Anna Frank non fu tradita da un ebreo: libro sospeso, l’editore si scusa

La pubblicazione di 'The Betrayal of Anne Frank' è stata sospesa. Gli storici smentiscono: non fu il notaio Arnold van den Bergh a rivelare ai nazisti il nascondiglio della famiglia Frank

Retromarcia. Anna Frank non fu tradita da un ebreo che rivelò ai nazisti il suo nascondiglio. “Mi scuso e procedo a sospendere la pubblicazione del libro ‘Chi ha tradito Anna Frank’”. A fare il passo indietro è niente meno che la casa editrice olandese Ambo Anthos, al centro dell’attenzione dei media internazionali due settimane fa per aver pubblicato appunto il libro ‘The Betrayal of Anne Frank‘, scritto da Rosemary Sullivan in collaborazione con un ex agente dell’Fbi Vince Pankoke. Gli autori del libro sostenevano di aver scoperto che era stato un notaio ebreo, Arnold van den Bergh, a dare la soffiata ai nazisti sul nascondiglio dove si nascondeva la famiglia Frank. Ma dopo la pubblicazione, numerosi storici e accademici criticarono la ricerca in quanto “controversa”, “traballante” e perfino “calunniosa”. Per questo motivo, adesso, l’editore ha sospeso la pubblicazione del libro, porgendo le sue scuse.

La giovane Anna Frank / Foto d’archivio

Perché il notaio ebreo avrebbe tradito Anna Frank? Le motivazioni degli autori del libro

Ma partiamo con ordine. Lo scorso 20 gennaio è uscito nelle librerie in Italia il libro ‘Chi ha tradito Anna Frank’, pubblicato da Harper & Collins e scritto da Rosemary Sullivan, autrice e professoressa canadese, in collaborazione con un gruppo di investigatori guidato dall’ex agente dell’Fbi, Vince Pankoke. Il libro avrebbe dovuto portare alla luce uno dei punti più oscuri della storia di Anna Frank e della sua famiglia: chi aveva rivelato ai nazisti che la famiglia Frank si stava nascondendo nell’edificio Prinsengracht 263 di Amsterdam? Secondo gli autori del libro, la persona che avrebbe tradito Anna Frank fu Arnold van den Bergh, un notaio ebreo olandese che lavorava nel mondo dell’arte. Per gli autori il traditore era stato lui. Questa la loro principale motivazione: il notaio ebreo era membro del consiglio ebraico Judenrat, ovvero una delle organizzazioni naziste che si occupavano di applicare le nuovi leggi contro gli ebrei. In qualità di membro del Judenrat, van den Bergh aveva accesso alle informazioni riguardo i nascondigli delle famiglie ebraiche. Altra motivazione degli autori: negli anni Novanta durante una conferenza stampa, una persona che aveva aiutato la famiglia Frank a nascondersi aveva dichiarato che il “traditore” era morto prima del 1960. E van den Bergh morì nel 1950. Secondo gli autori del libro, l’uomo era anche amico del fondatore della Luftwaffe Hermann Göring, per il quale avrebbe gestito la vendita di alcune opere rubate da gerarchi nazisti. Ecco i motivi per cui secondo gli autori del libro il traditore dei Frank doveva essere proprio Arnold van den Bergh.

La casa di Anna Frank, Prinsengracht 263, Amsterdam

Le critiche degli storici: “Quel libro è pura speculazione”

Subito dopo la pubblicazione del libro, tuttavia, nessuno confermò la responsabilità del notaio ebreo. Il direttore della Casa di Anna Frank ad Amsterdam, Ronald Leopold, comunicò immediatamente che il libro aveva “generato nuove importanti ed affascinanti ipotesi” ma che “meritano ulteriori approfondimenti”. Dal mondo accademico, invece, arrivò subito una valanga di critiche alla pubblicazione. Lo storico olandese Bart Wallett ha dichiarato che le ipotesi pubblicate nel libro sono “traballanti come un castello di carta”. Per il ricercatore olandese David Barnouw le tesi degli autori sono “pura speculazione”, e il professor Bart van der Boom le definisce come delle “sciocchezze calunniose”. In particolare, gli storici criticano il gruppo di investigatori guidato dall’ex agente degli Fbi “per i molti errori storici e le inesattezze” pubblicate nel libro. Ecco perché dopo questa valanga di critiche, la casa editrice olandese Ambo Anthos ha chiesto scusa per aver pubblicato “The Betrayal of Anne Frank”, spiegando che avrebbe dovuto avere un approccio molto più “critico” nei confronti del testo. Adesso la pubblicazione è stata sospesa dall’editore e il libro non circolerà più fino a quando non sarà stata fatta chiarezza sulle argomentazioni e le tesi sostenute dagli autori. La domanda su chi ha abbia tradito Anna Frank rimane, dunque, ancora una volta, un mistero.