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Attualità

Festa dei nonni, il 2 ottobre si celebrano i supereroi dei nipoti e gli angeli custodi delle famiglie

di
Maurizio Costanzo
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Se ha i capelli d’argento e un cuore d’oro, quello che hai davanti è sicuramente un nonno. Così recita un vecchio adagio, che vale sempre ma soprattutto oggi, 2 ottobre, che è la loro festa e cade in un giorno non casuale, quello che la Chiesa cattolica dedica agli ‘Angeli custodi’. E infatti, proprio come divinità domestiche, sempre al nostro fianco per dispensare aiuti, coccole e buoni consigli, i nonni sono dei veri e propri “angeli custodi” in terra, che col passare degli anni diventano sempre più dolci, più saggi e anche più belli. Per dirgli grazie delle fiabe che ci hanno raccontato e di tutti i sogni che senza di loro non avremmo mai fatto, e per valorizzare e sottolineare l’importanza del ruolo che svolgono non solo nelle famiglie, ma in più in generale in tutta la società, in Italia nel 2005 è stata istituita la Festa dei Nonni, con una legge apposita. Che invita ad organizzare eventi e iniziative in loro onore e ha creato anche il premio nazionale “del nonno e della nonna d’Italia”, assegnato ogni anno dal Presidente della Repubblica a dieci super-nonni.

Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker diventeranno presto nonni visto che la figlia Aurora è in dolce attesa

Questa festa, benedetta da Papa Francesco, è presente in molti Paesi d’Europa e del mondo, anche se non cade in una data univoca: dal 1987 è stata istituita in Francia, dove però le nonne si festeggiano la prima domenica di marzo, mentre i nonni separatamente, la prima domenica di ottobre. Tre anni più tardi, dal 1990, nel Regno Unito, e dal 2010 in Australia e in Germania. Se in Messico la festa cade ad agosto, in Polonia avviene a gennaio. Tutto però ebbe origine negli Stati Uniti nel 1978, sotto il mandato di presidenza di Jimmy Carter, che la istituì molto volentieri, dal momento che lui stesso contava un gran numero di nipoti e pronipoti.

“Ce l’hai la fidanzatina?”, “Copriti bene che fuori fa freddo”, “Hai mangiato?”, “Quando ti sposi?”: tutti abbiamo sentito pronunciare almeno una volta una di queste frasi dai propri nonni, che alle nuove generazioni giorno dopo giorno trasmettono un bagaglio di valori ed esperienze, pillole di saggezza e buoni consigli. Aiutano e sostengono moralmente ed economicamente la famiglia, di cui sono le radici. Aiutano a crescere i nipoti, che per troppa bontà spesso coccolano e viziano di più. Per la capacità di saperli ascoltare, accontentare e comprendere, riescono ad avere con loro più confidenza degli stessi genitori. Le nonne poi ai fornelli sono una vera delizia, e il rito della domenica le vede in cucina intente dalla buonora a preparare piatti tipici di una volta con ricette e segreti che conoscono solo loro: dalle lasagne fatte in casa ai ravioli, dalle crostate di marmellata alla torta che della nonna porta il nome. Anche la scienza ha certificato, con tanto di studio, l’importanza dei nonni nella vita di tutti: i ricercatori della Concordia University e della Wilfrid Laurier University hanno esaminato il legame che c’era tra alcune coppie di nonni e nipoti, arrivando a dimostrare che il tempo libero trascorso insieme rafforza così tanto i legami familiari da renderli indissolubili per tutta la vita.

Nonna Marina Di Guardo insieme ai nipoti Leone e Vittoria, figli di Chiara Ferragni e Fedez (Instagram)

I nonni, sempre disponibili e ben felici di dare una mano quando serve, si rilevano una risorsa preziosa soprattutto nei momenti difficili, come quello del Covid. Come documentato anche da Federindustria, durante il primo anno di pandemia i nonni nel nostro Paese hanno contribuito per oltre 38,3 miliardi di euro ai bilanci delle famiglie, contribuendo alle spese, all’acquisto di libri, giochi, abbigliamento e altri beni. Ma quanti nonni-angeli custodi ci sono in Italia? L’Istat registra da anni una popolazione anziana in costante crescita: secondo il rapporto 2022, gli over 65 sono oltre 14 milioni, circa 3 milioni in più rispetto a venti anni fa. E nel 2042 saranno quasi 19 milioni. Ma non è tutto: oggi 4,6 milioni di anziani hanno bisogno di aiuto nella cura personale e della casa. Proprio per questo Verisure, per cui sicuri e protetti è un diritto umano fondamentale, e lavora con l’obiettivo di garantire il diritto alla sicurezza a tutti i cittadini, ha pensato a una serie di consigli che possano aiutare nella vita di tutti i giorni i nostri amati nonni, il cui valore va al di là di tutto.

“I nonni sono anche anziani che in compagnia di bambini possono sentirsi meno sicuri e minacciati dai pericoli della città, soprattutto per la notte. Considero utile un sistema che possa dare più tranquillità a tutti e permettere un tempo di maggiore qualità, privo di preoccupazioni e ansie” spiega la psicologa e psicoterapeuta Ilaria Merici. “In questo senso, un sistema di allarme e monitoraggio degli ambienti domestici come quello di Verisure, multinazionale leader in Europa e in Italia nei sistemi di allarme per case, famiglie e negozi, rappresenta un valido aiuto per fare sentire gli anziani più sicuri e tranquillizzare i familiari che – per lavoro e impegni quotidiani – non possono essere sempre presenti al loro fianco”.

I teneri Ellie e Carl del film d’animazione “Up”

Sono diversi i piccoli, grandi accorgimenti che si possono mettere in atto per prendersi cura di questi pilastri della famiglia, radici dell’albero della vita. Ecco allora cinque semplici consigli proposti dagli esperti di sicurezza di Verisure. Innanzitutto la sicurezza a portata di mano. “Dotate la casa dei nonni di una cassetta del pronto soccorso sempre rifornita e riponetela dove possano trovarla facilmente in caso di necessità. Annotate in un posto ben visibile – come la porta del frigorifero o, per i nonni più smart, la rubrica del loro cellulare – i numeri da chiamare in caso di emergenza. Secondo consiglio: l’importanza di una rete sociale. “It takes a village”, direbbero gli inglesi. Un sistema di supporto è di grande aiuto per prendersi cura dei più fragili. In mancanza di parenti in grado di fare visita agli anziani, aiutarli nelle commissioni o in caso di bisogno, è sempre bene creare una rete sociale, dai vicini di casa agli amici di quartiere, o coinvolgere una delle numerose associazioni di volontariato attive sul territorio. Terzo consiglio accende i riflettori sull’allerta truffe. “Assicuratevi che i nonni chiudano sempre la porta di casa, non solo di notte. I malviventi prendono sempre più di mira i bersagli più vulnerabili: importante avvisare gli anziani, senza spaventarli, dei rischi che corrono ad aprire la porta a sconosciuti, per quanto innocui possano sembrare. Per una maggiore peace of mind, si potrebbe dotarli di un sistema di sicurezza con salvavita anziani collegato ad una Centrale Operativa H24, cioè un Pulsante Sos indossabile, di piccole dimensioni e semplice da usare, con cui richiedere intervento immediato in caso di pericoli, cadute o malori. La Centrale Operativa Verisure, ad esempio, gestisce le richieste Sos con la massima priorità; se l’anziano è impossibilitato a parlare, si collega alle fotocamere in casa per capire l’accaduto e inviare i soccorsi più adeguati mentre rimane in contatto con lui finché non si sente di nuovo al sicuro. E poi, occhio a cadute e infortuni. “Si sa, i nonni spesso si sentono invincibili – dicono gli esperti di sicurezza – e se sicuramente sono i supereroi dei nipotini, è vero anche che con l’età acquistano qualche fragilità. Cercate di convincerli a non fare lavori pesanti o mosse rischiose quando sono soli in casa ed eventualmente dotate l’abitazione di videocamere di sicurezza a cui collegarvi da App ogni tanto – col loro benestare ovviamente – per assicurarvi che non siano scivolati e magari non riescano a chiedere aiuto. Anche in questi casi, un Pulsante Sos indossabile può rivelarsi davvero utile. E infine il quinto e ultimo consiglio: bando alla solitudine. Al di là di tutto, il modo migliore per prendersi cura dei propri nonni è dir loro quanto li amiamo. Facciamo loro visita spesso, invitiamoli a cena, facciamo videochiamate e passiamo del tempo di qualità con loro. Questi i regali più graditi che possano ricevere.

La festa dei nonni è legata al myosotis, il piccolo e delicato fiore azzurro che comunemente viene chiamato “non si scordar di me”

Per chi oggi vuole fare un regalo ai propri nonni, questa giornata ha anche un fiore dedicato, che già nel nome suona come un invito rivolto a tutti: il ‘nontiscordardimè’. Ciascuno è dunque chiamato a non lasciarli mai soli, a fargli compagnia, a custodirli e prendersi cura di loro, a dirgli grazie per essere sempre pronti ad aiutare figli e nipoti, ad accontentare chi bussa alla loro porta, a dispensare affetto, carezze e consigli preziosi. Per tutto quello che i nonni fanno ogni giorno, una sola giornata non basta: tutti i giorni dovrebbe essere la loro festa. E tutti i giorni, volendo, può esserlo. Auguri dunque a tutti i nonni del mondo, anche a quelli che ci guardano da lassù.

Luciano Artusi, nonno gentile di Firenze

Luciano Artusi, nonno gentile di Firenze

A chiusura delle Giornate dei Giochi della Gentilezza, la consegna della maglia di ambasciatore gentile , il nonno gentile di Firenze, ambasciatore della Gentilezza. Una maglia colorata con questa scritta è stata consegnata a Luciano Artusi, divulgatore della storia fiorentina e toscana, scrittore e Console di Parte Guelfa. In occasione della festa dei nonni, a chiusura dei Giochi nazionali della Gentilezza, a Firenze, dove è stato dato il via ai Giochi – coordinati da Luca Nardi– la squadra di Costruiamo Gentilezza, formata da 1.800 donne e uomini impegnati in progetti di gentilezza, accoglie un nuovo ambasciatore”.

“Ringrazio per questo dono e sono grato ai bambini che mi hanno definito  nonno gentile– ha dichiarato Luciano Artusi- sono onorato di essere un ambasciatore di Gentilezza. Il mio impegno è contribuire a diffonderla”. A consegnare la maglia di ambasciatore e l’alfabeto della gentilezza a Luciano Artusi sono state le ambasciatrici di Costruiamo Gentilezza, Gaia Simonetti e Noemi Salvati, che riveste anche il ruolo di Dama di Parte Guelfa e referente del progetto PlayAble. Ai Giochi nazionali della Gentilezza hanno partecipato 21mila bambini con le scuole, nelle piazze, nelle biblioteche e con le società sportive.