All’asta un’opera di Banksy per aiutare un ospedale di Kiev. L’arte a sostegno dell’Ucraina

Un donatore anonimo ha messo all'asta l'opera 2005 che rappresenta due soldati che disegnano su un muro il simbolo della Campagna per il disarmo nucleare. L'offerta vincente è stata di oltre 80mila sterline

Con la vendita di un’opera d’arte contro la guerra di Banksy sono state raccolte 81mila sterline (oltre 95mila euro) da destinare a un ospedale pediatrico ucraino. Un donatore anonimo ha infatti messo all’asta, tramite MyArtBroker.com (nella sezione dedicataA Banksy for Ukraine), l’opera realizzata nel 2005 dal famoso street artist di Bristol, intitolata CND Soldiers”. Nell’immagine sono rappresentati due soldati che disegnano, con la vernice rossa, il simbolo della Campagna per il disarmo nucleare su un muro. Non è la prima opera di Banksy messa in vendita per beneficenza, basta ricordare l’asta per Game Changer del 2021, realizzata a sostegno del servizio sanitario inglese alle prese con la pandemia di Covid-19.

Banky-CND Soldiers

L’opera di Banky è stata battuta all’asta per oltre 95mila euro destinati ad un ospedale di Kiev

La base di partenza era di almeno 20mila sterline (24mila euro), che alla fine è stata quasi quadruplicata perché, come ha spiegato la casa d’aste, ha suscitato un “raffica di interesse”. L’intero ammontare della vendita sarà donato dal benefattore all’Okhmatdyt Children’s Hospital della capitale ucraina, il più grande ospedale pediatrico del Paese che, oltre a continuare a prendersi cura dei bambini gravemente malati, in questo periodo offre assistenza medica anche a chiunque rimanga ferito nella guerra scatenata dalla Russia il mese scorso. Charlotte Stewart, di MyArtBroker.com, ha detto che il denaro “farà un’enorme differenza per la vita del personale, dei bambini e delle loro famiglie nelle prossime settimane”. Il sito, inoltre, non sta facendo pagare la commissione sulla vendita, il che significa che più fondi potranno essere destinati alla causa.

L’arte per l’Ucraina

La generosa donazione da parte dell’anonimo benefattore che ha venduto l’opera di Banksy è solo l’ultima delle iniziative messe in campo fino ad ora da parte del mondo della cultura, e dell’arte in particolare, a sostegno del popolo alle prese con l’invasione russa. Tra le opere d’arte finite all’asta c’è anche una collezione di NFT (in inglese Non-Fungible Token, ovvero gettone non fungibile, quindi non replicabile, insostituibile) lanciata da Mykhailo Fedorov, ministro per la Trasformazione digitale dell’Ucraina: un’opera d’arte digitale per ogni istante che ha segnato l’inizio della guerra, dalle 5.45 del 24 febbraio fino alle 17.41 del 26. Sono 54 e sono tutte certificate in formato NFT: in vendita a partire dal 29 marzo, il pagamento verrà effettuato in criptovalute e  serviranno a finanziare il governo del Paese nella resistenza.

Saint Javelin

L’opera Saint Javelin dell’artista americano Chris Shaw

E poi c’è l’iconica Saint Javelin dell’americano Chris Shaw, realizzata nel 2012 come richiamo alla primavera araba di due anni prima. Una madonna ortodossa, con indosso un vestito verde, imbraccia un missile anticarro Javelin. Dal 2015 è il simbolo del sostegno all’esercito ucraino. Il produttore canadese Christian Borys, che ha lavorato in Ucraina fino al 2019, ha creato con l’immagine un semplice adesivo in vendita a 10 dollari SaintJavelin.com. È bastato un mese perché diventasse un successo da oltre un milione di dollari, tanto che l’artista stesso ha voluto specificare: “Nessuno mi ha chiesto se la mia arte potesse essere usata o venduta. Tuttavia, dopo aver visto l’immagine utilizzata con successo per raccogliere fondi per l’Ucraina, mi sono sentito meglio, perché almeno alcuni dei profitti realizzati sarebbero stati utilizzati per buoni scopi“.

Qualche giorno fa, invece, si è conclusa un’altra importantissima asta che aveva una finalità solidale: quella per far parte, il prossimo 16 aprile alla galleria Sean Kelly di New York, della performance della leggendaria Marina Abramović “The artist is present”, a cui per l’occasione è stato aggiunto il sottotitolo “A Benefit Auction for Ukraine“. L’obiettivo è quello di devolvere il ricavato dei biglietti all’associazione Direct Relief per l’Ucraina che sta collaborando con il Ministero della Salute per fornire l’assistenza medica necessaria.

Ukraine: Short Stories. Contemporary artists from Ukraine è invece la mostra al Museo Nazionale delle arti del XXI secolo (Maxxi) di Roma che fino a domenica 3 aprile propone una serie di opere realizzate da artiste e artisti ucraini, alcuni emergenti altri autori affermati, già presenti nei più importanti musei e gallerie internazionali. La collezione, curata da Solomia Savchuk, offre una panoramica sulla scena artistica contemporanea del Paese e uno spaccato sulla cultura ucraina in tutta la sua autenticità. Il ricavato dei biglietti (l’ingresso costa 5 euro) verrà devoluto al fondo per l’emergenza umanitaria in Ucraina costituito da UNHCR, UNICEF e Croce Rossa Italiana.