Dopo decenni di regime a Cuba apre il primo hotel gay, dove si soggiorna solo se si è tolleranti

Viene inaugurato il Gran Muthu Rainbow hotel a Cayo Guillermo, uno dei posti più esotici dell’isola caraibica

Cuba riapre al turismo e inaugura il primo hotel gay: il Gran Muthu Rainbow hotel a Cayo Guillermo, uno dei posti più esotici dell’isola caraibica. L’albergo, rimasto chiuso per due anni a causa della pandemia, simboleggia la pacifica convivenza delle diversità che caratterizza Cuba. Dopo che per decenni il regime comunista si è opposto alla comunità Lgbtq+, perseguitandola e arrestandola, oggi l’isola è infatti descritta come un’oasi felice per lesbiche, gay, transgender. Le effusioni per strada sono la normalità ed è raro che creino reazioni negative.

Il Gran Muthu Rainbow hotel è un albergo all’apparenza come tutti gli altri. Un’enorme piscina si affaccia sulle stanze che si aprono lungo il perimetro della zona centrale dell’hotel. C’è la zona spa, i lettini per prendere il sole, i ristoranti interni ed esterni, la palestra, l’accesso alla spiaggia, i negozi dell’artigianato e dei prodotti da mare. A differenza degli altri hotel, però, al Rainbow prima di entrare si deve firmare una rinuncia. Come ha spiegato il giornalista della Bbc, accorso insieme a una buona parte della stampa internazionale all’inaugurazione dell’albergo: “Unica condizione per alloggiare è l’impegno a rispettare la tolleranza”. “Abbiamo dovuto firmare una rinuncia”, spiega “nella quale affermiamo di condividere la tolleranza come principio di convivenza nell’albergo. E accettare che se non lo rispetti sarai costretto a lasciare la struttura”.