Anche il classico si apre al progresso: al liceo Galilei-Pacinotti di Pisa arrivano carriera alias e bagni no gender

È almeno la terza scuola superiore della città che si adegua alla tendenza 'inclusiva' degli istituti verso le persone in transizione di genere. Secondo la dirigente si tratta di una risposta alla "necessità sociale che sempre più si evidenzia fra i ragazzi"

Classico ma progressista. I bagni no gender e la carriera alias arrivano nel ‘glorioso’ liceo classico di Pisa, il Galilei-Pacinotti, dai cui banchi sono passati, tra gli altri, il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il fisico Bruno Pontecorvo, l’ex presidente del Consiglio e ora segretario Pd Enrico Letta. A fine gennaio il consiglio d’istituto della scuola ha approvato il regolamento “per la gestione di una carriera alias per studenti e studentesse in transizione di genere”, un documento che è entrato a tutti gli effetti nel regolamento d’Istituto e che, come spiegano dalla scuola, potrà dare una nuova serenità a chi non si riconosce nel sesso assegnato alla nascita.

La vicenda di Geremia, studente transgender del liceo scientifico Ulisse Dini, ha ispirato anche i dirigenti del classico

Licei pisani sempre più inclusivi

Il Galilei è almeno la terza scuola superiore pisana che si adegua alla tendenza in atto, anzi, come dice la sua dirigente, “a questa necessità sociale che sempre più si evidenzia fra i ragazzi”. Sono stati loro, difatti, ad aver proposto all’Istituto l’adozione del regolamento, sulla scia della protesta assai rumorosa messa in atto, a novembre, in un altro liceo cittadino dove una studentessa che non si ritrovava nei panni femminili è stata trasformata in simbolo di lotta per rivendicare il diritto a percepirsi in modo differente da come si nasce. La finalità del nuovo regolamento, approvato il 24 gennaio e pubblicato il 3 febbraio sul sito della scuola, è quella di “garantire alle studentesse e agli studenti in transizione di genere la possibilità di vivere in un ambiente di studio sereno, attento alla tutela della privacy e della dignità dell’individuo, idoneo a favorire i rapporti interpersonali improntati alla correttezza e al reciproco rispetto delle libertà e dell’inviolabilità della persona”. Finora nessuna richiesta ufficiale è arrivata alla dirigente ma pare che ci siano già diversi candidati interessati all’attivazione di questo percorso che, come si diceva, nasce per uniformarsi a una tendenza oramai diffusa e comunque in nulla ricollegabile, nel caso del Galilei Pacinotti, a eventuali episodi di discriminazione. “I nostri ragazzi – dice la preside – sono molto avanti su questi temi”.

I bagni ‘no gender’

Da alcuni giorni, nell’istituto, sono apparsi anche i bagni ‘no gender’, differenziati attraverso un cartello dai più tradizionalisti bagni binari, cioè per uomo o per donna. Si tratta, in pratica, di bagni unisex, di cui potranno servirsi tutt* indipendentemente dal genere. Una significativa conquista nel campo dei diritti, insomma, secondo i ragazzi che hanno chiesto e ottenuto questo riconoscimento che, assieme al resto, contribuirà appunto alla “creazione di un ambiente di studio sereno”.

Nel regolamento del Galilei-Pacinotti è stata introdotta la carriera alias, mentre a scuola sono già disponibili i bagni gender neutral

La carriera alias

Ma cosa prevede la carriera alias? Nel regolamento del Galilei si legge, in estrema sintesi, che la “persona richiedente” abbia una “identità diversa da quella assegnata alla nascita in base al sesso biologico” e deve essere “rispettata e nominata secondo il nome di elezione e i pronomi scelti“. Le istruzioni per la sua attivazione sono indicate nel regolamento. La richiesta per i minorenni deve essere sottoposta dalla famiglia, i maggiorenni possono invece agire in modo indipendente. È sufficiente una comunicazione firmata in cui si dichiara di avere “una identità diversa da quella assegnata alla nascita in base al sesso biologico”. Per richiedere la Carriera Alias è sufficiente “inviare – si legge nel documento – la richiesta all’indirizzo ufficiale della scuola con oggetto: ‘Riservato: richiesta attivazione Carriera Alias'”. La mail sarà visionata esclusivamente dalla Dirigenza Scolastica o da un delegato dal Dirigente che seguirà la persona nell’istruzione della procedura amministrativa e poi direttamente il percorso della richiesta e la gestione della Carriera Alias una volta attivata. “Il Delegato o il Dirigente – si specifica –, per venire incontro alle esigenze specifiche dell’alunna/o e previa autorizzazione della medesima o del medesimo oppure della famiglia/tutore legale, in caso di studente minorenne, può avvalersi di un ulteriore gruppo di lavoro”.

L’obiettivo del nuovo regolamento scolastico è quello di “garantire alle studentesse e agli studenti in transizione di genere la possibilità di vivere in un ambiente di studio sereno”

Il nome d’elezione a scuola

La Scuola si impegna così ad attivare la carriera alias per la persona richiedente con “assegnazione di un nome elettivo”, che ha valore soltanto in via informale all’interno della scuola. Perché in realtà i dati anagrafici non possono essere modificati prima della sentenza di un tribunale che certifichi la transizione avvenuta e il relativo ed effettivo cambio di sesso. Però “il nome dell’identità elettiva sarà l’unico visibile internamente a tutti i servizi didattici dei docenti e dello studente, costituendo di fatto l’unico nome a cui ricondurre la persona”. Il regolamento prevede che la carriera alias resti attiva fino a quando proseguirà la carriera stessa, “fatte salve le richieste di interruzione avanzate dalla persona richiedente o le cause di disattivazione“. Perché la carriera alias, come i contratti, da un lato “si intende tacitamente rinnovata all’inizio di ogni anno scolastico”, ma può anche essere interrotta e quindi disattivata, a differenza invece dei percorsi di transizione che, oltre a richiedere molto tempo e assoluta consapevolezza, comportano l’assunzione di ormoni, interventi chirurgici e percorsi psicologici.