Anche chi non vede può essere ‘giramondo’. L’impegno della politica per rendere strutturali i fondi agli ipovedenti

Durante la conferenza "Lettura senza barriere per una cultura davvero inclusiva", in Senato, è stato presentato il progetto per promuovere la lettura tra le persone ipovedenti, il 22% della popolazione italiana. Schiavon: "Una grande emozione. La lettura un diritto per tutti"

“Gli ipovedenti si sono commossi e mi hanno commosso. Per me è stata una grande emozione. Penso che i libri facciano bene, leggere è un diritto, leggere è libertà”. Gianluigi Schiavon, una vita trascorsa da cronista e poi ‘centrale’ del Qn Quotidiano Nazionale, da anni pure prolifico scrittore (ultima fatica la raccolta di racconti Giramondo), la racconta così la mattinata passata, martedì 16 novembre, tra gli austeri busti di palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Una mattinata speciale e una conferenza poco ‘normale’, quella che si è tenuta in sala Nassisrya. Infatti, aveva per tema la sensibilizzazione culturale e la promozione alla lettura per ipovedenti, che costituiscono il 22% della popolazione, tra anziani, adolescenti e giovanissimi con forti disturbi di apprendimento. “Promuovere la lettura tra le persone ipovedenti e diffondere la sensibilità presso le case editrici” è la mission di chi ha organizzato la bella iniziativa.

Leggere senza barriere: la conferenza stampa

“Lettura senza barriere per una cultura davvero inclusiva” era, infatti, il titolo della conferenza stampa nel corso della quale è stato presentato un progetto, in collaborazione con la Biblioteca Italiana Ipovedenti, per promuovere la lettura (e l’importanza di sensibilizzare gli editori) tra il 22% ‘escluso’ dalla gioia e dalla possibilità di leggere. E così due importanti case editrici, La Nave di Teseo e Giraldi – presenti, con Stefano Eco, figlio di Umberto e socio della Nave di Teseo, e con Rossella Bianco, direttore di Giraldi – hanno presenziato all’evento, organizzata grazie ai buoni uffici della senatrice Paola Boldrini, vice-presidente della commissione Sanità del Senato, promotrice dell’iniziativa cui hanno partecipato anche il dirigente Giovanni Aragonese; la senatrice Orietta Vanin (M5s), membro della commissione Cultura; Giuseppe Marino, presidente delle Biblioteca italiana Ipovedenti; Sandra Zampa, consulente esperta del ministero della Salute.

Giramondo di Schiavon e Disadorna del ministro Franceschini

Tra i testi ritenuti ‘adeguati’ alla lettura per persone ipovedenti che sono stati scelti dalla Biblioteca dei non vedenti vi sono Disadorna, del ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini (Nave di Teseo, altro autore assai prolifico) e, appunto, Giramondo (Giraldi), di Schiavon, che li hanno ‘trasformati’, grazie ad attori che hanno letto i libri ad alta voce, da scritti a ‘parlati’, facendolo, ovviamente, senza chiedere compenso.

Ma cos’è l’ipovisione? Indica riduzione significativa della funzione visiva centrale e periferica, irreversibile, non recuperabile con occhiali, lenti a contatto, interventi chirurgici. Purtroppo, i dati dicono che, in Italia, sono 1 milione 700 mila gli ipovedenti, tra cui 300 mila ragazzi in età scolare con discalculia e dislessia, che non sono problemi cognitivi, con cui sono spesso confusi: chi ne è affetto fa un movimento oculare che rende difficile la lettura.

La piaga sociale dell’ipovisione e i suoi numeri

Ma probabilmente sono anche di più di 1 milione e 700 mila, gli ipovedenti d’Italia, considerando che si tratta di un disagio subdolo, causa la tendenza a dividere nettamente tra non vedenti e ipovedenti, e che il 22% della popolazione è over 60, quindi con difficoltà legate a senilità. Sull’argomento esiste una legge, 138 del 2001, che divide in gravi, medio grazi, lievi, a seconda del residuo visivo, gli ipovedenti, e assicura loro dei sostegni. Ora si tratta di renderli permanenti. La Biblioteca Italiana Ipovedenti Onlus, nata a Treviso nel 2009, in sei anni di lavoro ha adeguato, con caratteri e font particolari, oltre 120 mila libri, di cui 1500 distribuiti gratuitamente a biblioteche, carceri, ospedali, Rsa, e dispone di un catalogo di 100 titoli, concessi da moltissimi autori, tra cui Ammaniti, Baricco, Piccolo, e altri che hanno tutti rinunciato al diritto d’autore.

Boldrini: “Rendere strutturali i fondi sostegno”

La senatrice Boldrini (Pd) ha spiegato che “gli ipovedenti sono esclusi dal diritto all’informazione e dal piacere della lettura, ma la cultura e l’istruzione dovrebbero essere inclusivi. La biblioteca Italiana Ipovedenti sta facendo un’opera importantissima. Di qui la decisione, mia e della collega Orietta Vanin (M5s), di presentare in Legge Finanziaria un emendamento che renda strutturali i finanziamenti che oggi sono triennali. Questo consentirebbe alla BII di fare una vera e propria programmazione di testi da editare e dare vita a un sistema di servizi che tenga conto delle difficoltà di chi, non autonomo, oltre che di leggere, abbia necessità di avvicinarsi ai presidi culturali, biblioteche soprattutto, che contengano opere adeguate”.
Marino ha ringraziato le senatrici e confida che “la politica possa recepire le necessità di una fetta importante di potenziali lettori. L’approvazione dell’emendamento ci consentirebbe di ampliare i titoli e il pubblico”.

E Giramondo di Schiavon? “È un libro di racconti, nati durante la pandemia, che sono ambientati in tanti Paesi, dal Brasile alla Norvegia, e che ora hanno permesso anche agli ipovedenti di ‘mettere il naso’ fuori di casa. Ne sono felice e, ripeto, la cosa mi ha commosso”.