Costituzione, Corneli: “Ora gli animali non potranno più essere trattati come oggetti”

La deputata del Movimento 5Stelle e relatrice della riforma: "L'approvazione segna un passaggio fondamentale per la storia del nostro Paese"

Una rivoluzione copernicana sulla carta per l’ambiente e per gli animali. L’aula della camera ha approvato la proposta di legge costituzionale che modifica due articoli della Costituzione (il 9 e il 41) per far spazio, tra i principi fondamentali, alla Tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali. A Montecitorio il testo è passato alla quarta e ultima lettura con 468 voti a favore, un contrario e sei astenuti. Nella riforma si evidenzia anche una specifica: quella di stabilire questi nuovi principi e diritti “anche nell’interesse delle future generazioni”. Essendo stata approvata con la maggioranza dei 2/3 del Senato, lo scorso 3 novembre, la riforma entra direttamente in vigore dall’8 febbraio e non può essere sottoposta a referendum.

“Una misura di civiltà”: l’intervista alla deputata Valentina Corneli

Valentina Corneli, deputata del Movimento 5Stelle e relatrice della riforma

“L’approvazione della riforma segna un passaggio fondamentale per la storia del nostro Paese!”, spiega a LUCE! la relatrice del provvedimento e deputata del M5S Valentina Corneli.

La tutela dell’ambiente e degli animali in Costituzione. Che cosa rappresenta questa riforma per l’Italia?

“Una misura di civiltà che rivendichiamo con grande gioia. Abbiamo elevato a valore in sé il principio della tutela ambientale, recependo un consolidato orientamento della giurisprudenza costituzionale e ponendo le basi valoriali per uno sviluppo futuro che sia sostenibile e che tenga sempre più in considerazione il benessere degli animali. Con questa riforma l’Italia si adegua alla normativa internazionale ed eurounitaria”.

L’iter parlamentare è stato travagliato? 

“In questa legislatura il percorso in Parlamento è stato avviato grazie al Movimento 5 Stelle. Nel corso dell’esame ci siamo scontrati con una mentalità più conservatrice, soprattutto da parte di alcuni partiti di destra che hanno presentato tantissimi emendamenti per evitare che venisse approvata. La bontà di questa riforma, però, si misura dal fatto che, alla fine, è stata votata trasversalmente. A parte alcune sparute eccezioni in fratelli d’Italia…”

Ambiente e Animali al centro dell’agenda politica?

“Noi crediamo davvero che sia possibile creare ricchezza se si tutela l’ambiente, il benessere delle persone e dell’ecosistema. E lo abbiamo dimostrato”

Come?

“Basti pensare alle comunità energetiche, al superbonus, ma è solo l’inizio”.

Lei ha dichiarato che questa volta la politica ha pensato alle future generazioni e non alle future elezioni

“Non si potranno più ignorare le future generazioni e lo abbiamo ricordato anche in Costituzione”.

Né i cittadini futuri, né il benessere degli animali

“Sì, è aumentata negli anni la sensibilità nei confronti degli animali che non potranno più essere trattati come oggetti. Ricordiamocelo sempre: è da come vengono trattati che si misura il grado di civiltà di un Paese”.

La rivoluzione copernicana sul testo

Ora vanno adeguati gli strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali

Tutta sul testo, la riforma tocca gli articoli 9 e 41 della Carta. Tra i 12 principi fondamentali della Costituzione Italiana, prima della riforma l’articolo 9 recitava: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione“. Ma da oggi, in coda all’articolo, ai beni da tutelare si aggiungono: “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni“. E dopo l’ambiente, anche gli animali: “La legge dello stato disciplina le norme e le forme di tutela degli animali“. Come spiega in una nota il ministero della Transizione ecologica “l’aula della Camera ha infatti approvato la riforma costituzionale con una clausula di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli statuti speciali di Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e delle Province del Trentino-Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia”.

Per quanto riguarda invece l’articolo 41, che recita “l’iniziativa economica privata“, purché libera, “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana“, la riforma oggi aggiunge anche: “alla salute e all’ambiente“. “La legge determina i programmi e i controlli opportuni – si legge nel nuovo testo costituzionale – perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali” e da oggi anche ambientali.