“A Great British Spraycation”: Banksy arricchisce di opere le città nell’est dell’Inghilterra

L'artista di Bristol ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram in cui ha mostrato parte del "making of" delle opere, che hanno colorato i muri di diverse città britanniche, rivendicandone così la paternità

Con un video su Instagram, poco più lungo di tre minuti, Banksy, l’artista di strada più famoso della Gran Bretagna, ha rivendicato la paternità delle molte opere apparse nelle ultime settimane nell’est dell’Inghilterra. In particolare, le attenzioni dello street artist di Bristol si sono concentrate sulle città di mare del Norfolk, dove Great Yarmouth, Gorleston e Lowestoft hanno presentato una candidatura congiunta per diventare le Città della Cultura del Regno Unito nel 2025.

Nel video l’artista si muove in camper per fermarsi e regalarci dei fantastici dietro le quinte del ‘making of’ delle opere. Sono diversi, tra graffiti e vere e proprie installazioni, i pezzi d’arte che Banksy ha disseminato nelle sue vacanze: ci sono un topo che sorseggia un cocktail su una sedia a sdraio, un bambino che scava vicino a un marciapiede, persone che ballano su una pensilina dell’autobus e la tipica “claw crane“, la gru delle macchinette delle sale giochi.

Sopra un ingombrante cassonetto, l’artista ha fatto apparire un gabbiano pronto a banchettarci, chiaro riferimento agli sprechi alimentari . Facendo eco alla crisi climatica, un graffito mostra tre bambini su una barca di lamiera ondulata, con la scritta “Siamo tutti sulla stessa barca”. Nella piccola cittadina di King’s Lynn, Banksy regala alla statua dell’ingegnere Frederick Savage, famoso per le sue macchine a vapore, un cono gelato e una lingua per assaporarlo. E su un modello di un cottage trovato dai gestori del Merrivale Model Village di Great Yarmouth, un parco in miniatura del Norfolk, campeggia la firma dello street artist e la scritta “go big or go home”, affiancata da un piccolo roditore.

Nei giorni scorsi già diversi esperti si erano pronunciati a favore dell’attribuzione dei murales e delle istallazioni in questione a Banksy. Alcuni caratteristiche delle opere facevano presagire che una rivendicazione sarebbe arrivata presto: il tratto dei murales in bianco e nero, la presenza di topi, soggetti molto cari all’artista, ma anche la vena di denuncia sociale, tipica di Banksy.
L’artista britannico ha anche scelto un titolo per il video che sembra alludere al suo giro turistico per “rivendicare” le opere: “A Great Britain Spraycation”, dove l’ultima parola non è altro che una crasi tra le parole inglesi vacation (vacanza) e la vernice spray utilizzata per i suoi graffiti.

Negli ultimi anni, l’artista di Bristol, che abilmente nasconde la sua identità, ha mantenuto alta l’attenzione del mondo dell’arte contemporanea con i suoi commenti e le sue opere d’arte a sfondo sociale: migranti, opposizione alla Brexit, denuncia dei radicali islamisti sono solo alcuni dei temi toccati nei suoi ultimi lavori. A marzo, per esempio, un’opera in onore degli operatori sanitari è stata venduta all’asta alla cifra record di 20 milioni di euro, cifra interamente destinata al servizio sanitario pubblico britannico.