Giovanni Achenza, bronzo a cinquant’anni nel triathlon, grazie alle ruote di Alex Zanardi. “E ora punto a Parigi 2024”

L'atleta sardo ha amministrato in vantaggio accumulato nel nuoto e per un po' ha sperato nell'argento. Cuccurru è ottava fra le donne , dove la gara si è risolta per il distacco di un secondo

Ancora una medaglia dal triathlon, ancora una medaglia, in carriera, per Giovanni Achenza, sardo di Ozieri che, dopo il bronzo conquistato cinque anni fa a Rio, ai Giochi di Tokyo, porta a casa il bronzo nella PTWC maschile. L’atleta sardo ha terminato le tre prove con il tempo complessivo di 1:02.05, giungendo alle spalle del trionfatore della gara, l’olandese Jetze Plat (57:51), e all’austriaco Florian Brungraber (59.55) che lo ha superato nell’ultima prova di wheelchair, che Achenza aveva iniziato con 32 secondi di vantaggio. La gara si è conclusa circa alle 1 ora italiana.

Tanta la soddisfazione, a fine gare, per l’azzurro: “Una medaglia costruita nella prima frazione, perché sono uscito molto bene dall’acqua, cercando di stare molto attento alla scia di Beveridge. Essere uscito così bene dalla prova di nuoto mi ha dato tranquillità”.

“Nell’handbike ho visto che Plat tardava a riprendermi e mi sono detto che forse era la giornata giusta – spiega – ho continuato a spingere con l’handbike fino al massimo. Il primo giro in wheelchair è andato bene, poi non so nemmeno io perchè mi si è bagnato il guanto destro e a quel punto non avevo più grip e non riuscivo più a far scorrere la carrozzina”.

“Il mio team, però, mi ha gridato che ero molto lontano da Schipper e così ho continuato finché ho potuto – prosegue – speravo in una medaglia d’argento, a dire la verità, ma è arrivato questo terzo incomodo, l’austriaco, che è giovanissimo e proviene dalla wheelchair” Achenza aveva curato in particolare la prova di nuoto allenandosi al mattino a Tokyo dopo l’addestramento fatto in vasca riscaldata a  Livigno, per abituarsi alle temperature giapponesi. (Leggi l’articolo)

Grazie a Zanardi

“Grazie alla Federtriathlon, che mi ha accompagnato in questi cinque anni e con cui abbiamo fatto un gran lavoro – osserva – spero di farne altrettanto fino a Parigi”.

“Un grazie, poi, ad Alex Zanardi, perchè oggi ho corso con le sue ruote e questo mi ha dato una grande spinta per arrivare al podio”.

Nella stessa gara, nono posto per Pier Alberto Buccoliero con il tempo di 1:09.16. Buccolero corre prorpio con il team di Zanardi Obiettivo3 (Leggi l’articolo)

 

Staccate di un secondo

Nella PTWC femminile, ottava posizione per Rita Cuccuru, che realizza il crono di 1:19.06. L’oro in una gara massacrante è andato alla statunitense Kendall Gretsch per meno di un secondo: con uno sprint sulla wheelchair deciso all’ultimo centimetro – La vincirice ha infatti impiegato 1:06.25, mentre la medaglia dì argento, l’australiana Lauren Parker ha chiuso in 1:06.26. Bronzo alla spagnola Eva Maria Moral Pedrero (1:14.59), raggiante all’arrivo,

 

Chi è Giovanni Achenza

 

Giovanni Achenza, medaglia di bronzo ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 nel triathlon PTWC, è nato a Ozieri (Sassari) il 31 luglio del 1971 e gareggia per il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre. Esordio in Nazionale nel 2013, vanta nel suo curriculum sportivo un bronzo alla Paralimpiade di Rio 2016 e un terzo posto ai Mondiali di Losanna del 2019. “Lo sport è stato cruciale dopo l’infortunio, perché mi ha dato tanti obiettivi e mi ha fornito elementi per la rinascita”, racconta Achenza, che al paratriathlon si avvicina dopo una delusione sportiva: “Mancai la qualificazione ai Giochi di Londra del 2012 e così decisi di impegnarmi in questo sport”. Quello che soffre di più è la fatica sull’ultima salita con la carrozzina olimpica. L’atleta che lo ispira maggiormente è anche il suo avversario diretto e vincitore di oggi, Jetze Plat: “Ma anche il mio ex compagno nel ciclismo Alex Zanardi”. Proprio a lui Giovanni ha dedicato la sua medaglia ai Giochi di Tokyo. “La moglie di Alex mi ha messo a disposizione le sue ruote per la carrozzina olimpica”.

Terminata la carriera sportiva, Achenza si vede come nonno: “Rientrerò nel mio paese natio e mi cercherò un altro hobby”.