“Agricoltura, manca manodopera per il mancato rinnovo permessi di soggiorno. E manca suolo, sottratto dal fotovoltaico”

I paventati rischi da green pass e le norme sul rinnovo degli stranieri hanno accelerato i processi di meccanizzazione da parte di aziende sempre più numerose. Fabrizi (Coldiretti): "Petizioni aperte contro la concorrenza sleale e lo sfruttamento del territorio agricolo, trasformato in parchi per energie rinnovabili"

La pandemia, le incognite sul green pass e le vaccinazioni, le fibrillazioni del mercato, stanno spingendo verso un profondo cambiamento anche le aziende agricole, alle prese con la trasformazione delle stesse metodologie di lavoro, con grande spinta verso la meccanizzazione. Un processo già iniziato da tempo, che andrà acuendosi nei prossimi mesi ed anni, segnando un passaggio epocale che riguarderà i livelli occupazionali del settore e investirà anche i consumatori, a partire dalla qualità dei prodotti.

Di tutto questo parliamo con Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana.

Quali difficoltà stanno avendo le aziende per la questione green pass e vaccinazioni?

“Diciamo innanzitutto che il green pass non significa obbligatoriamente vaccino ma può essere ottenuto anche con il tampone nelle 48 ore antecedenti. In ogni caso al momento non esiste alcun obbligo per i lavoratori. E nemmeno per quelli degli agriturismo, Quindi vedremo. Se verrà introdotto l’obbligo bisognerà chiarire bene per le nostre aziende chi deve e può verificare il green pass”.

Fabrizio Filippi

Come e si stanno attrezzando in vista della vendemmia e delle prossime scadenze (raccolta olio ed altri prodotti di stagione?

“La stagione è segnata dalle difficoltà post gelata che ricordiamo in alcune realtà ha segnato un danno superiore al 50 %. A questo si aggiunge, in queste settimane, un attacco della cimice asiatica sulla frutta, in varie zone dell’Italia centrale, per il quale abbiamo chiesto l’intervento della Regione attraverso l’Osservatorio Fitopatologico chiedendo il lancio dell’insetto antagonista”.

Secondo quanto si apprende la carenza di manodopera sta spingendo le aziende verso un’ulteriore meccanizzazione, cosa comporterà questo nel medio e lungo periodo?

“La meccanizzazione e la tecnologia fanno parte di un percorso evolutivo che riguarda anche l’agricoltura ed il sistema agroalimentare. Il problema di oggi è semmai la difficoltà nel reperire manodopera. Una difficoltà che accomuna tutto il paese. Non ultima la mancata proroga dei permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia che mette a rischio la vendemmia, la raccolta della frutta e degli ortaggi con le imprese che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti in un momento delicatissimo della stagione. I macchinari, laddove sia possibile utilizzarli, colmano solo in parte questo gap”.

Cosa chiedete alle istituzioni e quali prospettive vedete?

“Oggi abbiamo due temi sul tavolo, la petizione lanciata dai Giovani Impresa di Coldiretti contro lo sfruttamento del suolo agricolo a causa del fotovoltaico e l’approvazione definitiva della norma sulle pratiche sleali. Entrambe le iniziative sono seguite con grande attenzione da tutta la nostra organizzazione poiché entrambe i temi incidono sulla permanenza delle imprese nei territori marginali ma dai quali spesso provengo produzioni di eccellenza per qualità e distintività”.