“Sul Sentiero Blu”, l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sulla Via Francigena

Nel documentario di Gabriele Vacis l’avventura di un gruppo di ragazzi autistici in cammino per 9 giorni lungo la Via Francigena insieme a medici ed educatori: "Un percorso dal valore fortemente simbolico"

“I pellegrini di un tempo partivano dalle periferie più oscure per ‘conquistare’ il centro, l’ombelico del mondo. Questo viaggio dimostra che l’ombelico del mondo possiamo trovarlo solo dentro alle persone. Persone straordinarie perché portatrici di visioni non comuni”. Così il regista Gabriele Vacis presenta il suo ultimo lavoro dal titolo Sul sentiero blu, documentario nelle sale da lunedì 28 febbraio con Wanted Cinema, in collaborazione con il Cai (Club Alpino Italiano).
Sul sentiero blu racconta l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena, affrontando con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo. I protagonisti, insieme ai loro medici ed educatori, percorrono oltre 200chilometri a piedi in nove giorni. Un cammino di crescita, tra fatica e divertimento, in cui affrontano e imparano a gestire emozioni e difficoltà grazie a specifici programmi abilitativi per sviluppare le competenze sociali. Oltre che scientifica, si è trattata quindi di un’esperienza profondamente umana volta a migliorare le relazioni delle persone autistiche. I partecipanti, infatti, devono adattarsi al nuovo ambiente e cercare un modo per convivere, alla scoperta della loro indipendenza. Il viaggio si conclude a Roma dove, tra varie autorità, i partecipanti incontrano anche Papa Francesco.

L’avventura

“Sul sentiero blu” racconta l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena

“Sul sentiero blu” racconta l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena

“La troupe ha seguito i ragazzi nei momenti cruciali della preparazione sia atletica sia ‘morale’ – spiega Vacis -. Ha spiato, con discrezione, ma anche con grande partecipazione emotiva, il formarsi di amicizie e di tutti affetti, le passioni, compresi gli inevitabili contrasti che l’impegno intenso di un’impresa come questa induce. È una concentrazione di vita che gli operatori hanno ‘rubato’, e che restituisce l’intensità del percorso fortemente simbolico dell’antica via Francigena, carica di storia e di storie”.
Il docufilm, dunque, è un’immersione nel mondo dell’autismo per abbattere pregiudizi e preconcetti che spesso circondano queste persone, valorizzare le loro competenze e sensibilizzare lo spettatore di fronte queste importanti tematiche.
“L’autismo è una condizione ancora difficile da comprendere. Il film prova a svelarla, a riconoscerla. Quello che abbiamo catturato nel film, forse, sono le gocce di pioggia che i nostri ragazzi hanno lasciato cadere nella loro, e nella nostra fantasia in una condizione avventurosa, rischiosa, audace in cui hanno incontrato piogge di suggestioni, acquazzoni di sentimenti, tempeste di fantasie” aggiunge Vacis.

Il progetto

In un documentario l’avventura di un gruppo di giovani autistici, in cammino per 9 giorni lungo la Via Francigena, insieme ai propri medici ed educatori: un viaggio lungo oltre 200 chilometri, destinazione Roma

In un documentario l’avventura di un gruppo di giovani autistici, in cammino per 9 giorni lungo la Via Francigena, insieme ai propri medici ed educatori: un viaggio lungo oltre 200 chilometri, destinazione Roma

Il documentario, prodotto da Indyca con il sostegno di Mic e Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, racconta il progetto “Con-tatto”, iniziativa lanciata lo scorso 2021 dal Rotary International Distretto 2031 (che ha collaborato anche alla parte organizzativa del film) e realizzata grazie al contributo scientifico del Dottor Roberto Keller, Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell’Autismo in età adulta della ASL Città di Torino. Il progetto “Con-tatto” è a cura di Asl Città di Torino – Centro Regionale Per I Disturbi Dello Spettro Autistico In Età Adulta.

Cos’è l’autismo

"Sul sentiero blu": l’autismo è una condizione ancora difficile da comprendere. Il film prova a svelarla, a riconoscerla

“Sul sentiero blu”: l’autismo è una condizione ancora difficile da comprendere. Il film prova a svelarla, a riconoscerla

Dal punto di vista scientifico il disturbo dello spettro dell’autismo è un disturbo del neurosviluppo, su base genetica, a esordio clinico nei primi anni di vita che, allo stato attuale degli interventi, perdura per tutta la vita nella quasi totalità dei casi. La prevalenza nella popolazione generale è in forte crescita, con dati del CDC di Atlanta che evidenziano autismo in 1:44 in bambini e con studi sull’adulto che superano il 2%. Nelle persone con autismo circa il 40% presenta anche disabilità intellettiva e molti anche co-occorrenze psicopatologiche in età adulta (depressione, ansia, disturbi del comportamento, eccetera). Le persone con autismo che hanno un migliore funzionamento, con un livello intellettivo nella norma, hanno comunque una disabilità relativa alla compromissione del funzionamento relazionale-sociale e comunicativo, che le espone a una difficoltà notevole nell’inserimento lavorativo, nella autonomia abitativa, e le rende possibili vittime di abusi.

Social skill

“Sul sentiero blu” racconta l’emozionante viaggio di un gruppo di giovani autistici sull’antica via Francigena, affrontando con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo

“Sul sentiero blu”, il documentario affronta con estrema delicatezza temi sociali e relazionali rispetto all’autismo

Queste abilità sociali (social skill) necessitano quindi di un processo attivo di insegnamento, in quanto a differenza di altre persone della popolazione generale, le persone autistiche fanno molta fatica ad apprenderle dal contesto. Per fare questo vengono organizzati dei percorsi ambulatoriali per insegnare alle persone autistiche queste competenze sociali, che sono quindi poi fondamentali per pensare a un inserimento lavorativo, oltre che essere utili nelle relazioni affettive ed amicali. Il limite degli insegnamenti ambulatoriali è la mancanza di generalizzazione, vale a dire la mancanza di imparare a utilizzare questi insegnamenti nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo in alcune città è stato dato vita a progetti per insegnare le abilità sociali (social skill training) direttamente in contesto di vita, con la permanenza di medici e educatori per 24 ore al giorno per 15 giorni insieme con le persone autistiche e di farlo lungo un cammino, per migliorare le abilità anche motorie.