A Macchiagodena è il libro che sceglie dove portarti in vacanza: regalane uno e vivrai il Molise pittoresco e slow

Il borgo sui monti in provincia di Isernia si offre al turismo di qualità: camere in B&B a chi donerà un volume e alla fine racconterà in un video l'esperienza vissuta. Il sindaco Ciccone: "Combattiamo lo spopolamento, creando oportunità per i nostri giovani". E con pochi abitanti in un territorio amplissimo il distanziamento è assicurato

Un suggestivo vicolo di Roccagodena

Non  aprirà le porte dei viaggi intercontinentali  come tra un po’ potrà fare il pass vaccinale allo studio dell’Ue, ma di sicuro, quest’estate,  un semplice  libro  darà la possibilità di visitare un borgo affascinante, e di essere per giunta ospitato gratis per qualche notte.

L’iniziativa parte dal comune di Macchiagodena, pittoresco ed accogliente borgo in provincia di Isernia, issato su uno sprone di 859 metri da dove, in lontananza si può addirittura scorgere  il mar Adriatico. Il progetto si chiama “Genius Loci” e partirà entro giugno con l’obiettivo di fare del paesino di 1756 (dati Istat) abitanti un punto di riferimento del turismo slow e di qualità.

Lo slogan scelto  è “portami un libro e ti regalo l’anima“. Come funziona? Semplice, si porta un volume (un romanzo, un  saggio, una favola o un racconto  bambini, una raccolta di poesie poco conta)  e, grazie a un accordo tra il Comune e gli operatori turistici locali, nei prossimi mesi  ci saranno stanze a disposizione in bed and breakfast e agriturismi. Basterà contattare l’amministrazione  per conoscere  date e posti disponibili. In tutto 4  giorni per due persone  se si sceglie di fare la vacanza  nei primi giorni della settimana, 3 se nel week end (venerdì sabato e domenica).

Si parte dal 10 giugno fino al 15 dicembre.

 

Regala il libro e racconta la tua esperienza

 

Una sola condizione, anzi due: una volta giunti al borgo, il libro deve essere depositato nella piazzetta della lettura davanti al Castello, in Piazza Ottavio De Salvio, o nella piazzetta dedicata ai libri per bambini e ragazzi in via Garibaldi Est e il turista dovrà spiegare il motivo per cui ha scelto proprio quel libro e cosa lo ha spinto a visitare il paese. Al termine della vacanza, invece, andranno raccontate le proprie impressioni sull’esperienza vissuta nel borgo. Ricordi che poi finiranno in un libro corale in cui saranno messe insieme tutte le testimonianze raccolte.

Va detto che Macchiagodena ha una sua specifica vocazione letteraria: nel suo castello longobardo ha la sede nazionale del network “I borghi della lettura”. E, per uscire dalla crisi della pandemia, punta sul turismo sostenibile e di qualità.

“Solitamente chi va in vacanza sceglie  prima il posto e poi il libro da portare con sé,  qui è il libro che sceglie dove portarti in vacanza” dice il sindaco Felice Ciccone.

Intorno al libro  e alla lettura si sono già sviluppati diversi progetti:  le panchine letterarie, due piazzette della lettura con il book crossing per 8 mesi all’anno. E il progetto “La Divina Commedia in 100 borghi”,  recital itinerante che parte proprio da Macchiagodena e consiste nel recitare un canto della Divina Commedia  in 100 paesi dello Stivale tra cui Amatrice, NorciaArquata del Tronto, Scampia.

La piazza del paese

Ma perchè visitare Macchiagodena?

“Tutte le iniziative che  facciamo  nascono per scongiurare lo spopolamento, il fatto che i giovani vanno via. Vogliamo far conoscere il nostro territorio, portare gente  nel nostro  paese e  magari creare, in maniera indiretta,  occupazione per far sì che i ragazzi  rimangano nel comune o comunque in Molise” sottolinea Ciccone.

“Noi siamo un piccolo borgo – conclude il sindaco- ma abbiamo tantissimo da offrire: ambiente, cultura, archeologia: ci sono importanti siti archeologici legati alla cultura dei Sanniti, il mare è a 80 chilometri. E poi tanto cibo buono e tanta ospitalità. Insomma, una  vacanza serena in un posto sicuro anche dal punto di vista del covid,  perché qui il distanziamento è garantito dal fatto che siamo 1800 in un territorio oltre 34 chilometri quadrati”