Arisa, artista indipendente e ‘multiforme’: “Quella che vedete è la mia vera essenza”. Il nuovo progetto da donna per le donne

Nel 2009 vinse a Sanremo, tra le Nuove Proposte, con il brano "Sincerità". Da allora ne ha fatto un marchio di fabbrica, nonostante non siano mancati tantissimi cambi di look. "Vedo la bellezza sotto tante forme, dipende da quello che le persone mi trasmettono"

Se mi sento finta sto male“. Quando parli con Arisa non riesci mai a capire il confine fra l’artista e la persona, Rosalba Pippa. Perché sul palco e sui social network porta esattamente i momenti della sua vita. “Io mi trovo bellissima – racconta Arisa -. Vedo la bellezza sotto tantissime forme. Perché noi accettiamo un animale e lo troviamo bello comunque esso sia e non dovremmo fare lo stesso con le persone? Non vedo se qualcuno è bello o brutto, vedo solo quello che mi dà, le sensazioni che mi trasmette”.

 

Arisa al 71mo Festival di Sanremo 2021 – Quinta Serata. Foto Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas

Se ad affermarlo è una cantautrice che, in 13 anni, ha cambiato immagine svariate volte, spesso anche in maniera controversa, il messaggio assume una forza ulteriore. “Farmi vedere come sono è un mio modo di essere. Non riesco ad essere calcolatrice” aggiunge Arisa, che in questo periodo ha iniziato una collaborazione con Ludwig, Dj Matrix e gli Autogol per sostenere la Nazionale italiana di calcio agli Europei con il brano “Coro azzurro” e che sta preparando un progetto tutto al femminile. L’artista, genovese di nascita ma di fatto girovaga, è infatti tornata in studio. Lo ha fatto con “Ortica“, brano cantato in napoletano che colpisce dritto al cuore non soltanto per la forza della storia ma anche per la scelta delle parole, con cui sta scalando le classifiche.

 

E lo farà con un progetto che sta realizzando da artista indipendente, parlando, da donna che ha attraversato molte burrasche, di donne che si sono trovate in mezzo a tempeste spesso anche devastanti. “Quello di ‘Ortica’ è stato un percorso che mi appartiene – spiega Rosalba – Ho voluto raccontare la storia in napoletano perché fa parte della mia esperienza di vita. Ho visto tante donne rimanere deluse e non poter raccontare il dolore che avevano. La donna, soprattutto al sud, subisce cose che nella maggior parte dei casi non lamenta. Nel mio nuovo progetto parto proprio da questo concetto. L’idea è quella di parlare di tante donne diverse, che affermano loro stesse con dinamiche differenti. C’è tanta gente che non ha la forza né la possibilità di cambiare la propria vita, pur volendo. Perché non si può raccontare anche la loro storia?”.

Un altro look Sanremese di Arisa foto Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas

 

I progetti presenti e futuri vedono una Arisa indipendente – in tutti i sensi, non soltanto dal punto di vista discografico -, ma non si tratta di una rivoluzione. Già ai tempi del brano “Sincerità“, quando nel 2009 vinse il Festival di Sanremo fra le Nuove Proposte, la sua immagine portava con sé un messaggio preciso. Occhialoni e make-up molto accentuato facevano di lei un vero personaggio. “Sono molto legata alla Arisa di “Sincerità”, mi ha dato la possibilità di crescere con il mio pubblico, di dimostrare che i sogni si possono avverare e che basta crederci. Già quello era un chiaro richiamo alla mia idea di musica: volevo e voglio essere apprezzata come cantante, ancor prima che come donna“.