Alpini e molestie a Rimini, la vicenda finisce sui giornali esteri. Oltre 500 le segnalazioni a Non Una di Meno

La storia delle molestie all'adunata è arrivata anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti. L'associazione intanto prepara un'azione legale e condivide un vademecum per denunciare. Il presidente degli alpini: "Chiedo scusa alle ragazze"

“Le truppe d’élite di montagna italiane affrontano un’inchiesta per accuse di molestie”. Così il quotidiano britannico The Guardian titola l’articolo sulla vicenda degli alpini a Rimini (qua l’approfondimento su che cosa è successo). E dunque, la storia dei presunti casi di molestie durante la 93ma Adunata Nazionale degli Alpini è finita pure sui giornali esteri. Intanto, la bufera va avanti. Le segnalazioni di molestie, che fino a pochi giorni fa erano circa un centinaio, sono aumentate: l’associazione Non Una di Meno di Rimini ha segnalato giovedì 12 maggio che ci sono “oltre 160 racconti dei fatti delle molestie subite. E oltre 500 segnalazioni di molestie”. E per questo motivo ha preparato su Facebook un vademecum per denunciare le molestie, con l’obiettivo di raccogliere “tutte le segnalazioni, i video e le foto di questi giorni per valutare la procedura legale più opportuna da adottare collettivamente”. Nel frattempo, dopo la prima denuncia formale presentata ai carabinieri di Rimini, Il Resto del Carlino (che ha raccolto la testimonianza di una ragazza di 20 anni “palpeggiata mentre ero a passeggio”) fa sapere che le denunce pronte ora sono tre.

La storia degli alpini e delle molestie a Rimini è finita sui giornali esteri (Foto Ansa)

Gli alpini e le molestie a Rimini finiscono sui giornali esteri

The Guardian ha pubblicato mercoledì 11 maggio un articolo, a firma di Angela Giuffrida, sulla vicenda degli alpini a Rimini. Italy’s elite mountain troops face inquiry over harassment claims è il titolo del pezzo (Le truppe d’élite di montagna italiane affrontano un’inchiesta per accuse di molestie, in italiano). Nell’articolo pubblicato dal quotidiano britannico si legge che “il ministro della Difesa italiano ha chiesto un’indagine dopo che più di 100 donne hanno riferito di essere state molestate sessualmente durante una parata annuale tenuta dalle truppe di montagna d’élite italiane, gli Alpini, lo scorso fine settimana”.

Il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato un articolo sulla vicenda degli alpini a Rimini: “Le truppe d’élite di montagna italiane affrontano un’inchiesta per accuse di molestie”, il titolo (Foto screenshot theguardian.com)

Ma il Guardian non è l’unico giornale estero ad essersi occupato della vicenda. La storia degli alpini è finita pure negli Stati Uniti, pubblicata dal sito di Washington D.C. U.S. News & World Report. Nell’articolo che cita come fonte un’agenzia della britannica Reuters si legge nel titolo che “Un minitro italiano chiede indagini sulle presunte molestie al raduno dell’esercito degli Alpini”. In inglese: Italy Minister Demands Probe Into Alleged Harassment at Alpini Army Rally.

L’articolo del quotidiano americano U.S. News & World Report sulla vicenda delle molestie all’adunata degli alpini a Rimini (Foto screenshot usnews.com)

Lo stesso articolo è stato preparato anche da altri siti e portali, come euronews.com, swissinfo.ch, e molti altri ancora.

Il vademecum di Non Una Di Meno per denunciare le molestie

Oltre 160 racconti dei fatti delle molestie subite. Oltre 500 segnalazioni di molestie. L’associazione Non Una Di Meno sta raccogliendo tutte le segnalazioni, i video e le foto dei presunti episodi di molestie durante l’Adunata nazionale degli Alpini, per “valutare la procedura legale più opportuna da adottare collettivamente”. Come spiega su Facebook l’associazione, “non consideriamo necessario che ci siano delle denunce per credere alle verità delle molestie, sappiamo che sono accadute, molte più di quelle che sono arrivate a noi”. Tuttavia, proprio le denunce “possono essere uno strumento in più perché le molestie che si ripetono a ogni adunata non possano essere ignorate come in passato”.

Per questo motivo Non Una Di Meno ha preparato un vademecum per denunciare le molestie. L’associazione, scrive su Facebook, mette “a disposizione di chiunque voglia denunciare un supporto legale”. Da qui l’appello a inviare materiali all’e-mail nonunadimeno.rimini@gmail.com con le informazioni necessarie per presentare una denuncia in autonomia. In particolare servono: dati anagrafici, ovvero nome, cognome, data e luogo di nascita o codice fiscale; luogo: dove sarebbe accaduto il fatto; descrizione autore: dettagli sulla persona che avrebbe commesso il fatto; azione: descrizione di cosa è accaduto; data e ora in cui sarebbe avvenuto il fatto; dati anagrafici di eventuali testimoni che avrebbero assistito alla scena. Infine, viene spiegato ancora, la memoria dovrebbe contenere eventuali foto, video, messaggi o chiamate di WhatsApp, storie di Instagram, post di Facebook “che hai fatto che ti aiutano a ricordare e che possono essere visualizzati ed eventualmente utilizzati come prove”, scrive l’associazione Non Una Di Meno di Rimini.

Il presidente dell’Associazione nazionale Alpini Sebastiano Favero (Foto Ansa)

Il presidente degli alpini: “Chiedo scusa alle ragazze”

“Adesso ci sono fatti concreti. E mi consenta innanzitutto di chiedere scusa a chi ha subito le molestie. Faremo di tutto, insieme alle forze dell’ordine, per individuare i responsabili. E se sono appartenenti alla nostra associazione, prenderemo provvedimenti molto forti”. Così ha detto Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione nazionale Alpini in un’intervista al Corriere della Sera. “Sono episodi molto gravi, che noi abbiamo condannato fin dall’inizio. Hanno sicuramente creato malessere in chi li ha subiti, ma hanno anche provocato un danno d’immagine alla nostra organizzazione”.

Per questo motivo, il presidente Favero ha fatto sapere che “stiamo valutando con i nostri legali come tutelarci qualora vengano trovati gli autori”. “Mi dispiace – ha aggiunto -, è che per colpa di quelli che definirei degli imbecilli è stata coinvolta un’associazione che nella sua lunga storia si è guadagnata rispetto per la serietà e l’impegno mostrati. Si è generalizzato, facendo passare tutta la realtà alpina, anche quella degli Alpini in armi, per qualcosa di diverso da ciò che è”, ha concluso Favero.

L’adunata degli alpini del 5-8 maggio a Rimini ha generato un giro d’affari di 168 milioni di euro, secondo le stime di Trademark Italia (Foto Ansa)

La petizione per fermare l’adunata degli alpini arriva a 15.000 firme, ma Rimini la vuole

“Vogliamo la sospensione delle adunate annuali degli alpini per 2 anni”. Così si legge nella petizione lanciata su Change.org da Micol Schiavon per chiedere la “sospensione di tutte le adunate degli Alpini, a causa delle molestie verificatesi nelle città ospitanti”. La petizione ha già superato 15mila firme, ma se è vero che molti vorrebbero fermare le adunate, è altrettanto vero che il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha ribadito sui social la volontà di ospitare nuovamente l’evento. Trademark Italia ha stimato che l’adunata degli alpini del 5-8 maggio a Rimini ha generato un giro d’affari di 168 milioni di euro.