“Bandire i Paesi omotransfobici dalle Olimpiadi”: la nuova missione del campione britannico Tom Daley

Il campione olimpico, apertamente e orgogliosamente gay, si è posto un obiettivo: quello di far bandire dai Giochi olimpici tutti quegli Stati che adottano politiche pubbliche repressive e violente contro gli omosessuali

Quest’estate, durante i Giochi di Tokyo, il tuffatore britannico Tom Daley aveva incantato il mondo intero non soltanto per le sue prodezze atletiche, che lo hanno portato tra l’altro a vincere un oro e un bronzo olimpici, ma anche per l’inusuale modo di aspettare il proprio turno di gara: lavorando a maglia (ve lo avevamo raccontato qui). A distanza di qualche mese il campione inglese si è posto una nuova ‘missione’. Fare in modo che tutti gli Stati del mondo che si dichiarano apertamente omotransfobici siano banditi dai Giochi Olimpici.

Daley, che ha fatto coming out nel 2013, è sposato con il produttore cinematografico Dustin Lance Black e ha un figlio, Robbie, di 3 anni. Dopo la finale olimpica del sincro dalla piattaforma, in cui in coppia con il compagno di squadra aveva conquistato il gradino più alto del podio, aveva dichiarato: “Mi sento incredibilmente orgoglioso di dire che sono un uomo gay e anche un campione olimpico” (potete leggere l’approfondimento qui). Tra l’altro la sua prima medaglia d’oro sua prima medaglia olimpica era arrivata battendo i campioni in carica, i cinese Cao Yuan e Chen Aisen, e interrompendo una striscia di imbattibilità che risaliva a Sidney 2000. Nell’individuale, il giorno successivo, Tom aveva vinto la medaglia di bronzo, lasciando fuori dal podio il tuffatore russo Aleksandr Bondar. Un affronto, per i conduttori televisivi russi di 60 Minutes, che non avevano esitato a definire Daley “un omosessuale britannico”, riferendosi invece al connazionale come a “un ragazzo normale”.

“In queste ultime Olimpiadi c’erano più atleti Lgbt di tutte le precedenti edizioni messe insieme, il che è un grande passo avanti. Eppure ci sono ancora 10 Paesi che puniscono con la morte l’essere omosessuali, Paesi a cui è stato permesso di competere ai Giochi Olimpici”, ha dichiarato il tuffatore durante il discorso d’accettazione dello Sports Award agli Attitude Awards 2021. “Ovunque tu sia nato, dovresti essere in grado di non vivere con un simile stress quotidiano. E per quei 10 Paesi in cui non puoi essere te stesso, penso che non dovrebbero essere autorizzati a competere ai Giochi Olimpici e sicuramente non dovrebbero essere autorizzati a ospitarli“.

Tom si è dato quindi l’obiettivo di fare in modo che i Paesi omotransfobici siano banditi dai Giochi già a partire da Parigi 2024: “Questa sarà ora la mia missione, provare a cambiare le cose“. L’appello è ovviamente rivolto al Cio, affinché non autorizzi la partecipazione di questi Stati alle Olimpiadi, che dovrebbero essere un evento dove celebrare la pace e fratellanza dei popoli. Daley si è poi detto fortunato a vivere in un Paese che ha abbandonato da tempo l’omotransfobia di Stato. A un anno dai mondiali di calcio in Qatar, il campione britannico ha puntato il dito contro il Paese mediorientale, che “ha regole estreme contro le persone Lgbt e nei confronti delle donne. Penso che non dovrebbe essere consentito ad un Paese che criminalizza i diritti umani fondamentali ospitare un simile evento sportivo”.