“Battisti 239”, il condominio inclusivo a Padova dove tutti possono sentirsi a casa propria

La Fondazione Irpea, a Padova, ha dato vita ad un progetto di inclusione per fornire un percorso di autodeterminazione e vita indipendente a chi ha disabilità intellettive lievi. "La società si costruisce attorno a persone che si riuniscono in una comunità"

Il Condominio inclusivo a Padova – Fondazione Irpea

Da fuori potrebbe sembrare un comune palazzo di appartamenti, come tanti. Ma quello in via Cesare Battisti, nel cuore della città, è un luogo tutt’altro che ordinario. Un lungo portico, grandi facciate gialle e tante finestre: il “Battisti 239 – condominio inclusivo a Padova” è un progetto di inserimento e accompagnamento all’autonomia unico, realizzato da Fondazione Irpea (clicca qui) per permettere a giovani-adulti con disabilità intellettiva medio-lieve di avere una vita indipendente anche se in coabitazione. Il tutto declinato all’interno di un contesto condominiale e di vicinato preesistente, con inquilini e famiglie di diversa età e condizione. Undici appartamenti, dei quali nove sono di proprietà di Irpea. Al secondo piano, ad esempio, vivono Dario Ponchio, 27 anni, e Samuel Pulze, 22. Il primo svolge un tirocinio alla Cooperativa San Francesco di Cadoneghe, mentre il più giovane lavora alla Fattoria Sociale Il Brolo della Cooperativa Idee Verdi di Selvazzano Dentro. Due grandi amici che hanno scelto di sperimentare un percorso di coabitazione e vita indipendente, grazie al supporto degli educatori e operatori socio-sanitari della Fondazione. E che hanno trovato nel vicinato un sostegno e un affetto insperato. Dall’appuntamento fisso con la signora Elda, la signora ebrea 90enne che vive al terzo piano, per giocare a carte e per ascoltare le sue storie di un passato drammatico segnato dalle leggi razziali, alle serate trascorse al pub sotto casa con Lucio e la moglie Gianna, del primo piano.

Un momento dell’inaugurazione del Condominio Inclusivo lo scorso settembre – Fondazione Irpea

E poi i fine settimana trascorsi con la coppia in campagna, perché Dario e Samuel amano stare all’aria aperta, anche solo per lunghe chiaccherate con la psicoterapeuta Susanna, che abita nel palazzo da quando era ancora studentessa. I due amici ormai fanno parte della ‘famiglia’ del Battisti 239 da marzo 2021, da quando si sono presentati, porta a porta, a tutti gli inquilini, organizzando anche un aperitivo nel cortile interno, per instaurare con loro un rapporto di piacevole convivenza. Come loro, al terzo piano, abitano Annalisa e Giuliana, le nuove arrivate ma subito inserite nel contesto del “Condominio solidale”. Che, spiega l’Assessora alle Politiche educative e scolastiche e al volontariato Cristina Piva “dà la possibilità alle persone che accoglie di vivere la vita secondo le proprie esigenze e aspirazioni nel principio dell’autodeterminazione. È una realtà che fa luce sull’importanza della persona e della sua autonomia, è un’idea fantastica per far capire che la società si costruisce attorno a persone che si riuniscono in una comunità”. Un contesto abitativo eterogeneo e di scambio reciproco di esperienze, perché a fianco di questi giovani-adulti con disabilità lieve ci sono appunto le storie di tante altre persone che popolano il palazzo e che attivano con i ragazzi virtuosi processi di buon vicinato: studenti, coppie, famiglie con figli, anziani. Insomma ci sono tutte le premesse perché si realizzi quel progetto di inclusione promosso da Irpea, che da tante scintille isolate vuol creare un’abbagliante luce di possibilità.