Arcilesbica: “Nel ddl Zan sostituire la formula ‘identità di genere’ con ‘identità transessuale'”

Secondo le donne omosessuali la modifica permetterebbe di superare "il conflitto aperto tra partiti del centro sinistra e una parte del femminismo e dell’opinione pubblica progressista"

Alla vigilia della riapertura al Senato della discussione sul ddl Zan Arcilesbica rivolge una proposta alle forze politiche, finalizzata ad avviso dell’associazione  a eliminare alcuni ostacoli che impediscono da tempo l’approvazione. Arcilesbica chiede che la locuzione “‘identità di genere’ sia modificata con ‘identità transessuale’”, con la convinzione che “ciò permetterebbe il sostanziale superamento del conflitto che si è aperto tra i partiti del centro sinistra e una parte rilevante del femminismo e dell’opinione pubblica progressista“.

Per Arcilesbica “è venuto il momento delle opzioni chiare: o si vuole una legge contro l’omotransfobia preservando la differenza sessuale, l’autonomia delle donne, la tutela del pluralismo del pensiero, oppure si scelgono l’estremismo, la cancellazione dei sessi, degli orientamenti e identità sessuali, per abbracciare un neutralismo, ammantato di contemporaneità, ma che non è altro che la riproposizione del dominio di un sesso, quello maschile”.

Uno storico striscione di Arcilesbica all’epoca delle battaglie per i Dico

Arcilesbica sottolinea che “è sempre più chiaro che l’unica possibilità per approvare la necessaria legge sull’omotransfobia è quella di recepire poche, ma fondamentali modifiche“.

“Dopo un lungo rinvio voluto dal centrosinistra e dal M5S per convenienze politiche ed elettorali, che smentiscono l’urgenza proclamata nei mesi precedenti, nulla sembra essere cambiato”. L’accusa dell’associazione è che “da due anni, non si ascoltano i rilievi giuridici, le critiche politiche e culturali avanzate da associazioni delle donne, da accademici, da intellettuali, da centinaia di personalità del mondo progressista”.

Infine l’invito a superare “atteggiamenti di autosufficienza e chiusura, così da poter arrivare ad una legge contro ogni forma di esclusione e discriminazione delle lesbiche, dei gay, dei/delle trans, condivisa in Parlamento e nel Paese, frutto di un reale ascolto e una mediazione alta”.

La proposta  di Arcilesbica è firmata anche da Coordinamento italiano della Lobby Europea delle Donne, Laboratorio Donna e Resistenza Femminista, Se non Ora Quando, – Snoq Libere, Udi nazionale, Udi Catania Udi Palermo.