Alaska Airlines, niente più uniformi “da uomo” o “da donna”: la compagnia aerea apre alle divise gender neutral

Anche ad alta quota il genere non conta. Il gruppo statunitense ha aggiornato le sue linee guida sul codice di abbigliamento per renderle più inclusive. I dipendenti, a prescindere dal sesso, potranno truccarsi, mostrare tatuaggi e piercing

Anche ad alta quota il genere non conta. Alaska Airlines, una compagnia aerea statunitense, ha deciso di eliminare le tradizionali uniformi “da uomo” e “da donna” per introdurre una nuova divisa gender-neutral per tutto l’equipaggio. La compagnia ha infatti annunciato questa settimana di aver aggiornato le sue linee guida sul codice di abbigliamento, per renderle più inclusive rispetto al genere di hostess e steward. “Abbiamo aggiornato le nostre linee guida sulle uniformi, in vigore da oggi, per fornire maggiore libertà e flessibilità nell’espressione individuale e di genere”, ha annunciato la compagnia aerea in una dichiarazione rilasciata lunedì 28 marzo.

Alaska Airlines, niente più uniformi “da uomo” o “da donna”: la compagnia aerea apre alle divise gender neutral (Foto Alaska Airlines)

Alaska Airlines, tutti i dipendenti saranno liberi di truccarsi, o mostrare tatuaggi e piercing

A differenza di quanto accaduto nel caso italiano della compagnia aerea Neos, Alaska Airlines ha annunciato che allenterà anche le sue regole su tatuaggi, calzature, piercing e acconciature di capelli del personale. Tutti i dipedenti della compagnia potranno truccarsi o mettere smalto alle unghie, a prescindere dall’identità di genere. In arrivo anche delle spille con i “pronomi preferiti” dal personale di Alaska Airlines, che dunque potrà scegliere se indossare la spilletta con scritto “he/him”, “she/her” o anche “they/them”.

Il direttore dell’inclusione di Alaska Airlines: “So cosa vuol dire non sentirsi se stessi a lavoro”

“So in prima persona che cosa si prova a non essere visto, ascoltato o anche che cosa si prova a non poter portare il proprio ‘io’ autentico sul luogo di lavoro”, ha affermato James Thomas, direttore della diversità, dell’equità e dell’inclusione di Alaska Airlines. “Quando l’ho sperimentato, non mi sono sentito benissimo e onestamente mi è stato difficile venire a lavoro ogni giorno in quei periodi, o comunque, riuscire a lavorare al meglio”, ha dichiarato Thomas.

La svolta dopo una denuncia per discriminazione

L’annuncio della svolta arriva in seguito a una denuncia del 2021 di un dipendente di Alaska Airlines, secondo cui la politica sul codice di abbigliamento della compagnia discriminava i dipendenti la cui espressione di genere non si rispecchiava nei tradizionali generi binari “maschio” o “femmina”. La precedente policy di Alaska Airlines richiedeva infatti agli assistenti di volo di indossare uniformi “maschili” o “femminili”, e di rispettare altri aspetti dell’abbigliamento, come l’acconciatura, il trucco e i gioielli, in basse al sesso dei lavoratori.

Annunciando la nuova politica sul codice di abbigliamento, la compagnia aerea statunitense ha affermato che “questo è un passo importante” ma che per essere ancora più inclusivi “c’è molto lavoro da fare”. “Continueremo ad riconsiderare le nostre policy, i nostri programmi e le nostre pratiche per assicurarci di vivere i nostri valori e creare un luogo dove ognuno può sentire di appartenersi”.

I dipendenti plaudono: “Il genere non deve definire cosa puoi indossare”

Monique “Mo”, dipendente della compagnia aerea, ha così commentato la svolta: “Amo chi sono e mi rifiuto di ridurmi a qualcosa che non sono per essere accettato. Questa è una cosa su cui non posso scendere a compromessi”, ha dichiarato Monique “Mo”. “Vogliamo tutti – ha aggiunto – apparire professionali e tutti noi vogliamo essere noi stessi allo stesso tempo: il genere non dovrebbe definire cosa devi indossare o come devi apparire”. Anche un altro dipendente della compagnia aerea ha voluto esprimere il suo gradimento per la scelta del gruppo: “Scelte come queste – ha detto David, che lavora anche come modello part-time a New York – sottolineano che ho preso la strada giusta per la mia carriera. È così importante non solo per il benessere dei nostri dipendenti, ma anche come azienda. Ci consente di concentrarci su ciò che possiamo fare l’uno per l’altro e su ciò che facciamo per i nostri clienti”, ha concluso David.