Ancora sei medaglie nel nuoto alle Paralimpiadi: Bocciardo e Raimondi oro, Beggiato, Gilli e la staffetta d’argento, Boggioni ancora bronzo

L'Italia sale a undici podi conquistati (tutti nel nuoto), disciplina nella quale è prima nel medagliere davanti all'Australia. Un'immensa gioia per gli atleti, che compensa le durissime fatiche della lotta alla disabilità, condotta nel segno della pratica sportiva ai livelli più alti. Stefano Raimondi, conquistato l'oro, ringrazia la fidanzata Giulia che poco dopo vincerà l'argento

Un’altra grande giornata per il nuoto azzurro alle Paralimpiadi di  Tokio 2020. Sono arrivate sei medaglie – un oro, un argento e un bronzo – che si aggiungono alle cinque (due ori,  altrettanti bronzi e un argento)  conquistate ieri nella medesima disciplina. L’Italia, con undici medaglie si è portata in testa al medagliere paralimpico natatorio  dietro l’Australia, Con quattro ori, altrettanti argenti e tre bronzi.

 

Foto dal profilo Twitter del Comitato paralimpico italiano

Medaglie d’oro

Francesco Bocciardo dopo il primo posto di ieri nei 200 stile libero, concede il bis d’oro nei 100 . Il nuotatore in forza alle Fiamme Oro della Polizia di Stato si è imposto nella categoria S5. Il 27enne genovese, che ieri aveva rotto il ghiaccio muovendo lo zero nella casella degli ori del medagliere italiano, si conferma dunque uno dei più forti di sempre in questa specialità: “Ringrazio il mio allenatore, che ci ha creduto forse più di me. Mi ha detto: proviamoci, proviamoci, proviamoci, quando gli altri crolleranno tu dovrai andare a cannone. Se è un sogno non svegliatemi”. Queste le dichiarazioni di Bocciardo subito dopo la gara. Il nuotatore, ha fatto trasparire anche un filo di sorpresa oltre alla grande emozione per il risultato ottenuto: “Ce l’abbiamo fatta, non ci speravo, davvero!. Rispetto ai 200, sapevo che oggi sarebbe stata ancora più difficile. Per vincere ho dovuto sfruttare tutte le mie caratteristiche: riuscire a fare un buon passaggio e chiudere fortissimo sui 50 finali”.

Stefano Raimondi

Quindi  Stefano Raimondi debuttante alle Paralimpiadi  dopo i titoli mondiale ed europeo ha vinto i 100 rana dopo il quarto posto (con delusione) ottenuto ieri nella doppia distanza. “Mi viene la pelle d’oca” ha dichiarato subito dopo il successo a RaiSport, rivelando incredibile aplomb. “Aspetto di salire sul podio per sciogliermi”, Infatti, sceso dal podio dopo aver ricevuto l’oro e ascoltato l’inno nazionale Stefano si è commosso non riuscendo a rispondere per le lacrime di gioia alle domande dell’intervistatrice. Più tardi, stemperata l’emozione, ha ringraziato in tv tutte le persone che gli sono state vicine.

Stefano Raimondi, medaglia d’oro nei 100 rana SB9 ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, è nato il primo gennaio 1998 a Soave (Vr).  Tesserato per Verona Swimming Team e per le Fiamme Oro, dal 2013 gareggia nel nuoto paralimpico dopo una carriera tra i normodotati interrotta per un incidente in scooter che gli compromette l’uso della gamba sinistra. “Questa disciplina è stata per me un’occasione di rinascita, perché proprio attraverso lo sport sono tornato a camminare”, ha detto. All’esordio a una Paralimpiade, nel suo palmares spiccano a livello internazionale i tre ori (50 sl, 100 rana, 4×100 sl) ai Mondiali di Londra 2019, dove ha conquistato anche cinque

medaglie d’argento (100 dorso, 100 rana, 100 sl, 200 misti, 4X100 mista). Due i momenti della sua carriera sportiva da incorniciare: “Nel 2014, un anno dopo l’incidente, quando sono riuscito a salire sul terzo gradino del podio ai Campionati Italiani Giovanili per normodotati, e l’oro inaspettato nei 50 stile libero ai Mondiali di nuoto paralimpico di Londra del 2019”. Ama molto la musica degli anni ‘80 e ‘90. Incontra i ragazzi nelle scuole per infondere fiducia e incitare a vedere sempre oltre, soprattutto oltre la disabilità perché nonostante tutto si possono sempre fare cose straordinarie. Studia Scienze motorie e le sue passioni continuano ad essere le moto e i motori.

 

Medaglie d’argento

La staffetta 4×50 mista composta da Arjola Trimi, Giulia Terzi, Antonio Fantin e Luigi Beggiato è seconda dietro una stratosferica Cina che ha migliorato di tre secondi il proprio record del mondo. “Sono felicissima” dichiara Trimi “Questa è una bella staffetta che continua a darci soddisfazioni negli ultimi anni e con cui stiamo raccogliendo frutti. Ma andiamo avanti step by step”. Le fa eco Giulia  Terzi: “Abbiamo fatto un  bellissimo lavoro di squadra, anche stamattina con le batterie nuotate da Arianna Talamona e Francesco Bocciardo. Ognuno di noi ha dato il massimo, siamo contenti anche per chi ci sta seguendo da casa”. Poi, ai microfoni di Rai Sport arriva  Fantin:”Questa medaglia è soltanto la punta dell’iceberg, siamo tutti al servizio della squadra. Speriamo sia solo l’inizio e di regalare tante altre soddisfazioni a chi ci segue”. Ecco Luigi Beggiato: “Sono felicissimo, oggi per me doppia soddisfazione” facendo riferimento all’argento arrivato nella prova individuale dei 100 stile libero.

Ma chi sono i componenti della squadra che ha portato all’Italia la medaglia d’argento nella staffetta mista 4×50 stile libero ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020? Fantin, il più giovane dei quattro medagliati, è nato a Latisana (Udine) il 3 agosto del 2001 ed è tesserato per la SS Lazio Nuoto e per le Fiamme Oro. Al suo esordio a una Paralimpiade, ha iniziato a nuotare da bimbo: nel suo palmares tre medaglie d’oro, sei argenti e un bronzo tra i Mondiali di Città del Messico (2017) e Londra (2019). Terzi è nata a Melzo (Mi) il 14 agosto 1995. Anche lei esordiente ai Giochi, gareggia per la Polha Varese e per le Fiamme Azzurre. Figlia di una atleta a livello agonistico, inizia a nuotare a soli cinque mesi di età. Vanta un argento e due bronzi ai Mondiali di Londra 2019. Trimi, anche lei tesserata con la Polha Varese, è invece nata a Tirana (Albania) il 15 marzo 1987. Comincia a nuotare giovanissima, e nel 2013 arriva l’esordio in Nazionale: ai Mondiali di Montreal porta a casa due argenti e due bronzi, a Glasgow nel 2015 un oro e un argento. La consacrazione definitiva nel 2016 alla Paralimpiade di Rio, con l’argento nei 50 stile libero, prima di partecipare ai Mondiali di Londra 2019 con un bottino di ben sei medaglie. Infine Beggiato. Nato il 7 aprile 1998 a Monselice (Pd), ma abita a Ro Euganeo, il primo centro in Italia in ordine di tempo colpito dalla pandemia da Covid 19 è tesserato per il Circolo sportivo Guardia di Finanza Modena. Entra in acqua per fare riabilitazione all’età di 3 anni e da lì è nata la passione per il nuoto che lo porta alla prima gara nel 2010. All’esordio in una Paralimpiade, nel suo palmares come miglior risultato internazionale figurano le medaglie d’argento nei 50 e 100 sl nonché il bronzo nei 200 stile libero agli Europei di Funchal 2021.

Medaglia d’argento anche per Carlotta Gilli che ieri aveva stravinto i 100 metri delfino precedendo Alessia Berra. Oggi Carlotta, originaria di Moncalieri (Torino)  ha conquistato l’argento nella finale dei 100 dorso alle Paralimpiadi di Tokyo dovendo arrendersi solamente alla statunitense Gia Pergolini che ha trionfato in 1’04”64 facendo segnare un nuovo record del mondo. Al momento è la decima medaglia dell’Italia nelle prime due giornate dei Giochi. La 20enne di Moncalieri (Torino) ieri aveva già vinto l’oro

nei 100 delfino. “Sono molto contenta di questa medaglia, forse non molto per il tempo, ma in un contesto così vale tanto.” Le parole di Gilli dopo il podio conquistato e poi il rilancio verso le prossime gare “Farò tutte le gare della mia classe che sono in programma, compresa i 100 rana che sono il mio punto debole: magari non entrerò nemmeno in finale ma voglio godermi tutto questo appieno. Oggi ero molto più tranquilla di ieri, sto prendendo consapevolezza di dove sono e di tutto il percorso fatto per arrivare fino a qua. Poi l’oro di ieri mi ha rincuorato “. Gilli poi ha ricordato la premiazioni di ieri, dove a consegnarle la medaglia è stata proprio la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali:” Quando mi hanno detto che mi avrebbe premiato lei ero molto contenta, perché lei ci rappresenta e poi sa benissimo cosa significa vincere un oro alle Olimpiadi”.

Luigi Beggiato

Argento anche per Luigi Beggiato nei 100 stile libero S4. L’esordiente azzurro ha chiuso in 1’23”21, battuto solo dal giapponese Takayuki Suzuki che ha nuotato in 1’21”58. Beggiato ha ricordato in tv l’esperienza del lockdown che ha vissuto a Ro Euganeo nel primo paese italiano colpito dalla pandemia, che gli ha impedito di allenarsi con continuità. Ostacolo al quale si è aggiunto un infortunio alla spalla.  Beggiato  ha dedicato ai suoi compesani la medaglia, già idealmente attribuita a chi gli è stato fisicamente vicino nella sua vita di paralimpico. “Ho lavorato tantissimo – ha dichiarato – ma ne è valsa la pena”. anche Beggiato, come gli altri vincitori di medaglie ha ringraziato i propri affetti, tutte le persone che gli sono state vicine, a partire gli allenatori e dalla società sportiva che gli ha fornito ogni presupposto per cimentarsi nella disciplina.

Con le sue parole, Beggiato ha confermato la fondatezza degli elogi ricevuti dal Capo dello Stato Mattarella, che ieri, nel congratularsi con il presidente del Cip Luca Pancalli per i successi dei nostri atleti, aveva apprezzato oltre alle prestazioni sul campo anche i contenuti delle dichiarazioni rilasciate nel corso delle interviste in tv.

Medaglia di bronzo

Monica Boggioni

Bis personale anche per Monica Boggioni. L’azzurra del GS Fiamme Oro e del Pavia nuoto, dopo il bronzo di ieri nei 200, è tornata nuovamente sul podio, anche lei come Bocciardo, con un gran recupero nella seconda vasca. “Ho immaginato tante volte questa gara e la bracciata che dovevo fare, ed è andata esattamente cosi’. Sono serena e molto felice, nonostante si facciano vive sia le emozioni che l’agitazione. Mi sono promessa di godermi fino in fondo questa strepitosa e unica esperienza. Con i miei compagni ci sembra di vivere su una splendida nuvoletta, lasciateci qui”.

 

 

Due cuori e due  medaglie

 

C’è una parentesi rosa nel tripudio di medaglie della mattinata. La svela al grande pubblico Stefano Raimondi, dolcemente incalzato dall’intervistatrice di RaiSport. Dopo aver ringraziato famiglia, allenatore e club di appartenenza, Stefano ha citato “la mia fidanzata”. La giornalista lo  ha invitato: “Diciamo chi è, la fidanzata”. E Stefano; “E’ Giulia Terzi, anche lei paralimpica di nuoto, fra poco gareggerà in staffetta”. Pochi attimi e Giulia era in acqua per la prima frazione, che ha condotto nelle primissime posizioni. Poi, La Cina ha fatto gara a sé, mentre il team azzurro ha ben difeso il vantaggio che Giulia aveva acquisito sulle altre sei squadre. Alla fine, Stefano e Giulia festeggiano la loro giornata di sportivi innamorati: due cuori e due medaglie.