“Basta cancellare le donne carabiche, nere e latinoamericane: Siamo la maggioranza in Brasile ma sono nostri i lavori più precari”

Raissa Albano de Oliveira, ricercatrice e antropologa, denuncia la perdita di significato del Dia, il giorno che dal 1992 il Brasile dedica alle donne autoctone e giunte dall'Africa. "Nelle scuole è raro si parli delle figure più luminose che hanno contribuito al cambiamento"

“Ricordare e celebrare è essenziale in un Paese che spesso cancella la memoria dei popoli neri e nativi”: così la ricercatrice e antropologa Raissa Albano de Oliveira, intervistata dall’agenzia Dire in occasione del Dia da Mulher Negra Latino-Americana. “Dobbiamo celebrare coloro che sono venuti prima di noi e che hanno contribuito al cambiamento” sottolinea Albano. “Nonostante questa ricorrenza resta raro sentir parlare nelle scuole e nelle università di personalità come Tereza Benguela, leader di Quilombo do Quariterê, Abdias do Nascimento, intellettuale, politica e scrittrice, Beatriz Nascimento, storica, scrittrice e poeta, o Maria Firmina dos Reis, prima romanziera brasiliana”.

Il Dia, una giornata dedicata alle donne caraibiche, latinoamericane e nere, è stato istituito nel 1992 e riconosciuto dalle Nazioni Unite nello stesso anno. L’obiettivo è dare visibilità alla lotta delle donne nere contro l’oppressione di genere, lo sfruttamento e il razzismo. In Brasile la ricorrenza è stata sancita da una legge del 2014 che prevede una dedica speciale a Tereza de Benguela, in omaggio a una donna simbolo di resistenza e leadership nella lotta contro lo schiavismo. Dare visibilità alle storie delle popolazioni nere è l’obiettivo del Coletivo Cartografia Negra, del quale Albano è studiosa e allo stesso tempo animatrice. “Il nostro scopo – dice l’antropologa – è riportare alla luce la memoria e i contributi dei nostri antenati neri che sono spesso cancellati politicamente dalle narrative pubbliche”. Secondo Albano, la discriminazione razziale è un elemento che aggrava la disuguaglianza anche tra le donne e che va contrastata con decisione.

“Bisogna pensare a questo quando si elaborano nuove politiche pubbliche e azioni a sostegno dell’uguaglianza di genere perché le discriminazioni e le specificità delle esperienze e delle lotte delle donne nere sono spesso messe da parte” sottolinea Albano. “Siamo la maggioranza della popolazione brasiliana ma siamo soprattutto noi a occupare i posti di lavoro delle professioni e dei mestieri più precari”.