Afghanistan, scuole incendiate e rase al suolo. Sos di Save the children: “I bambini non diventino danni collaterali”

Alla vigilia della partenza dal territorio delle truppe Nato, 25 plessi sono stati resi inutilizzabili e 28 mila studenti sono rimasti senza classi. L'ong lancia l'allarme a far rispettare le norme di diritto umanitario. "Non combattete sulle pelle dei più piccoli"

Bimbe in una scuola di Save the Children a Jalalabad

In Afghanistan migliaia di bambini stanno perdendo l’accesso all’istruzione a causa dei continui attacchi alle scuole.  Lo denuncia Save the Children, organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i piccoli a rischio e garantire loro un futuro, secondo cui  “sono dozzine gli edifici scolastici incendiati”  nelle ultime settimane.

Solo nella giornata dell’altro ieri, l’ong ha denunciato il ferimento di sei minori nella provincia orientale di Nangarhar  a causa dell’esplosione di una granata di mortaio. La scorsa settimana nel distretto di  Kandahar, nel sud dell’Afghanistan,   25 scuole sono state  danneggiate, con  quasi 28.000 studenti impossibilitati a tornare nelle loro classi quando riapriranno. Diverse scuole rase al suolo anche  nella provincia settentrionale di Faryab, inclusa una sostenuta da Save the Children, che è stata distrutta da razzi e proiettili vaganti il 22 giugno.

Raheela, 12 anni, frequenta una scuola sotto tutela di Save the Children nella provincia di  Kandahar

Per questo  l’ong – che lavora in Afghanistan dal 1976  a stretto contatto con bambini, genitori, insegnanti, consigli di villaggio, leader religiosi, ministeri, organizzazioni non governative,  con uffici provinciali a Kabul, Nangarhar, Kandahar, Kunduz, Jawzjan, Sar-e-Pul, Balkh e Faryab – chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Afghanistan di rispettare le norme internazionali di diritto umanitario e garantire che i bambini e le scuole non diventino danni collaterali.

L’organizzazione sottolinea che, sebbene le scuole siano attualmente chiuse nel Paese a causa del blocco per il covid-19, devono essere sempre protette come spazi sicuri per i bambini.

“I bambini in Afghanistan hanno già sopportato troppo a lungo il trauma della guerra. La distruzione di queste scuole è una violazione dei diritti dei minori afgani che impedirà loro di tornare sui banchi, l’unica possibilità che hanno per un futuro migliore” ha dichiarato Athena Rayburn, direttrice Advocacy e Media di Save the Children Afghanistan, che chiede aiuto alla comunità internazionale affinché si faccia carico della denuncia e faccia pressioni affinché l’appello alla protezione delle scuole sia supportato dalle opinioni pubbliche.

“I bambini – sottolinea Rayburn-  non hanno alcun ruolo nel conflitto e tuttavia, come troppo spesso accade, stanno pagando il prezzo di questa escalation di violenza. Le speranze e i sogni di un’intera generazione di minori vengono così distrutti. Tutte le parti in conflitto devono garantire la protezione dei bambini e delle scuole. I bambini e i luoghi che forniscono loro rifugio sicuro non devono mai diventare danni collaterali”