Alloggi separati per persone trans o gender non-conforming: la novità per i senzatetto di New York

Entro la fine dell'anno saranno aperte almeno trenta camere riservate nelle strutture per i senzatetto di Manhattan, Brooklyn, Queens e Bronx

Far valere i propri diritti, in questo mondo, è quanto di più difficile si possa immaginare. Soprattutto per alcune persone. Pensiamo infatti ai minori, a chi vive sotto regimi dittatoriali o autoritari e non ha mai conosciuto alternative, ma anche, nei Paesi civili, a chi deve fare i conti con chi non accetta ma anzi discrimina -più o meno apertamente- la sua ‘diversità’. Che può essere data dal colore della pelle come dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale alla ricchezza o povertà materiale. E poi c’è chi, ancora più -diciamo così- sfortunato, fa parte di più di una di queste categorie. In quel caso, spesso, non solo i propri diritti non sono rispettati ma nemmeno riconosciuti.

Si conta che siano più di 60mila i senzatetto a New York e di questi quasi 4mila vivrebbero nelle strade, mentre gli altri nei centri di accoglienza.

Un caso limite ma neanche troppo riguarda le persone senzatetto trans o gender non conforming. Per i quali però, arriva un’importante novità, almeno per quanto riguarda i ‘cittadini invisibili’ di New York. Nella Grande Mela, a partire da dicembre di quest’anno, queste persone avranno alloggi separati nei rifugi della città. Finalmente una buona notizia per tutt* i/trans* che negli ultimi anni hanno subito violenze e discriminazioni quando si recavano nei rifugi della city per chiedere alloggio. Per questa conquista bisogna ringraziare una persona in particolare, ossia l’attivista (anche lei senzatetto) Mariah Lopez, che ha vinto la sua battaglia. La decisione è stata presa grazie all’accordo legale tra il Dipartimento per i servizi ai senzatetto di New York e l’Alleanza transgender strategica per la riforma radicale (STARR) di cui la donna è esponente.

Per le persone senza fissa dimora e transgender o transessuali alle difficoltà economiche si aggiunge anche la discriminazione

Una battaglia, quella di Lopez, lunga quattro anni e portata avanti da sola, rappresentandosi e scrivendo i suoi documenti legali autonomamente, prima di venire supportata da un gruppo di avvocati della prestigiosa università di Harvard. Durante la prima parte della trattativa l’attivista era ancora una giovane senza fissa dimora, che era stata costretta ad abbandonare i rifugi della città nei quali si sentiva poco sicura, anche in quelli dedicati alla comunità Lgbtq+. “Arrivare a questo punto è stato molto difficile”, ha commentato Lopez, che ha subito discriminazioni da parte dello staff, il quale utilizzava nei suoi confronti termini offensivi ed abusava sessualmente di lei e di altri ospiti della struttura. La donna, per un periodo, ha anche vissuto nella Transy House di Brooklyn, un centro per attivisti trans senza casa che ha poi chiuso nel 2008. “Mi sono detta che niente sarebbe cambiato se mi fossi arresa”, aggiunge.

Paladina dei propri diritti e di quelli di tutte le persone trans* come lei, Lopez non si è arresa, ma ha combattuto per anni perché venissero riconosciuti. Ora finalmente è accaduto e il merito è tutto suo. “Vogliamo ringraziare Mariah Lopez per la sua leadership sull’argomento, continueremo a lavorare e ad ascoltare il feedback dei nostri partner e degli attivisti, con l’obiettivo comune di creare l’ambiente più inclusivo possibile per tutti”, ha dichiarato Isaac McGinn, il portavoce del dipartimento che si occupa delle persone senza fissa dimora. Secondo l’accordo, che è stato firmato da tutte le parti lo scorso 23 novembre, verranno creati un minimo di 30 letti per le persone transgender tra Manhattan, Brooklyn, Queens e Bronx, sia in strutture nuove che in quelle che già ospitano i senzatetto della Grande Mela. Queste camere dovranno avere accesso ad un bagno privato, o a gabinetti e docce chiuse, in modo da garantire privacy a chi verrà ospitato. Inoltre, i lavoratori di tutti i rifugi cittadini dovranno firmare accordi di non discriminazione e frequentare corsi educativi relativi alle transessualità. Infine le autorità della città hanno anche promesso di aggiungere ulteriori letti in futuro e di comunicare a Mariah Lopez e alla STARR i report che descrivono gli aggiornamenti alle strutture dedicate.