“Affrontare insieme le sfide della scuola di oggi, per creare nuove condizioni di pace e di vita tra cittadini locali e globali”

"Rimettere al centro della scuola la relazione educativa per dare risposte alle grandi sfide del Terzo Millennio": l'evento promosso dal ministero dell'Istruzione e dall'associazione "Rondine Cittadella della Pace Onlus" punta sull'educazione come metodo di confronto e di rigenerazione. Tanti i contributi di esperti, accademici, docenti e dirigenti scolastici e soprattutto dei ragazzi del "Quarto Anno Liceale d'Eccellenza"

La ricomposizione dei conflitti attraverso la conoscenza reciproca di persone che hanno vissuto e vivono la realtà del conflitto stesso. Questo il cardine del ‘Metodo Rondine’, messo a punto dall’associazione fondata alle porte di Arezzo da Franco Vaccari. Obiettivo: esportare le ragioni del rispetto nei confronti del diverso.

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in video conferenza

“È importante tornare tutti insieme a creare fra di noi quelle condizioni di pace che sono l’unica vera scuola di cui abbiamo bisogno oggi”, le parole del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che ha aperto i lavori dell’incontro di mercoledì 27 ottobre dal titolo “Le sfide della scuola di oggi tra cittadini locali e globali”. Si tratta del side-event del settore Istruzione nell’ambito della Presidenza italiana del G20, promosso dal ministero stesso, Dipartimento per il sistema di istruzione e formazione – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale d’istruzione, in collaborazione con l’associazione “Rondine Cittadella della Pace”.  Iniziativa che, come ha ricordato Bianchi, “pone al centro le sfide che oggi la nostra scuola deve affrontare fra locale e globale e quindi l’educazione dei nostri ragazzi a trasformare il conflitto in occasione di confronto e quindi non solo un confronto ma anche la capacità di costruire insieme dei nuovi percorsi di vita, nuovi percorsi di partecipazione, nuove strade verso una democrazia sempre nuova”.

 

Con “Rondine” l’educazione diventa confronto con l’altro

L’indirizzo del ministro è chiaro, come ha ricordato Carla Guetti, coordinatrice nazionale Unesco Aspnet – Midgosvi, portando i saluti anche di Maria Assunta Palermo, direttrice generale per gli ordinamenti scolastici, la valutazione e l’internazionalizzazione del sistema nazionale di istruzione: “Rimettere al centro della scuola la relazione educativa per dare risposte alle grandi sfide del Terzo Millennio acuite dalla pandemia”. Da qui la scelta di ‘Rondine’ (www.rondine.org) da parte del ministero per mettere a disposizione della scuola l’esperienza maturata attraverso il ‘Quarto Anno Liceale d’Eccellenza’. Un anno di scuola vissuto nella Cittadella della Pace che forma giovani a imparare ad affrontare il conflitto puntando proprio sulla forza generativa della relazione. Un percorso educativo e formativo che ha permesso di sperimentare il Metodo Rondine nell’educazione degli adolescenti, riconosciuta dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sperimentazione per l’innovazione didattica dal 2015.

Stefania Giannini, Vicedirettore generale Unesco

Progetto che ha ricevuto l’appezzamento anche di Stefania Giannini, Vicedirettore generale Unesco: “Il progetto ‘Quarto Anno a Rondine’ si pone proprio come una buona pratica per operare quel processo di rigenerazione delle scuole che, proprio in ambito della Ministeriale G20 a Catania, lo scorso giugno, anche con il ministro Bianchi e con tutti i ministri dei Paesi coinvolti abbiamo sostenuto e promosso”, afferma ricordando la sua presenza proprio in occasione dell’inaugurazione della scuola che ha accolto il ‘Quarto Anno Rondine’ nel 2015.
“Vorrei fare un plauso all’associazione e alla comunità – continua la Giannini – che si è costruita attorno all’idea vincente di Franco Vaccari, sviluppata nella World House con giovani provenienti da luoghi di conflitto e che da 6 anni ha trovato negli adolescenti italiani una comunità pronta ad abbracciare questi valori e questa esperienza educativa. Sappiamo che questa esperienza è fondamentale anche per affrontare problemi di questa parte del mondo dove non c’è una guerra armata ma altre tensioni sociali”.

Conflitto e relazione

E proprio dal senso della parola “conflitto” che parte il Presidente di ‘Rondine Cittadella della Pace’, Franco Vaccari, non in quanto sinonimo di guerra ma come “scontro di differenze”, nel quale è necessario imparare a vivere stabilmente nel quotidiano senza arrivare alla distruzione dell’altro o di sé stessi.

Franco Vaccari, Presidente “Rondine Cittadella della Pace”

E allora il terreno di gioco è proprio la relazione.
“Le relazioni nella società attuale, soprattutto dopo la pandemia, sono fratturate, distrutte – afferma Vaccari –; pensiamo all’alleanza intergenerazionale, la relazione uomo-donna, i legami affettivi, la relazione medico-paziente. Se le relazioni fondanti della società sono infrante, cosa succede alla scuola? C’è un urto, una richiesta che spinge la scuola a rincorrere risposte. In ventisei anni, lavorando con giovani provenienti da contesti di guerra, siamo andati al fondo delle relazioni, dove toccano il punto più oscuro, quello dove la relazione si ammala fino a generare l’idea di nemico“.
“Allora – continua il presidente di ‘Rondine’ – si scopre che la relazione cura, se si ha cura della relazione. Così abbiamo sperimentato il nuovo paradigma della relazione educativa, che possa contenere ogni fragilità dando possibilità nuove di rigenerazione. Un big-bang energetico a disposizione anche della scuola grazie al percorso scolastico del ‘Quarto Anno Rondine’. Un prototipo che sta uscendo da Rondine e incontrando scuole, docenti e dirigenti, che accolgono la possibilità di una rigenerazione”.

La ricerca dell’identità durante il “Quarto Anno Rondine”

Una strada non facile, tuttavia l’accelerazione impressa dalla crisi emergenziale è anche un’occasione per rinnovare il coinvolgimento tra tutti gli attori del mondo dell’educazione e della formazione, per affrontare le sfide educative attraverso nuovi stimoli e modelli educativi.

Arezzo, manifestazione per la pace

Prezioso in questo senso i contributi del mondo accademico portati nel contesto da Ivo Lizzola, docente di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e della devianza presso l’Università  di Bergamo, e di Raffaella Iafrate, docente di Psicologia sociale alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che da tempo collaborano con ‘Rondine’ per esplorare attraverso la ricerca scientifica le possibilità di applicare il ‘Metodo’ in altri contesti.
Essenziali, infine, i contributi del mondo della scuola da parte di dirigenti, docenti e studenti del ‘Quarto Anno Rondine’, che ogni giorno sperimentano le sfide dell’educazione e che hanno voluto mettere a disposizione la propria esperienza.
“Gli studenti  non provengono da zone di conflitto come i giovani della World House, ma si trovano comunque ad affrontare il più importante conflitto della vita: la ricerca della propria identità“, sottolinea Maurizio Gatteschi, dirigente scolastico dell’Istituto Vittoria Colonna di Arezzo, scuola titolare della sperimentazione del ‘Quarto Anno Liceale d’Eccellenza’ a Rondine presso il Ministero, e capofila della rete scolastica di Arezzo che garantisce i piani didattici.

Dalle conoscenze alle competenze

“È questo un ‘conflitto’ che accomuna tutti gli adolescenti, rinforzato dall’interazione con l’altro che diventa fondamentale nel complesso processo della formazione del Sé. Il progetto e il Metodo Rondine che lo sottende, in quanto scuola interattiva, spinge gli studenti a confrontarsi, a cooperare in team per un risultato condiviso, crea connessioni tra le conoscenze e l’utilizzo di queste in chiave concreta, che poi rappresenta quel passaggio dalla “didattica delle conoscenze” alla “didattica delle competenze” raccomandato, oltre un decennio fa, dall’Europa, e recepito dal Miur nel 2010″.
Sono state quindi Patrizia Borghesi, professoressa di italiano del Liceo Scientifico Francesco Redi di Arezzo, e Antonella Fatai, docente di matematica del Liceo Classico Francesco Petrarca di Arezzo, a condividere alcuni degli strumenti utilizzati nella didattica innovativa del progetto: dalla “tecnica della cucitura” che permette alla materie di studio di ancorarsi fortemente alle questioni di attualità, permettendo al giovane di interpretare cosa gli accade intorno e sviluppare uno spirito critico, fino al tutor, figura nuova per il mondo della scuola ma preziosissima perché facilitatore relazionale in costante rapporto con i docenti, che lavora sia sulle fragilità dei singoli che sull’equilibrio del gruppo classe, favorendo la crescita umana e professionale dei ragazzi e la loro capacità di apprendimento.
Infine, non potevano mancare i giovani, gli studenti del ‘Quarto Anno’, che hanno testimoniato in che modo gli strumenti e le competenze acquisiti a Rondine hanno permesso loro di affrontare la pandemia, attingendo alle proprie risorse interiori, leggendola come un conflitto da trasformare creativamente in un’opportunità di crescita e mettendosi a servizio degli altri in una costante cura della relazione.
Trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del ministero dell’Istruzione, l’evento  è a disposizione on line sul canale YouTube del Ministero (qui il link).