Papa Francesco a Che tempo che fa: “Non sono un santo e neanche normale: ho le mie anormalità”

"I papi di prima erano santi, io no. Per questo ho bisogno dei rapporti umani"

Ospite da remoto su Rai 3 a Che Tempo che Fa, il salotto televisivo di Fabio Fazio, Papa Francesco sente il bisogno di ricordare a tutti una cosa: “Non sono normale. Anche io ho le mie anormalità. I papi di prima erano santi, io non me la cavo…non sono tanto santo” dice aiutandosi con la mano.  “Per questo ho bisogno dei rapporti umani” e “per questo, aggiunge, abito in un albergo a Santa Marta dove posso stare con le persone” e non nelle stanze vaticane. “L’amicizia mi fa forza, e ne ho bisogno. Non ho tanti amici, sono pochi, ma sono veri“.

“Il chiacchiericcio distrugge le identità”

Papa Francesco ospite della puntata di Che rempo che fa su Rai3

In una devota intervista di circa 50 minuti condotta da Fazio, Papa Francesco ha trovato il coraggio di mostrarsi come un Papa e un uomo imperfetto. Da bambino: “volevo fare il macellaio per i soldi! Per mettere tante monetine in tasca. Un desiderio che forse tradisce la radice genovese da parte materna”, dice ironizzando. Nel corso dell’intervista, il Papa coglie l’occasione per sottolineare l’aumento del numero di suicidi giovanili. “L’aggressività sociale oggi scoppia. Pensiamo al problema sociale del bullismo a scuola, quando prendono un ragazzo e dai e dai e dai“, dice Francesco come se stesse picchiando qualcuno. “L’aggressività va educata: dentro di noi c’è un’aggressività positiva, ma ce n’è un’altra distruttiva, che inizia con la lingua. Il chiacchiericcio che si fa nelle famiglie e nei quartieri distrugge le identità”, dice fermo. “Dobbiamo essere coraggiosi e o non dire niente e tenercela. Oppure dire le cose in faccia”.

 

“Il migrante va accolto, promosso e integrato”

Di fronte ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici calpestati, alle guerre, al Cimitero del Mediterraneo, ai “datori di lavoro che guardano i loro dipendenti dall’alto verso il basso: per dominarli, sfruttarli”, Papa Francesco invita tutti a provare a toccare gli altri. “Toccare significa farsi carico degli altri. Ma se noi non tocchiamo mai, siamo indiffenti e alimentiamo la cultura dell’indifferenza”. “Ci sono cose al primo posto nel mondo, come le guerre e cose al secondo posto come i migranti, i poveri, le persone che non hanno da mangiare e che non contano”. Il fatto che “il Mediterraneo sia il cimitero più grande d’Europa ci deve far pensare”. Un dramma di cui, secondo il Pontefice, dovrebbe farsi carico l’Unione Europea trovando equilibrio nell’accoglienza di ciascun paese. “Italia e Spagna sono i paesi più vicini dove arrivano più migranti”, che “in tanti casi dopo aver sofferto in mare vengono respinti”. Invece, aggiunge Francesco: “Il migrante va sempre accolto, accompagnato, promosso e integrato”

L’appello del Papa ad avere “un po’ di umorismo!”

Papa Francesco ospite in esclusiva della puntata di Che Tempo Che Fa di Rai3

Papa Francesco ospite a Che tempo che fa du Rai3

Dopo aver raccontato di ascoltare i classici e di essere un appassionato di tango, Papa Francesco si congeda con un’esortazione: “Ah!, Una cosa per favore: un po’ di umorismo! L’umorismo è una medicina, che aiuta a relativizzare le cose e ti rende gioioso. Come la preghiera del Buon Umore di Thomas More”.