Almeno nello Spazio c’è pace. I cosmonauti russi della Soyuz abbracciano gli astronauti americani della Iss

La navicella Soyuz si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale. Quando il portellone della Iss si è aperto i cosmonauti russi hanno iniziato ad abbracciare con gioia i colleghi occidentali. Il video

Almeno nello Spazio c’è pace. Quando il portellone della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si è aperto, non c’è stato un momento in cui si sono percepite tra i membri dell’equipaggio tensioni intercontinentali e climi di guerra. No. Quando la navicella russa della Soyuz si è agganciata alla ISS, i cosmonauti russi non vedevano l’ora di abbracciare i colleghi occidentali. E così è stato. Quando il portellone della Iss si è aperto, il russo Denis Matveev con la sua tuta spaziale gialla ha subito abbracciato la cosmonauta americana della Nasa Kayla Barrow. Chissà se il video dell’abbraccio tra i cosmonauti russi e americani, mentre sulla Terra imperversa la guerra in Ucraina, rimarrà nella storia. Intanto, solo vedere queste immagini in un tempo in cui tutto il mondo sembra impazzito fa riaccendere un lumicino di speranza per il futuro.

Poco dopo le 20 (ora italiana) di venerdì 18 marzo, la navicella russa Soyuz si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale. I tre cosmonauti russi a bordo della Soyuz, Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, sono entrati con un grande sorriso, accolti dai calorosi abbracci dei sette membri dell’equipaggio della Iss: i russi Anton Kaplerov e Pyotr Dubrov della Roscosmos, il tedesco Matthias Maurer dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e gli americani Raya Chari, Thomas Mashburn, Kayla Barrow e Mark Vande Hei della Nasa. Ad aprire il portellone della Iss sono stati il tedesco Maurer e i russi Shkaplerov e Dubrov.

Il russo Denis Matveev è stato il primo a entrale nella Stazione Spaziale, l’abbraccio con l’americana Kayla Barrow (Fonte: NASA TV)

Il primo a entrare nella Stazione Spaziale Internazionale è stato il russo Denis Matveev. L’uomo con la tutta gialla, appena varcato il portellone, inizia a stringere le mani dei colleghi, sorridendo felice. Poi si avvicina all’americana Kayla Barrow, abbracciandola non come si fa tra colleghi, ma come si fa tra amici che non si vedono da tanto tempo. Poi un altro abbraccio, e un altro ancora. Il russo Matveev ci tiene a salutare con affetto ogni singolo membro dell’equipaggio della Iss. Continua ad abbracciare tutti. Poi varca il portellone il secondo russo della Soyuz, Oleg Artemyev. Anche lui inizia ad abbracciare i colleghi della Iss. Tutti si salutano calorosamente, tutti sorridono gioiosamente. Arriva anche il terzo e ultimo cosmonauta russo, Sergey Korsakov. Stessa scena, stessi saluti, stessi abbracci.

È un momento di festa per tutti, per tanti motivi. I cosmonauti celebrano l’arrivo della Soyuz, il primo lancio russo dall’inizio della guerra in Ucraina, lo scorso 24 febbraio. I cosmonauti celebrano il compleanno dell’astronauta tedesco Matthias Maurer, che nello stesso giorno in cui sono approdati sulla Iss i colleghi russi, ha compiuto 52 anni.

I tre cosmonauti a bordo della Soyuz, Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov (Fonte: Roscosmos)

Adesso i tre cosmonauti russi resteranno in orbita per una missione di sei mesi e mezzo, durante la quale svolgeranno fino a un massimo di sette passeggiate spaziali, secondo quanto anticipato durante una conferenza stampa pre-lancio organizzata dalla Roscomos. Gli astronauti russi Anton Kaplerov e Pyotr Dubrov, della Iss, torneranno invece sulla Terra il prossimo 30 marzo a bordo della Soyuz MS-19 insieme all’americano Mark Vande Hei. Chissà di che cosa parleranno in quel viaggio di ritorno i due russi e l’americano. Chissà se anche loro parleranno di quello che sta accadendo in Ucraina. Per il momento, però, la guerra riguarda la Terra. Nello Spazio, invece, c’è pace.

L’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale al completo, nel collegamento con il centro di controllo russo (Fonte: Roscosmos)