Allievo del Sant’Anna fa stalking alla studentessa: la scuola decide di espellerlo, ma il Consiglio di Stato lo fa tornare

I giudici amministrativi hanno riammesso alla Sant'Anna di Pisa un allievo, che l'istituto aveva espulso in base al codice etico: percosse e maltrattò la studentessa con cui intratteneva una relazione, provocandole "profondo disagio". Lui, intanto torna a scuola in attesa che il Tar, a settembre, giudichi nel merito la vicenda

Espulso a dicembre da una delle eccellenze universitarie italiane perché accusato di stalking, riammesso adesso su ordinanza del Consiglio di Stato.  Siamo alla scuola Sant’Anna di Pisa, una delle strutture più prestigiose del nostro paese: due giovanissimi studenti hanno una relazione i cui contorni sono conosciuti solo a partire da febbraio 2020, poco prima della pandemia che ha sconvolto tutto. Le lezioni sono ancora in presenza, non si conosce l’obbligo della mascherina e la vita è pre-Covid.

 

Violenza

Fino a quel momento – ha ricostruito la ragazza – c’erano state offese, minacce e anche avvertimenti tipo, “ho cancellato tutte le tue foto tranne alcune… se mi arrivano voci strane… qualcosa succede”. Ma il 28 novembre – ha raccontato alla polizia – “sono stata aggredita anche fisicamente” con due schiaffi che le avrebbero fatto sbattere la testa contro la porta.  Pochi giorni dopo, lei si rivolge al questore chiedendo l’ammonimento per il suo ex. Nel provvedimento   la loro storia è riassunta a partire dal secondo mese dell’anno nero per tutto il mondo.

 

Il suicidio inscenato

Una notte di febbraio lui l’accusa di tradimento, lei è in lacrime. In quelle stesse ore, il ragazzo arriva – riferisce l’ex fidanzata – a mettere in scena un suicidio sulle sponde dell’Arno. E’ la prima volta in cui interviene la polizia, in questa vicenda. Lei vuole interrompere la relazione. Arrivano le chiusure in tutto il Paese, il virus sconvolge abitudini e persone. I loro incontri si diradano. Lo studente le dice più volte di essere affetto da leucemia, si presenta sotto casa della ragazza. Proseguono i messaggini. A novembre 2020 ripartono le accuse di tradimento.

Si arriva così a quella data che segna un prima e un dopo. Lei chiede l’intervento del questore, no, non denuncia l’uomo, non vuole rivederlo. Gli agenti avviano le indagini raccogliendo testimonianze di chi  sta più vicino alla ragazza. Il 9 dicembre parte l’avvertimento. Se lui reitera i comportamenti, può essere denunciato d’ufficio, stavolta, e rischia una pena aumentata.

La Scuola Sant’Anna decide di espellerlo.

La battaglia legale

Lo studente, ormai, quasi diplomato, difeso dall’avvocato Daniele Granara, fa ricorso al Tar per annullare la delibera del Senato accademico e del decreto del questore. Sul primo punto, il Tribunale amministrativo regionale si pronuncerà nel merito a settembre prossimo. Nel frattempo, il Consiglio di Stato (composto da cinque magistrati) riconosce che i fatti comportano una «significativa gravità», ma definisce anche l’espulsione «eccessivamente penalizzante» e ordina al Senato di riesaminare il procedimento anche in virtù del fatto che il giovane è vicino al diploma.

L’avvocatura dello Stato ribatte: «Non rileva il fatto che lo studente sia meritevole e capace…  il rendimento è un elemento del tutto ininfluente». Siamo a febbraio 2021, ad aprile, viene depositato un nuovo ricorso: «l’Università non ha ancora concluso il procedimento di riesame». Ci sono adesso 15 giorni di tempo per riammetterlo e rimodulare una sanzione meno pesante.

 

La notizia e la Scuola

La notizia dell’ordinanza è accolta con stupore dai vertici della Scuola Sant’Anna. Il 27 aprile il Senato accademico  “all’unanimità ha confermato che i comportamenti tenuti da uno dei propri allievi”, nei confronti di una studentessa, “hanno costituito una gravissima violazione del regolamento per la vita collegiale e del Codice etico della Scuola”, aveva commentato all’Ansa la rettrice Sabina Nuti. Comportamenti contestati che «hanno provocato un profondo disagio nell’allieva – aggiunge la professoressa –  e hanno assunto una connotazione di ulteriore disvalore allorché si consideri che essi sono stati perpetrati nell’ambito di un collegio a carattere residenziale, in seno ad una istituzione accademica che si ispira ai principi di rispetto reciproco, anche a tutela della sicurezza fisica e morale delle allieve, degli allievi e della stessa Scuola Superiore Sant’Anna”.
Resta però valido l’ammonimento del questore. Lui non può reiterare quei comportamenti, né all’interno né all’esterno della Sant’Anna.