A Bari un papà carcerato dona un rene alla figlia 12enne. Il legame profondo oltre le sbarre

La bambina, dopo un anno di dialisi per insufficienza renale, era stata messa in lista trapianti e il papà si è subito reso disponibile a donare l'organo alla figlia. La mamma: "Ringrazio i medici: hanno dato una seconda vita a lei e a mio marito"

Anche nei momenti più bui l’amore per i figli non mai viene meno. A Bari, un uomo che sta scontando una pena in carcere, ha donato un rene alla figlia 12enne. La giovane sta bene e nonostante la condizione del padre sicuramente ricorderà per tutta la vita il gesto compiuto per lei, nel segno di un legame che va oltre il nome e che li collega nel profondo. Qualche settimana fa avevamo raccontato un caso simile, a Torino, di una mamma infermiera che aveva deciso di donare il proprio organo per salvare il figlio malato. E proprio come allora il trapianto è stato eseguito in un centro di eccellenza, questa volta nel Policlinico del capoluogo pugliese, sede lo scorso anno di ben 123 interventi di questo genere.

Il papà della 12enne sta scontando una pena in carcere ma non si è tirato indietro quando è stato necessario aiutare la figlia

Alla bambina i medici dell’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” avevano diagnosticato un’insufficienza renale, ma dopo un anno di dialisi il l’organo aveva smesso di rispondere alle cure, costringendo i sanitari ad inserirla nella lista trapianti, unico trattamento che avrebbe potuto salvarla. Alla chiamata della figlia, quindi, il suo papà non si è tirato indietro, rendendosi subito disponibile agli esami. La valutazioni, in questi casi, coinvolgono numerosi specialisti, in una collaborazione multidisciplinare di urologi, nefrologi, immunologi, patologi clinici, psicologi, esperti di imaging, infettivologi e anestesisti-rianimatori. I sanitari hanno dato il via libera, ma oltre che dalla ‘commissione terza’, l’autorizzazione al prelievo a scopo di trapianto doveva arrivare anche dal magistrato di sorveglianza dell’uomo, che si è pronunciato in favore. L’intervento è stato eseguito con successo dall’equipe del professor Michele Battaglia e la piccola paziente è sotto osservazione periodica del reparto di nefrologia pediatrica.

Il trapianto è stato eseguito al Policlinico di Bari e ora la bambina sta bene

“Questo caso ci ha molto coinvolto e impegnato. La fase post operatoria ci ha tenuto particolarmente in apprensione. Oggi a distanza di settimane continuiamo a registrare la completa ripresa funzionale del rene e siamo felici di aver restituito alla piccola la normalità che ogni bambino merita”, afferma il coordinatore del centro regionale trapianti, Loreto Gesualdo. Commossa e riconoscente la mamma della 12enne: “Ringrazio tutti coloro che hanno, al quale non possiamo essere vicino”, le parole della donne. “Il sorriso restituito a questa famiglia – conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – ci incoraggia ad andare avanti con il programma di trapianto rene da vivente, soprattutto in questo periodo in cui il Covid sta impegnando gli ospedali con sforzi organizzativi maggiori. Il Policlinico di Bari negli ultimi anni è stato tra i primi centri per numero di trapianti da vivente eseguiti in Italia”.