Basta alla distinzione ‘maschi-femmine’: a Piacenza gli studenti danno vita ai bagni gender neutral

Un unico cartello senza indicazioni di genere, un modo per evitare discriminazioni e imbarazzo. Il liceo di Piacenza replica l'idea, nata negli anni '90, dell'indicazione "no gender", che in Italia è stata adottata per la prima volta in un bar di Bologna nel 2016

A Piacenza gli studenti di un liceo hanno proposto di scardinare la tradizionale distinzione “maschi” e “femmine” lanciando l’idea dei bagni no gender. D’ora in poi, infatti, accanto agli iconici cartelli che stilizzano l’uomo e la donna all’ingresso delle toilette della scuola, ci sarà un cartello che, forse richiamandosi ai colori dell’arcobaleno, includerà sia le persone gender fluid sia quelle che ancora non sanno quale porta scegliere.

Un’iniziativa partita dagli alunni e sposata appieno dalla direzione del liceo piacentino, che ha accolto la proposta, permettendo loro di farla diventare realtà. L’istituto, bisogna ricordarlo, non è nuovo a iniziative simili: a febbraio di un anno fa, poco prima dello scoppio della pandemia, la scuola che oggi propone i bagni gender neutral fu la stessa che decise di mettere a disposizione una scatola di assorbenti gratuiti per le ragazze che ne fossero sprovviste o per coloro che non potevano sostenerne l’acquisto (idea poi replicata da altre strutture, clicca qui per sapere quali).

Stavolta la mise en place dell’inclusione che parte dagli studenti è talmente semplice da risultare disarmante, se si pensa che ancora oggi i bagni sono un luogo di umiliazione e discriminazione per alcune persone, sempre troppe. In Italia l’apertura della prima toilette “gender neutral” risale al 2016, a Bologna, quando il gestore del bar “Vetro”, Stefano Follador, oggi di 45 anni, decise di collocare una sagoma arcobaleno, che per metà della sua figura indossava i pantaloni per l’altra metà una gonna, all’ingresso dei bagni pubblici dei Giardini Margherita e che così motivò la sua decisione: “Forse qui siamo i primi, ma in tutto il nord Europa, a Londra e a Berlino, è una cosa abituale che ha iniziato a diffondersi sin dai primi anni Novanta“.

Secondo il gestore del bar, anche presidente della cooperativa Kilowatt, optare per il bagno “neutro” era stato un “gesto di civiltà”. “Fino a quel momento i bagni non recavano alcuna indicazione. Li abbiamo sempre lasciati senza specificità, ma la cosa creava confusione. Così abbiamo deciso di dichiararlo apertamente e abbiamo optato per rendere i due bagni neutri, aperti cioè a uomini, donne, gay, lesbiche e trans, senza distinzione”. I clienti, spiegava Follador, hanno dimostrato apprezzamento per la scelta grafica e nessuno ha mai mostrato segni di preoccupazione, “anche se quella di Vetro è una clientela tradizionale”. Forse, a dispetto delle leggi, e il liceo piacentino lo dimostra, l’Italia è pronta a “gesti di civiltà” come questo.