“Stem, missioni spaziali e posizioni apicali: il G20 sostenga la battaglia per le donne”

La ministra Elena Bonetti alla conferenza del G20 dedicata alla parità di genere: "Strategie comuni per prevenire violenza sulle donne e bambine afghane". Poi l'attenzione all'Occidente: "Le energie femminili sono un potenziale ancora inespresso"

“Dobbiamo mettere le donne nelle condizioni di diventare protagoniste alla pari“. Parte con questo obiettivo la prima conferenza in ambito G20 dedicata alla parità di genere e all’empowerment femminile, presieduta dalla ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti, che si è tenuta ieri a Santa Margherita Ligure. Al G20 oltre ai ministri, hanno partecipato tanti rappresentanti di organizzazioni internazionali (UN Women, Oil, Ocse), del mondo delle imprese, dell’accademia e della società civile. Un evento salutato dal messaggio di Mario Draghi rivolto soprattutto alle donne afghane che in questo momento così buio non devono essere dimenticate.

“Il G20 deve fare tutto il possibile per garantire che mantengano le loro libertà e i loro diritti fondamentali, in particolare il diritto all’istruzione“. Un appello che la ministra ha raccolto: “Ho convocato una riunione con gli altri ministri delle Pari Opportunità per adottare una strategia comune e mettere in campo strumenti per prevenire qualsiasi forma di violenza nei confronti di donne, ragazze e bambine a partire dai matrimoni forzati e garantire i loro diritti primari a cominciare da quello di andare a scuola”. Ed è dall’istruzione, fin dall’infanzia, che bisogna partire per contrastare in ogni ambito, anche in quello familiare ed educativo oltre che nel lavoro, le diseguaglianze che gravano sulle donne e garantire loro l’accesso paritario in qualunque ambito.

 

Le discipline Stem e i linguaggi digitali

Un’istruzione a 360 gradi che stimoli l’interesse delle studentesse verso quelle discipline tecnico-scientifiche (le cosiddette Stem) troppo spesso appannaggio dei maschi. Ed è proprio su di esse che si è concentrata la prima parte di questo G20, insieme anche a linguaggi multimediali. Fra le iniziative presentate a questo proposito da Chiara Corazza, ambasciatrice del Women’s Forum, la prima mira a dedicare il 3% del 15% delle imposte globali pagate dalle grandi imprese alla parità di genere nel settore Stem (scientifico-tecnologico). Per realizzarla è fondamentale dedicare 4,5 miliardi di euro l’anno per circa dieci anni, combattendo gli stereotipi contro le donne nel settore scientifico e rendendo loro attraente il mondo Stem. Il secondo spunto riguarda l’istituzione di programmi di formazione Stem dedicati alle donne, di carattere nazionale e duraturi nel tempo. 

“Parlare i linguaggi delle Stem  e digitali vuol dire avere parte attiva e imprescindibile nei processi di transizione energetica, di conservazione dell’ambiente, di lotta al cambiamento climatico e di raggiungimento di un’economia circolare. Significa poter cogliere le principali opportunità offerte dal mercato del lavoro e sostenere l’autonomia finanziaria delle donne – ha detto la ministra Bonetti – Affinché le donne possano cogliere tali opportunità è però fondamentale scardinare i molti stereotipi che ancora oggi penalizzano il mondo femminile e incentivare l’affermazione di una partecipazione delle donne, piena e senza barriere”. Un pensiero condiviso anche da Ersilia Vaudo chief diversity officer all’Agenzia Spaziale Europea. La sua missione all’interno dell’agenzia è quella di promuovere l’inclusione e l’interesse delle studentesse verso le materie scientifico-tecnologiche e il loro interesse per una carriera nel settore spaziale. “Questo va fatto soprattutto a partire dalle scuole elementari. Le ragazze che si laureano sono molte di più dei ragazzi ma poche scelgono l’ambito scientifico e va invertira la rotta. Nell’ultimo periodo però sulla scia di Samantha Cristoforetti, tantissime ragazze hanno fatto domanda per fare l’astronauta, e questo va tenuto in considerazione”.

Empowerment lavorativo e armonizzazione dei tempi di vita e lavoro

Ma non si può parlare di donne e lavoro senza soffermarsi sulla necessità di garantire un’armonizzazione tra i tempi dell’attività lavorativa e quella della vita familiare. Infatti questo è stato l’altro punto in discussione al G20, insieme all’empowerment lavorativo ed economico. “Le donne posseggono in sé la metà delle risorse umane del pianeta, eppure le energie femminili sono il potenziale ancora inespresso, sono le forze non ancora messe in campo nelle nostre società – ha continuato Bonetti – Nel percorso italiano verso la parità rientra anche la riforma del Family Act, proposta di legge che ho avanzato per strutturare le politiche familiari su più livelli, a partire dall’occupazione delle donne, dai servizi educativi, la condivisione dei carichi di cura e l’armonizzazione dei tempi di vita e lavoro”. La ministra ha aggiunto che sta lavorando anche per far sì che il Piano strategico nazionale contro la violenza sulle donne diventi finalmente uno strumento strutturale per il Paese, per assicurare sostegno stabile alla rete anti violenza e sostenere tutte le vittime nel loro percorso di uscita dalla violenza e di riconquista della propria libertà.

La leadership delle donne

Valorizzare la leadership delle donne e accelerare sull’imprenditoria femminile. Paola Mascaro presiede G20 Empower e da un anno lavora a una proposta per promuovere la parità di genere che sarà messa sul tavolo del G20 di fine ottobre. “Occorre seguire tre direttrici all’interno delle aziende: misurabilità perché se non mi misuri non sai se stai progredendo, politiche nelle aziende a partire dalle donne più giovani fino a quelle in posizioni di leadership e infine le skills ovvero cosa può rendere le donne più competitive rispetto alle sfide del mercato del lavoro”.

Oggi solo il 27 per cento delle donne raggiunge posizioni apicali nei paesi del G20. “C’è mancanza di una massa critica: ci vogliono più donne candidate a queste posizioni e sono ancora troppi i pregiudizi nei criteri di selezione. In Italia c’è una progressione, vedremo tra un anno a che punto saremo”.

Le conclusioni

Alla fine della Conferenza la ministra ha ringraziato tutti i partecipanti aggiungendo che sarà suo compito e quello del governo far sì che questo appuntamento dedicato alla parità di genere diventi parte integrante di tutti i futuri G20 e assicurando la piena convergenza da parte dei paesi intervenuti sugli obiettivi da raggiungere in futuro. A partire proprio dalle donne afghane per le quali saranno progettati percorsi adeguati.