“Basta imposizioni al grido di ‘l’uomo deve fare cose da uomo’. Adoro mettere lo smalto e truccarmi senza vergogna e col rap esprimo me stesso in modo diretto”

Identità sessuale e di genere e difficoltà nel sentirsi inappropriati: sono i temi affrontati nel nuovo singolo di 6occia, dal titolo "Fuoco". "Il sesso? Fondamentale è trattare ed essere trattati bene e con rispetto"

L’identità sessuale e di genere e le difficoltà che si provano nel sentirsi costantemente inappropriati: è questo il tema del nuovo singolo di 6occia, che si intitola ‘fuoco’ ed è il singolo che anticipa il nuovo Ep. Nel testo  tutta la fatica di non riuscire a esprimersi completamente e sinceramente, bloccati dalla paura di mostrarsi fragili agli occhi di chi ci circonda.

Un tema di grande attualità visto dagli occhi di un giovanissimo artista. Lo abbiamo intervistato

Il tema dell’identità di genere è di grande attualità, come mai hai sentito l’esigenza di affrontarlo in un testo per altro molto esplicito?

È un tema che ho sempre sentito molto mio, il fatto che ora sia una questione attuale è solo un vantaggio perché così il messaggio può essere veicolato a più persone; inoltre penso fosse inevitabile che sarebbe arrivato ad essere un argomento sotto i riflettori. L’esigenza di parlarne per me è stata naturalissima e mai forzata: mi sono sempre sentito molto più a mio agio con le ragazze e la sensibilità che ho sviluppato passando tanto tempo con loro mi fa sentire solitamente diverso dagli altri ragazzi. Questo ti fa porre delle domande a te stesso sulla tua identità di genere e chiaramente anche sessuale.  Inoltre, a livello pratico, mi piacerebbe poter mettere lo smalto o truccarmi senza avere vergogna o timori di essere giudicato, o anche peggio. Esteticamente trovo che lo smalto su un uomo stia bene tanto quanto su una donna, così come il rosa o il trucco, per cui ho scritto le cose chiaramente senza filtri.  Mi piace il rap appunto perché posso esprimermi in modo diretto, magari non ti esprimeresti ugualmente parlando con le persone. Un rapper fortissimo a fare questa cosa ad esempio è Sfera, capisci al volo quello che vuole dire, quindi il messaggio arriva subito e direttamente e non ci sono fraintendimenti sulla singola frase”.

Cosa significa per te essere ‘fuoco che non scotta’?

“Non mi piace fare il discorso da “viviamo in una società che…”, perché penso che nella maggior parte dei casi sia un generalizzare inutile, tuttavia questa volta risulta veritiero, perché la nostra società impone davvero agli uomini di dover fare le “cose da uomo” come portare a casa lo stipendio più alto, essere i più forti fisicamente, fare il primo passo con le ragazze, o altro. Io non mi ritrovo nelle etichette affibbiate dalla società, perché non mantengo ancora nessuno e sono uno stuzzicadenti di 60 chili che se non conosce una ragazza è super impacciato. Pratico kickboxing da quattro anni ormai, ed é capitato negli sparring di avere contro ragazze più pesanti di me che me le hanno pure date (in amicizia eh). Tutto questo insieme di cose mi fa pensare che io, pur essendo uomo, non faccia valere la mia mascolinità, la mia virilità, quindi nella mia canzone mi sono paragonato a un fuoco che non può scottare, come se fosse innocuo”.

Si pensa che le giovani generazioni siano prive di pregiudizi circa l’identità di genere, è così? O le discriminazioni, i fraintendimenti, esistono ancora?

“Esistono eccome e tutti i ragazzi lo sanno. Probabilmente in media sono meno rispetto a, che ne so, 30 anni fa, però è ancora presente una forte percentuale di giovani, specialmente ragazzi di sesso maschile, a cui fa paura la diversità. La sensazione che le nuove generazioni siano completamente senza pregiudizi è un’illusione data da internet, perché tu vedi solo chi dice qualcosa, ma in realtà non sai mai cosa pensa la singola persona che non posta mai nulla e non esprime mai la sua opinione su internet, perché nella vita reale potrebbe benissimo essere totalmente contrario a quello che va in tendenza. E nella vita reale si percepisce che queste persone non sono poche”.

Chi è per te un uomo?

“È una domanda complicata in quanto non lo so nemmeno io con precisione, penso che al giorno d’oggi la definizione precisa non esista. Non dico che siamo uguali perché non è così, a parte le ovvie differenze anatomiche mi viene in mente che l’uomo possa essere una persona più lineare nei ragionamenti, che viene colpito meno dalle emozioni nei momenti di decisione. La cosa comica è che questa descrizione nemmeno mi rispecchia, pur essendo un uomo”.

E una donna?

“Il discorso è simile: la prima caratteristica che mi viene in mente delle donne è la sensibilità o la dolcezza, ma come ho conosciuto donne molto amorevoli e sensibili ho conosciuto anche delle stronze apatiche totali. Io ad esempio sono molto sensibile, questo significa che sono una donna? Non è una domanda così scontata e stupida secondo me, visto la quantità di “femminuccia” che mi sono stati affibbiati negli anni. Forse ognuno é fatto a modo suo e dovrebbe essere libero di decidere come definirsi, io nelle mie canzoni vorrei solo far venire il dubbio all’ascoltatore, vorrei che arrivi a chiedersi “ma ha senso che questa cosa sia da maschio o da femmina? In base a cosa lo è? Alla fine il senso dell’arte penso sia far sorgere delle domande al fruitore”.

Il sesso oggi è una merce ‘a buon mercato’, nel senso che viviamo in una società molto ‘erotizzata’ in cui sembra che i tabù non esistano più. Per te cos’ è il sesso? 

“Essendo che oggi il sesso è completamente sdoganato e senti chiunque parlarne, anche alle scuole medie (se non prima), penso venga prima la curiosità interiore piuttosto che una spiegazione dal mondo. La mia generazione si è informata completamente su internet della questione, senza i vari “discorsetti” che c’erano in passato. Io ho imparato tutto alla buona su internet e forse sarà per questo che il sesso non lo vivo in modo totalmente sereno, è una cosa piacevole alle volte così come può essere una ‘tortura’. Tengo a precisare che questa sofferenza sull’argomento viene da dentro di me e non dalle altre persone, infatti sono stato fortunato a trovare (quasi) sempre partner comprensivi e aperti di mente, che mi hanno trattato bene insomma, e alla fine penso che l’importante nel sesso sia questo, ovvero qualunque cosa succeda, trattare ed essere trattati bene e con rispetto”.

Cosa rappresenta per te la musica?

“La musica è quella cosa a cui penso ogni giorno in ogni momento della giornata da almeno 10 anni, sono totalmente ossessionato dal rap, ascolto senza fatica dischi su dischi di qualunque sottogenere e anche degli artisti emergenti sconosciuti. Con la musica che faccio io voglio divertirmi, ma al tempo stesso far sorgere dei dubbi, di qualunque genere all’ascoltatore, perché come a me ha fatto crescere certa musica, la mia potrebbe far crescere qualcun altro.  È anche una cosa per divertirsi però, io ascolto quintali di roba con meno concetti e che mi basta che suoni bene.  I rapper che fanno il pippone su tutto e non si divertano mai mi annoiano abbastanza, ma ascolto pure loro perché appunto sono onnivoro di rap. Mi manca ancora tanta roba da ascoltare però e penso che prima o poi dovrò aprirmi al 100% ad altri generi, anche perché ho iniziato a fare lezioni di canto da un anno e rimanere confinato in un solo genere mi limiterebbe”.

I tuoi artisti preferiti al momento?

“In Italia Ernia e Villabanks, quest’ultimo in particolare è fortissimo perché si vede che, nonostante sia un emergente, ha passione per il rap e chi se ne intende un minimo di metrica/tecnica ecc… sa di cosa parlo. Senza contare che parlare sempre di sesso, sempre in modi diversi richiede una certa abilità. Di americani invece sono in fissa con Baby keem, l’ho scoperto e ho pensato ‘questo é fortissimo’ e infatti subito dopo è uscito con Travis Scott, Kanye West e, prima di capire che fosse suo cugino, Kendrick. Gli emergenti che poi emergono li azzecco quasi sempre comunque”.

Progetti?

“Dopo ‘Fuoco deve uscire il resto dell’Ep,  ‘Quattro’, successivamente ci sarà ‘Tre’, poi a logica ‘Due’, eccetera. Ho programmato tutto nella mia testa, tante volte mi mandano i beat e rispondo “questo lo pubblico tra 4 anni”.

Se ti dico Luce! a cosa pensi?

“A un bel progetto per promuovere l’uguaglianza e frenare l’ignoranza e soprattutto raccontare i cambiamenti. Sono sempre contento di poter avere uno spazio su siti d’informazione dinamici come questo, infatti vi ringrazio!”.