Neos assume ma domanda agli aspiranti hostess e steward: “Hai figli?”. Decolla la polemica

I sindacati: "Essere madre o padre non può essere un impedimento a fare l'assistente di volo, la famiglia è un diritto inalienabile". La risposta della compagnia aerea: "Non c’è alcun intento discriminatorio, abbiamo tante mamme in organico che lo provano"

Come sono belli i figli. Sì, ma quelli degli altri. È sempre la solita solfa: le donne saranno anche brave sul lavoro, ma hanno quel problemuccio, restano in stato interessante e dopo sai cosa vuol dire questo dettaglio sotto il profilo della produttività? I bambini si ammalano, hanno necessità: ci sono gli incontri con i maestri e poi compleanni e il Natale, che magari vogliono trascorrere con i genitori… Adesso , poi, che anche per i padri è previsto il congedo parentale, lo stesso discorso vale anche (gravidanza a parte) per i neo papà. E poi c’è l’adozione, che dà anche lei i suoi diritti, da un punto di vista della genitorialità. L’ideale? Un mondo senza bambini, oppure “sì va bene, sono accettatisono accettati, ma solo se a farli sono i dipendenti delle altre aziende.

Hostess della Neos Air nella campagna per il reclutamento di assistenti di volo

Hostess della Neos Air nella campagna per il reclutamento di assistenti di volo

Il questionario incriminato

Il mostruoso paradosso serve a introdurre l’ennesima polemica legata alle richieste che vengono fatte ai candidati all’assunzione (esempi virtuosi a parte): questa volta, responsabile delle domande indecenti, è una compagnia aerea. O meglio, sul banco degli imputati è finito un questionario che sta creando polemiche: quello pubblicato sul sito web della compagnia Neos Air, che fa base a Somma Lombardo (Varese).
In occasione della campagna di reclutamento per hostess e steward la compagnia ha inserito nel documento in questione domande rivolte agli aspiranti assistenti di volo (di entrambi i sessi) una domanda che ha fatto infuriare i rappresentanti sindacali. Nel modulo in cui si chiede rispondere sì o no ad alcuni quesiti si spazia da ’il candidato ha tatuaggi vistosi?’, al non saper nuotare bene o avere una vista limitata – che possono essere motivi per non essere assunti come hostess o steward da una compagnia aerea – fino al poco cristallino, “il candidato ha figli?.“

“Il candidato ha figli?”

«Ma avere figli? Anche essere madre o padre può essere un impedimento a diventare assistente di volo?» si chiedono i sindacati, come riportato nelle pagine milanesi de ‘Il Corriere della Sera. A sorprendere le categorie sindacali è la collocazione della domanda sull’esistenza di eventuale prole in mezzo alle altre. «Ci auguriamo che tale richiesta, che appare comunque evidentemente non rilevante ai fini del percorso selettivo, non venga in alcun modo utilizzata quale elemento discriminatorio attraverso il quale poter escludere i candidati – osserva tra gli altri Alfredo Rosalba, segretario regionale Fit Cisl -. Le politiche del lavoro devono essere inclusive e mai, per nessun motivo, possano tendere a limitare il diritto inalienabile alla famiglia, arrivando eventualmente a ritenere la presenza di figli elemento ostativo all’ottenimento di un posto di lavoro».

La spiegazione della compagnia aerea Neos Air

mamma e figlia

“Ma  essere madre o padre può essere un impedimento a diventare assistente di volo?”, si chiedono i sindacati

“Non c’è alcun intento discriminatorio – la risposta della compagnia aerea – come dimostrerebbe un organico che comprende almeno una cinquantina di mamme, anche con due o tre figli“.

Ma allora perché la domanda sulla prole è inserita tra quelle sul nuoto, sulla vista e sui tatuaggi?

“Si è sempre fatto così per una semplice ragione di funzionalità e velocità nell’elaborazione delle risposte“, è la spiegazione offerta dalla Neos. Con una precisazione: “Se davvero può suscitare tanto fastidio e certi dubbi, allora si potrebbe provvedere a spostarla in un altro punto del questionario.

“Ci auguriamo che tale richiesta, che appare comunque evidentemente non rilevante ai fini del percorso selettivo, non venga in alcun modo utilizzata quale elemento discriminatorio attraverso il quale poter escludere i candidati – osserva tra gli altri Alfredo Rosalba, segretario regionale Fit Cisl -. Le politiche del lavoro devono essere inclusive e mai, per nessun motivo, possono tendere a limitare il diritto inalienabile alla famiglia, arrivando eventualmente a ritenere la presenza di figli elemento ostativo all’ottenimento di un posto di lavoro”.