Aids, in arrivo il vaccino contro l’Hiv: Moderna e Iavi avviano la sperimentazione

Finanziato dalla fondazione di Bill Gates, ha inizio il progetto del vaccino a Rna messaggero contro le infezioni da Hiv. Nel 2020 sono morte per Aids 680mila persone

Un vaccino contro l’Hiv. Sembra un sogno, e invece oggi si apprende che Moderna – la società americana di biotecnologie produttrice del vaccino contro il Covid-19 – e un’organizzazione di ricerca scientifica no-profit, la International Aids Vaccine Initiative (Iavi), hanno avviato la sperimentazione di un vaccino anti Hiv a Rna messaggero (mRna). Il progetto è finanziato dalla Bill & Melinda Gates Foundation, la fondazione del patron di Microsoft, Bill Gates, e della ex moglie, Melinda.

Le prime dosi del vaccino mRna-1644 – questo il nome del vaccino contro l’Hiv, il patogeno responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita Aids – sono già state somministrate negli Stati Uniti nell’ambito di uno studio clinico di fase 1, ovvero il primo step necessario alla validazione clinica della molecola. Adesso, sempre nell’ambito dello studio sperimentale di fase 1, saranno reclutati sempre in America 56 volontari adulti, sani e Hiv-negativi. In questa fase, 48 volontari riceveranno una o due dosi del vaccino contro l’Hiv, a 32 di loro sarà inoculato il boost mRna-1644v2-Core, mentre altri 8 volontari riceveranno solo il richiamo immunogeno. L’obiettivo di tutto ciò è stabilire se la somministrazione del vaccino mRna-1644 sia in grado di creare i cosiddetti “anticorpi ampiamente neutralizzanti” o bnAb. Come infatti dichiara il comunicato stampa diffuso da Moderna, “l’introduzione di bnAb è considerata ampiamente un obiettivo della vaccinazione contro l’Hiv e un primo passo nell’ambito di quel processo”.

“Siamo estremamente entusiasti – afferma il ceo di Iavi, Mark Feinberg – di portare avanti questa nuova sperimentazione nell’ambito della progettazione del vaccino anti Hiv attraverso la piattaforma mRna di Moderna. La ricerca di un vaccino contro l’Hiv è stata lunga e impegnativa e disporre di nuovi strumenti in termini di immunogeni e piattaforme potrebbe essere la chiave per compiere rapidi progressi verso un vaccino contro la malattia che si dimostri efficace”. Esprime soddisfazione anche il presidente di Moderna, Stephen Hoge: “Siamo felici di poter applicare la nostra tecnologia mRna per la ricerca sul vaccino contro l’Hiv. Riteniamo che l’avanzamento di questa sperimentazione sia un passo importante nella nostra missione di sfruttare il potenziale dell’mRna per migliorare la salute umana”.

Aids e Hiv, quanti casi in Italia (e nel mondo)

In Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, dal 1982 – anno di inizio dell’epidemia – al 2018 sono stati segnalati in totale 71.591 casi e 46mila morti per Aids. Nel 2020 sono stati diagnosticati 352 nuovi casi di Aids, pari ad un’incidenza di 0,7 nuovi casi per 100mila residenti. Per quanto riguarda invece l’Hiv, nel 2020 sono state segnalate in Italia 1.303 nuove diagnosi di infezione, pari ad un’incidenza di 2,2 nuovi casi per 100.000 residenti. I casi – registrati con più incidenza in Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Trento e nel Lazio – hanno riguardato per il 79,9% gli uomini. L’età mediana è di 40 anni per entrambi i sessi e l’incidenza più alta si riscontra nelle fasce d’età che vanno dai 25 ai 29 anni (5,5 nuovi casi ogni 100mila residenti) e dai 30 ai 39 anni (5,2 nuovi casi ogni 100mila residenti). Nel 2020 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti da preservativo, che costituiscono l’88,1% di tutte le segnalazioni.

Nel mondo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Hiv e l’Aids (UNAIDS) e l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020 37,7 milioni di persone vivono con l’infezione da Hiv, 36 milioni gli adulti e 1,7 milioni i bambini sotto i 15 anni. Il numero delle nuove diagnosi è diminuito nel tempo passando dalle 3 milioni di nuove infezioni del 1997 ai 1,5 milioni nel 2020. Per quanto riguarda l’Aids, il numero di decessi sta continuando a diminuire: nel 2020 sono stati registrati 680mila morti per Aids.

Rna messaggero o mRna, che cos’è e come funziona? 

Come abbiamo appreso con il vaccino contro il Covid-19, la tecnologia a Rna messaggero o mRna rappresenta una risorsa fondamentale per sviluppare, appunto, vaccini contro numerosi agenti patogeni. L’mRna è in sostanza il materiale genetico che contiene le istruzioni per la sintesi di nuove proteine. Dunque un vaccino a mRna serve a fornire all’organismo informazioni sul virus in questione, permettendogli di produrre proteine che vengono poi riconosciute come estranee, inducendo l’organismo a una reazione immunitaria. Al primo contatto con il virus, dunque, la risposta immunitaria dell’organismo si attiva più velocemente rendendo lo stesso virus innocuo e impedendo l’insorgere della malattia.