Anzio: coppia di ragazzi gay aggrediti da un coetaneo decide di non sporgere denuncia

Ennesimo episodio di odio contro due ragazzi omosessuali. Il presidente di Arcygay Roma non ci sta: "Un episodio che fa riflettere ancora una volta su quanto il nostro paese sia culturalmente e legalmente indietro sul tema omofobia"

L’omofobia e la violenza, purtroppo, non vanno mai in vacanza. La notizia risale a ieri notte, quando un giovane di 22 anni è stato colpito con un pugno al volto da un coetaneo mentre si trovava in strada con il suo ragazzo. L’episodio è accaduto in strada, davanti a uno stabilimento di Anzio, sul litorale vicino Roma.

La pattuglia arrivata in loco ha supposto un’aggressione di stampo omofobo. Secondo quanto si apprende sarebbe stato identificato l’aggressore, un 23enne romano, ma né il ragazzo rimasto contuso né il suo compagno, nonostante l’invito degli agenti, hanno deciso, almeno per il momento, di presentare denuncia. La loro preoccupazione, probabilmente è quella di  possibili ritorsioni. Poco prima la polizia, durante i servizi di pattuglia per la movida, era intervenuta in un locale vicino, dove era stata segnalata una rissa.

“La nostra solidarietà al ragazzo aggredito per omofobia ad Anzio – dichiara Francesco Angeli, presidente Arcigay Roma. – Un episodio che fa riflettere ancora una volta su quanto il nostro Paese sia culturalmente e legalmente indietro sul tema omofobia. L’episodio, secondo le ricostruzioni che apprendiamo a mezzo stampa, sarebbe avvenuto nella notte sul lungomare di Anzio dove il giovane ventiduenne stava camminando con il suo compagno”. “Siamo disponibili inoltre ad offrire supporto legale al ragazzo vittima dell’aggressione”, conclude Angeli.

L’ennesimo brutto episodio che, anche sotto l’ombrellone, ci fa pensare a quel ddl Zan ancora fermo in Senato e ‘rimandato’ a settembre, rallentato da giochi di consenso politico messi davanti alla tutela di una comunità che continua a invocare aiuto.