Arabia Saudita: le donne possono andare alla Mecca senza essere accompagnate dai tutori maschi

Si tratta della più recente tra le riforme sociali promosse dal principe ereditario Mohammed bin Salman per rilanciare l'immagine del regno: dal 2017 a oggi alle donne è stato concesso di guidare e di viaggiare all'estero da sole

L’Arabia Saudita elimina l’obbligo del mahram: per la prima volta le donne islamiche potranno partecipare al tradizionale pellegrinaggio alla Mecca senza essere obbligatoriamente accompagnate dai tutori maschi. La decisione riguardo il ministero dell’hajj (nome arabo del pellegrinaggio) è stata resa nota nel Paese solo il mese scorso, ed ha ufficialmente permesso alle donne di tutte le età di partire alla volta della città sacra senza un parente maschio, il mahram appunto, a condizione che ci vadano, comunque, in gruppo.

Una presa di posizione che fa parte delle riforme sociali promosse dal principe ereditario Mohammed bin Salman, nel tentativo di dare nuovo lustro al sultanato, che sta cercando di scrollarsi di dosso l’immagine austera e patriarcale e di diversificare la sua economia dipendente dal petrolio. Dall’ascesa di bin Salman al potere, nel 2017, alle donne è stato infatti già concesso il permesso di guidare e di viaggiare all’estero senza un tutore maschio.

L’hajj è uno dei cinque pilastri dell’Islam, e impone ai musulmani che possiedono i requisiti fisici e economici di realizzare il viaggio rituale verso la Mecca almeno una volta nella vita. Per il secondo anno consecutivo il pellegrinaggio ha dovuto fare i conti con diverse limitazioni a causa dell’epidemia: è stato infatti riservato alle persone di età compresa tra 18 e 65 anni che hanno ricevuto due dosi del vaccino e sono invece state escluse quelle che soffrono di malattie croniche.

La Mecca

Nel 2021 sono stati ammessi quindi solo 60 mila residenti in Arabia Saudita, selezionati su quasi 560 mila richiedenti. Prima dell’emergenza sanitaria, in media, prendevano parte all’hajj ogni volta più di due milioni di persone. Di queste 60 mila che quest’anno hanno partecipato ai rituali, secondo un funzionario saudita, il 40% sarebbero donne.

Nonostante la decisione provenga direttamente dal regno, diverse agenzie turistiche hanno già fatto sapere che non accetteranno donne senza che queste siano accompagnate da un tutore maschio. Questa è solo l’ultima dimostrazione del fatto che le riforme sociali hanno dovuto scontrarsi per decenni con l’opposizione di una società profondamente conservatrice. E che continua a negare il progresso in termini di diritti civili.