All’agorà democratica il caso Luce! “per fare informazione rispettando i diritti delle persone”

L'iniziativa voluta dal segretario del Pd Enrico Letta si è tenuta il 23 novembre. Tra i tanti ospiti è intervenuto anche il giornalista di Luce! e di QN Ettore Maria Colombo: "Le carte deontologiche non bastano se le donne non stravolgono in modo positivo un mondo maschilista e sessista come il nostro"

A Roma nella Casa internazionale delle donne martedì 23 novembre si è tenuta l’Agorà democratica “Libere dalla violenza”, a cui era presente anche il segretario del Pd Enrico Letta. L’incontro, il cui titolo per esteso recita “Libere dalla violenza. Una rivoluzione civile contro silenzio e indifferenza”, era ospitato nella sala dedicata alla madre del pensiero femminista italiano e teorica del femminismo della differenza Carla Lonzi. Come scrive il giornalista di Luce! e di Qn Ettore Maria Colombo intervenuto all’evento per portare all’attenzione il caso Luce!:”Pochi ricordano che, oltre ai suoi scritti ideologici e politici, Lonzi scrisse anche un libro Vai pure, che raccontava tre giorni di conversazione con il suo compagno, l’artista Pietro Consagra, importante scultore e padre dell’astrattismo italiano, in cui il rapporto tra i due finiva in modo tormentato e in cui uomo e donna, animati da differenti propositi e visioni del mondo, si confrontavano e, anche, scontravano, senza nascondersi o risparmiarsi nulla, neppure insulti e tradimenti. L’uomo Consagra avanzava la necessità di ciò che era, un uomo, e la donna Lonzi avanzava la necessità del riconoscimento di ciò che era, una donna, prima che una compagna. Un dialogo forte, anche duro, spigoloso, ma vero”.

Dare Luce! a chi non ne ha, perché la forza dei diritti è superiore a ogni discriminazione

Luce! vuole offrire nuove prospettive e nuovi punti di vista per far uscire dal ‘cono d’ombra’ e rompere la ‘sfera di cristallo’ in cui si trovano donne, gay, lesbiche, trans, migranti e soggetti fragili, per aiutarli a vivere la loro vita più consapevoli, consci dei loro diritti e della loro dignità”, ha detto collegandosi all’incontro da remoto il giornalista Colombo. “Luce! parla di diversità, diseguaglianze, coesione e inclusione con la consapevolezza che la forza dei diritti è superiore a ogni discriminazione. Il target del giornale è giovanile, ma vuole anche mettere in connessione le generazioni più giovani con quelle meno giovani. L’obiettivo è, dunque, quello di aiutare, con la forza delle immagini come delle parole, a parlare di diversità nel cinema, arte, musica, ma anche nella politica, nel lavoro, e raccontare le contraddizioni della nostra società in costante evoluzione attraverso cambiamenti che, ormai, sono sempre più veloci e che la pandemia ha solo acuito”.

“Le carte deontologiche non bastano, serve che le colleghe giornaliste si facciano ben valere”

Servono a poco le Carte dell’ordine dei giornalisti, “che prescrivono in modo meritorio agli operatori dell’informazione come affrontare i temi dei femminicidi, o della violenza sulle donne – prosegue Colombo – se manca una vera, cosciente consapevolezza di come bisogna fare informazione e di come le donne possono cambiare, anzi stravolgere, in positivo, un mondo storicamente maschilista e sessista come il nostro. Non voglio scandalizzare nessuno, soprattutto in questa sede, ma penso che se, in tempi e momenti diversi, giornaliste come Margherita Sarfatti, non solo ‘l’amante’ del Duce, o Oriana Fallaci, Camilla Cederna e Natalia Aspesi, ma anche la mia cara, compianta, amica, uccisa in Afghanistan nel 2001, Maria Grazia Cutuli, hanno saputo imporsi, in un mondo di maschi, e sessista, come il giornalismo, è perché si sono prese, da sole, i loro spazi e la loro libertà di azione, di movimento, pensiero. Perché una donna, avrebbe detto Carla Lonzi, ‘quando vuole, sa fare e fa’”.

“Libere dalla violenza” l’incontro alla casa internazionale delle donne per “una rivoluzione contro il silenzio e l’indifferenza”

L’iniziativa, che si è inserita all’interno del percorso delle Agorà democratiche che il segretario del Pd Enrico Letta ha voluto e organizzato per ‘aprire’ il suo partito, il Pd, anche a realtà, organizzazioni, associazioni, esterne agli iscritti e ai militanti democratici, ha visto la partecipazione di Valentina Cuppi, presidente dell’assemblea nazionale del Pd, Cecilia D’Elia, responsabile parità del Pd e portavoce della conferenza nazionale donne democratiche, Valeria Valente, senatrice e presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, le parlamentari Laura Boldrini (già presidente della Camera dei Deputati) e Valeria Fedeli (già segretaria dei Tessili Cgil), Maria Pia Pizzolante (Direzione nazionale Pd). Inoltre seguiranno l’iniziativa diverse associazioni e organizzazioni extra Pd: associazione Donne Giuriste, Battiti, BeFree, Cav Artemisia, Cav Linea Rossa Ravenna, Donne Cgil, Cooperativa Eva, Differenza Donna, dipartimento pari opportunità di Ali, Donne Uil, Femminile Maschile Neutro, fondazione Pangea Onlus, Noi Rete Donne, Rete Reama, Unione donne italiane (Udi).