Arabia Saudita, cercansi 30 macchiniste di treni. All’offerta di lavoro rispondono 28mila donne

La compagnia ferroviaria spagnola Renfe ha pubblicato un annuncio di lavoro per guidare i treni ad alta velocità nella tratta Mecca-Medina. Boom di candidature delle donne saudite

I posti disponibili erano 30, ma si sono candidate in 28mila. In Arabia Saudita una compagnia ferroviaria ha pubblicato un’offerta di lavoro per reclutare 30 macchiniste di treni. Dopo pochissimo tempo le domande arrivate erano già 28mila. Tutte candidature di donne che in quel lavoro sperano di trovare la libertà, i diritti e l’emancipazione da troppo tempo repressa nel Paese arabo. Un annuncio di lavoro per 30 macchiniste. La candidatura di 28mila donne. Come a dire, “vogliamo essere noi le capotreno della nostra libertà”.

Arabia Saudita, l’offerta di lavoro per 30 macchiniste di treni ad alta velocità

La notizia è stata diffusa dal quotidiano The National. Lo scorso dicembre la compagnia ferroviaria spagnola Renfe ha ottenuto il via libera dal governo dell’Arabia Saudita per operare nella tratta tra le città sante della Mecca e Medina. Dopo l’autorizzazione, la compagnia si è mossa subito per cercare i macchinisti dei treni, anzi, le macchiniste dei treni. L’offerta di lavoro pubblicata dalla Renfe era rivolta infatti a sole donne. Trenta posti per lavorare sui treni ad alta velocità tra la Mecca e Medina. Una tratta che da sempre era stata coperta da soli uomini (attualmente sono 80 i macchinisti maschi di quella tratta). All’annuncio di lavoro sono così arrivate migliaia e migliaia di candidature, 28mila per l’esattezza. La compagnia, sorpresa per quel boom di domande, ha iniziato subito a selezionare le candidate. Molte non avevano il requisito della lingua inglese, e per questo già scartate. Comunque, la selezione della compagnia sta ancora proseguendo e andrà avanti fino a fine marzo, termine ultimo per inviare le candidature.

Mohammed Bin Salman, 36 anni, è figlio di Salman, re dell’Arabia Saudita

Le riforme in Arabia Saudita per aumentare la partecipazione delle donne al lavoro

È la prima volta che un’offerta di lavoro per macchinisti di treni viene riservata alle donne. Per decenni l’Arabia Saudita ha avuto uno dei tassi di partecipazione femminile al lavoro tra i più bassi in tutto il mondo. Ma negli ultimi anni il governo e il regno di Mohammed Bin Salman si sono impegnati per cercare di aumentare il numero di donne lavoratrici con una serie di riforme sociali, tra cui la fine del divieto alle donne di guidare. Grazie a queste riforme negli ultimi cinque anni la partecipazione delle donne alla forza lavoro è quasi raddoppiata, attestandosi al 33%. Tuttavia, secondo uno studio del think tank americano Brookings Institute, gli uomini continuano a detenere la maggior parte dei posti di lavoro, in particolare nel settore pubblico. E inoltre, nonostante le riforme, le donne saudite devono ancora oggi ottenere l’approvazione di un uomo per fare tantissime cose, dal matrimonio alle cure mediche. Gli attivisti per i diritti umani affermano che ancora oggi le donne in Arabia Saudita continuano a subire pesanti discriminazioni, soprattutto in ambito famigliare. Per questo non sorprende che le domande arrivate per mettersi alla guida di un treno siano state così tante.

I corsi dell’UNASCA per insegnare alle donne saudite a diventare istruttrici di guida

I corsi per insegnare alle donne saudite come diventare istruttrici di guida

In Arabia Saudita le donne hanno ottenuto la libertà di conseguire la patente di guida solo nel 2019. Il problema però era che in pochissimi, o meglio, pochissimi uomini si offrivano per insegnare alle donne come si guidava un’auto. Così a febbraio del 2021 un’associazione italiana, l’UNASCA, si attivò per reclutare delle istruttrici italiane per andare in Arabia Saudita a fare scuola guida alle donne saudite. “L’Arabia Saudita sta vivendo una transizione storica e le donne sono chiamate a dare il loro contributo nella formazione alla guida. Soprattutto si ha l’occasione di contribuire all’accelerazione del processo di emancipazione delle donne saudite”, commentò Manuel Picardi, segretario generale dell’EFA (Federazione delle autoscuole europee). Alle istruttrici italiane venne infatti chiesto di formare a loro volta le istruttrici saudite così che il Paese potesse diventare sempre più autonomo nel corso degli anni. Furono tante le donne che risposero all’appello. Le prime istruttrici di guida arrivarono dalla Francia e dall’Olanda (perché l’iniziativa era stata estesa anche a livello europeo), ma non mancarono anche le italiane. Tutte insieme per cercare di dare una lezione di guida e di emancipazione a quelle donne saudite, che stavano da poco iniziando a conoscere il concetto di libertà.