Anne Spiegel, la ministra tedesca per la Famiglia si dimette per essersi presa cura della sua famiglia

La donna ha deciso di lasciare dopo le critiche nei suoi confronti. Nell'estate del 2021, mentre la Germania combatteva contro l'alluvione che causò la morte di 135 persone, l'allora ministra dell'Ambiente era in vacanza con il marito e i 4 figli: "Lui ha avuto un infarto e non poteva più accudire i bambini. Avevamo assolutamente bisogno di una vacanza"

Conciliare lavoro e famiglia è un grave problema per molti, donne in primis. In Germania la ministra della Famiglia Anne Spiegel ha annunciato le sue dimissioni dopo essere stata bombardata da pesanti critiche per essere andata in vacanza per quattro settimane nel mese di luglio 2021 insieme alla sua famiglia. In quella estate la Germania stava affrontando le catastrofiche inondazioni del fiume Ahr, che causarono la morte di 135 persone. E in quel periodo la Spiegel (dei Verdi) era ministra dell’Ambiente nel Land del Nord Reno-Vestfalia. Nonostante fosse ministra dell’Ambiente e nonostante la Germania stesse affrontando una grave catastrofe ambientale, la Spiegel andò in vacanza in Francia con la famiglia. Il motivo? Lo ha spiegato lei stessa, dopo aver presentato lunedì 11 aprile le sue dimissioni e dopo aver chiesto scusa a tutto il Paese: la sua famiglia aveva “assolutamente bisogno” di una vacanza, in quanto il marito aveva avuto un infarto nel 2019 e non poteva più badare ai quattro figli, che avevano pesantemente sofferto sia la situazione del padre, sia i due anni di pandemia da Covid-19. Per questo motivo, Anne Spiegel, 41 anni, ha preso la decisione di portare tutta la famiglia in vacanza “in base alla propria responsabilità di madre“.

La ministra per la Famiglia Anne Spiegel (Verdi), 41 anni, ha presentato le sue dimissioni al governo Scholz (Ansa)

A far scoppiare il caso della ministra Anne Spiegel – un’altra donna che ha dovuto scegliere tra lavoro e famiglia – è stato il tabloid Bild am Sonntag, che rivelò che dieci giorni dopo il disastro dell’alluvione in Germania dell’estate 2021 l’allora ministra della Renania Palatinato con delega all’Ambiente, Anne Spiegel, si era concessa quattro settimane di vacanze in Francia con la sua famiglia. Immediatamente la ministra fu bombardata di critiche per il suo comportamento in un momento così grave per la Germania. Sia esponenti del suo partito che altri dall’opposizione, come Friedrich Merz (Cdu), hanno apertamente chiesto le dimissioni di Anne Spiegel dal suo nuovo incarico di ministra per la Famiglia, gli Anziani, le Donne e la Gioventù. Incarico che la Spiegel ricopriva dall’8 dicembre 2021.

Domenica 10 aprile, la ministra ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha provato a spiegare i motivi per i quali decise di andare in vacanza in quei giorni. Con la voce rotta e visibilmente provata, la Spiegel ha spiegato che il marito aveva avuto un infarto nel 2019 e che non poteva più prendersi cura dei 4 figli, fortemente provati anche loro dalla situazione e dai due anni di pandemia. Durante la conferenza stampa, la ministra, incalzata dai giornalisti, ha spiegato che nei giorni dell’alluvione in Germania prese virtualmente parte alle riunioni del gabinetto di crisi del governo regionale. Tuttavia, quella dichiarazione si è dimostrata falsa. La Spiegel non prese parte alle riunioni nemmeno collegandosi virtualmente.

Nella conferenza stampa tenuta domenica scorsa Anne Spiegel era visibilmente molto provata. La ministra ha interrotto più volte il filo del discorso, prendendosi ripetuti momenti di pausa, e rivolgendosi nel corso della conferenza stampa ai suoi collaboratori, quasi dimenticando il fatto che fosse collegata in diretta televisiva. Per questo motivo non è chiaro se quella falsa dichiarazione sulle riunioni del gabinetto di crisi sia stata intenzionalmente preparata per giustificare le assenze oppure sia stata fatta in un momento di turbamento della ministra, della donna.

Il giuramento della neo-ministra per la Famiglia Anne Spiegel davanti alla presidente del Bundestag, Bärbel Bas (Foto 8 dicembre 2021 / Ansa)

Così la ministra Anne Spiegel ha affidato la sua difesa a una lettera aperta. Lei e la sua famiglia, ha spiegato rivolgendosi a tutti i cittadini tedeschi, avevano “assolutamente bisogno” di una vacanza. La sua famiglia aveva bisogno di lei, e lei “in base alla propria responsabilità di madre” aveva scelto di occuparsi di suo marito e dei suoi 4 figli. “È stato un errore essere andati in vacanza così a lungo e me ne scuso”, ha dichiarato la ministra tedesca, che ha comunque sottolineato e ammesso che in quei giorni “conciliare la responsabilità di ministro e di madre era difficile“.

Nonostante ciò, le dimissioni di Anne Spiegel sono arrivate. “A causa delle pressioni politiche – ha annunciato Anne Spiegel in una nota – mi sono decisa di mettere a disposizione il mio mandato. Lo faccio per allontanare possibili danni al mio ufficio, che si trova dinanzi a grandi sfide politiche”. Il cancelliere Olaf Scholz (Spd) ha preso atto della decisione della ministra, accogliendo la sua richiesta “con grosso rispetto”. Il cancelliere ha quindi fatto sapere che le pubbliche scuse della Spiegel per quanto accaduto lo avevano “colpito personalmente”.

Anne Spiegel ha così motivato le sue dimissioni: “Lo faccio per allontanare possibili danni al mio ufficio, che si trova dinanzi a grandi sfide politiche” (Nella foto la ministra al Festival internazionale del cinema di Berlino, 2022 / Ansa)

La vicenda della ministra Anne Spiegel ha rilanciato in Germania l’acceso dibattito sulla difficoltà di una donna, di una madre, di conciliare lavoro e famiglia. “Se vogliamo che ogni cittadino o cittadina della Repubblica possa assumere responsabilità pubbliche, oltre a pretendere competenza e integrità personale, dobbiamo anche essere più tolleranti di fronte a debolezze o errori. Questo significa, con tutte le critiche necessarie, anche comprensione per una responsabile politica che è madre di quattro figli, ha un marito malato a casa e ha superato con danni la pandemia”, ha così dichiarato l’opinionista tedesco Florian Harms.