A Casal di Principe il sindaco fa da padrino a cinque bambini nigeriani: “Simbolo di accoglienza”

Hanno tra tre mesi e sei anni e sono tutti figlie e figli di coppie che risiedono nel comune casertano da anni. Domenica scorsa sono stati battezzati e ad accompagnare le famiglie al sacramento c'era il primo cittadino

I loro genitori arrivano da lontano, ma a Casal di Principe hanno trovato un alleato in più. Cinque bambini, figli di coppie di nazionalità nigeriana residenti nel comune in provincia di Caserta, sono stata battezzati domenica 20 febbraio. Nulla di speciale, apparentemente. Ma l’eccezionalità del caso è data dal fatto che a fare loro da padrino è stato il sindaco in persona, Renato Natale. La cittadinanza accoglie così i piccoli e le loro famiglie al suo interno, in un gesto di inclusione simbolico ma allo stesso tempo concreto, perché va al di là della semplice cerimonia religiosa.

Il sindaco di Casal di Principe Renato Natale

“È sicuramente un modo per contaminare le nostre culture – dice a la Repubblica il sindaco Natale – una contaminazione che ritengo fondamentale per la crescita della nostra comunità. Più sono numerosi questi confronti è meglio è per tutti  quanti. Del resto a Casal di Principe c’è già un sentimento diffuso di accoglienza“. I bambini, Hannan, Sarah, Alessandro Okoro, Emmanuel e Samuel, hanno tra tre mesi e sei anni e sono nati in Italia da genitori che hanno trovato nel comune campano una nuova casa, dopo aver lasciato il loro Paese d’origine anni fa. Domenica scorsa i cinque sono hanno ricevuto il primo sacramento nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, nel corso della messa delle 10 dedicata proprio ai bambini. Accanto a mamma e papà, per ognuno di essi, il primo cittadino, proprio a voler simboleggiare che per tutti loro quella di Casal di Principe è una nuova famiglia, non solo un paese di ‘adozione’.

“È stata una cerimonia emozionante, come quelle che svolgo in Comune quando consegno la cittadinanza italiana ai ragazzi immigrati che compiono la maggiore età – spiega Natale al quotidiano –. È stato il parroco, don Carlo Aversano, a chiedermi di fare da padrino. Così ho coinvolto anche mio fratello Franco e le nostre consorti che hanno fatto da madrine alle due bambine”. E proprio il parroco ci tiene a sottolineare l’importanza del gesto del primo cittadino, che non ha esitato ad accettare il compito di padrino, molto più che simbolico nella religione cristiana. Il padrino è infatti colui che, nel corso della vita dei giovani, li accompagnerà insieme ai genitori nelle scelte fondamentali della loro esistenza, come una sorta di guida – spirituale

Battesimo-Casal di Principe

Cinque bambini nigeriani battezzati a Casal di Principe: il padrino è il sindaco
(foto Augusto di Meo – Repubblica)

e non – che dovrà supportarli e scortarli in un percorso fatto di tante gioie ma anche di difficoltà.

“Il fatto che tra i padrini ci sia il sindaco del paese – ha spiegato don Carlo Aversano – è come se fosse stata l’intera città a fare da padrino di questi bambini, accogliendoli nella comunità cristiana di Casal di Principe”. “È vero – conclude infatti Renato Natale – ci sarà  sempre qualcuno che fa un po’ il razzista, però, c’è un sostanziale atteggiamento positivo, perché c’è già una storia e una cultura alle spalle, la cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità”. E siamo sicuri che, una volta cresciuti, anche Hannan, Sarah, Alessandro Okoro, Emmanuel e Samuel sapranno riconoscere e apprezzare questo gesto altruista del paese e di tutta la sua comunità, di cui già oggi possono dire di far parte, anche senza cittadinanza.