A Prato della Valle, cerchio monumentale tutto al maschile, potrebbe sedere la prima donna

Il busto sarà quello della prima donna laureata al mondo: Elena Cornaro Piscopia. Dopo le polemiche, la mozione dei consiglieri del comune di Padova viene accettata

Lo avevamo attenzionato, e forse sta per succedere: Prato della Valle, il pantheon tutto al maschile di Padova, potrebbe finalmente avere – tra 78 uomini – la statua della prima donna laureata al mondo. Dopo l’acceso dibattito delle scorse settimane sul maschilismo dei monumenti italiani, il consiglio comunale del comune patavino ha infatti accettato la proposta dei due consiglieri di maggioranza, Margherita Colonnello e Simone Pillitteri, di realizzare la statua di Elena Cornaro Piscopia: la prima donna al mondo ad essersi laureata e proprio nell’Università di Padova. Rimane ancora in dubbio, però, se la Dottoressa Piscopia potrà sedere in Prato della Valle oppure no.

Il via libera alla realizzazione della statua è arrivato la notte del 31 gennaio, quando il consiglio comunale ha accettato la mozione promossa dai due consiglieri di maggioranza Colonnello e Pillitteri. Centrosinistra e Movimento 5 stelle hanno votato sì, mentre il centrodestra si è astenuto. La statua di Elena Cornaro Piscopia, la prima laureata in filosofia al mondo, ci sarà. Resta ora da capire se potrà sedere nell’isola Memmia – dal nome del suo creatore: Andrea Memmo che aprì i lavori nel 1775 – o se invece verrà collocata altrove.

La statua ci sarà, ma dove?

Elena Cornaro Piscopia

Elena Cornaro Piscopia

La consigliera e madrina dell’iniziativa, Margherita Colonnello, esclude che la statua venga collocata in uno dei due piedistalli vuoti: “La richiesta verrà gestita da un ufficio che va indicato dal gabinetto o dal settore cultura, generalmente è il gabinetto per la monumentalità. Non penso che si toccheranno gli stalli vuoti, ma su Prato della Valle si apre una possibilità importante“. In realtà, originariamente la richiesta dei consiglieri puntava proprio sul porre il busto di Elena Cornaro Piscopia in uno dei due stalli rimasti vuoti del Prato. Due posti liberi da duecento anni, da quando nel 1779 le truppe napoleoniche distrussero le statue dei due dogi che vi sedevano sopra. In città, comunque, si plaude alla vittoria. La rettrice dell’Università di Padova, dove la Piscopia si laureò nel 1678, Maddalena Mapelli  è entusiasta: “L’approvazione di una mozione che va nella direzione di un nuovo clima culturale, con la volontà di dare maggiore riconoscimento del ruolo delle donne nella società, è una bella notizia” afferma Mapelli. “Una mozione non legata a un nome o a un luogo particolare – aggiunge – che affronta più in generale un’importante questione, con l’obiettivo non di riscrivere il passato, ma di costruire un futuro diverso”.

Per approfondire: