si può scherzare con una cosa così tragica. Forse anche i genitori devono comprendere cosa è stato fatto da queste due ragazzine”.

La risposta del comune di Campiglia

Il post sul profilo Facebook del Comune di Campiglia Marittima (Livorno)

Il post sul profilo Facebook del Comune di Campiglia Marittima (Livorno)

Il fatto, secondo quanto riportato sulla pagina Facebook del Comune di Campiglia è accaduto domenica pomeriggio al parco Altobelli. A raccontare la vicenda alla sindaca Alberta Ticciati,  è stato il padre del bambino dopo aver contattato il Comune.  “Una situazione incredibile, da pelle d’oca, sembra di essere ripiombati nei tempi più bui della storia del nostro paese – dice la sindaco Ticciati – L’amministrazione comunale non intende sottacere o banalizzare quanto accaduto che è di una gravità inaudita. Abbiamo invitato la famiglia a fare i propri passi. Mi confronterò tra oggi e domani con le forze dell’ordine e la scuola e faremo il possibile perché la cosa non venga archiviata e banalizzata. Il fatto che nel 2022 succeda una cosa tale in una realtà come la nostra è di una gravità massima che va indagata, approfondita, compresa, e fortemente stigmatizzata”. “L’Amministrazione comunale – si legge a conclusione del post – esprime la più profonda solidarietà al ragazzo e alla sua famiglia. Tutta la nostra comunità è con loro. Contro la violenza, contro la discriminazione, contro l’orrore che questi atti suscitano. Stop all’antisemitismo”

Le reazioni

“Una frase che non avremmo mai voluto sentire, a poche ore i dalla Giornata della Memoria che ricorda lo sterminio di oltre 6 milioni di ebrei nei campi nazisti. Quella pronunciata a Venturina nei confronti di un ragazzino appena dodicenne ‘reo’ di essere ‘ebreo’ preoccupa per due motivi. Il primo è che accade nella Toscana, terra di accoglienza e di civiltà, dove, grazie all’impegno delle associazioni e delle istituzioni, la memoria viene curata e preservata con tantissime iniziative, non solo nella giornata del 27″.  Sono le parole dell’onorevole Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione istruzione

“E poi perché a rendersi protagonista del gesto sono due giovanissime, segno che questo linguaggio viene usato e tollerato in molti luoghi prosegue – . E’ ora di dire certamente basta! Non vogliamo criminalizzare le ragazzine, esse stesse giovanissime, sia chiaro. Loro con tutta probabilità non sono nemmeno consapevoli dell’offesa fatta. A loro modo penso siano delle vittime, come la persona che hanno offeso violentemente e vigliaccamente. Serve un lavoro sempre più approfondito sugli adulti, sulle famiglie, perché solo con la cultura della memoria e del rispetto queste situazioni non si verificheranno più”.