Bebe Vio “convoca” campioni olimpici e paralimpici per Wembrace, una sfida alla pari unica al mondo

La medaglia d'oro paralimpica nel fioretto a Rio2016 e Tokio2020 organizza una sfida inedita: campioni normodotati e con disabilità si sfideranno a Milano il 25 ottobre nel basket e nella scherma in carrozzina, nel sitting volley e nel calcio. "Lo sport integrato serve ad abbattere pregiudizi e a dimostrare la grande forza e competitività dei paralimpici". Biglietti in vendita on line

Sulla scia delle recenti Paralimpiadi, da sempre impegnate nella grande missione di sensibilizzare il pubblico al valore della diversità, Bebe Vio e art4sport, l’associazione fondata nel 2009 dai genitori della campionessa paralimpica di scherma, lanciano WEmbrace Sport. Un evento sportivo benefico che si svolgerà lunedì 25 ottobre a partire dalle 19 all’Allianz Cloud di Milano. Una serata unica nel suo genere in cui campioni delle nazionali olimpiche e paralimpiche saranno impegnati tutti insieme in una sfida sportiva inedita.

Bebe Vio con l’oro paralimpico individuale di Tokio2020

L’evento presentato online, con la partecipazione del presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli, del presidente del Coni Giovanni Malagò, dell’assessore al turismo, sport e qualità della vita del Comune di Milano Roberta Guaineri, e dei genitori di Bebe, Teresa e Ruggero Vio,  ha per obiettivo dimostrare come lo sport paralimpico sia a tutti gli effetti paragonabile a quello olimpico.

Il paralimpismo insomma è sport a tutti gli effetti e regge il confronto con il meglio dello sport dei normodotati sia dal punto di vista della spettacolarità, che da quello emozionale e competitivo, grazie alla grande capacità ed energia tipiche di chi pratica questo tipo di discipline.

 

“Un evento davvero figo”

 

“WEmbrace Sport sarà un evento davvero figo– anticipa Bebe – e dopo aver partecipato alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Tokyo 2020, ci ritroveremo tutti insieme per sfidarci gli uni contro gli altri! Per me lo sport integrato è un modo per abbattere i pregiudizi e dimostrare a tutti la grande forza e competitività degli atleti paralimpici. Siamo tutti diversi, ognuno ha i propri limiti, le proprie debolezze ma anche i propri punti di forza e fare sport integrato può davvero mostrare le qualità di ciascun atleta e rappresentare un arricchimento per chiunque assisterà alle competizioni”. WEmbrace Sport vuole essere dunque un’occasione per coltivare ulteriormente quel processo di sensibilizzazione sul tema della diversità, che non va vissuta mai come un limite ma, anzi, è sempre più importante imparare a riconoscere come un bene unico e un diritto da tutelare. Un concetto che è ben rappresentato anche dal nome scelto dall’evento: WEmbrace, infatti, nasce dall’unione delle parole inglesi We Embrace, che tradotte in italiano significano Noi Abbracciamo. Un’azione che può essere compiuta con entusiasmo insieme a un’altra persona ma che è anche da rivolgere a s é stessi.

 

Quattro discipline, in versione paralimpica

 

Le discipline in gara nel corso della serata all’Allianz Cloud di Milano saranno quattro, tutte giocate nella loro versione paralimpica. Ecco così che dal basket, al calcio, fino al volley e alla scherma, non mancheranno le occasioni per assistere a sfide entusiasmanti con protagonisti campioni olimpici e paralimpici.

I biglietti sono già disponibili  su Ticket master.It. I fondi raccolti andranno a sostegno della mission di art4sport, che organizza l’evento con il supporto di numerosi partner ed è realizzato anche grazie al contributo del dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Patrocinano WEmbrace Sport il Cip (Comitato italiano oaralimpico), il Coni, il Comune di Milano e Milanosport. Le Federazioni coinvolte sono: Fderscherma, federbasket, la Federvolley,  la Federazione basket in carrozzina e la Federazione sport paralimpici e sperimentali (Fispes)  con la partecipazione straordinaria di Milan e Inter e, per il basket in carrozzina, Briantea84.

 

Un’Academy per lo sport inclusivo

 

 

WEmbrace Sport farà da apripista a un altro grande progetto in cui sarà impegnata la campionessa paralimpica di scherma: la Bebe Vio Academy (Bva), progetto in partnership con Nike, organizzato e gestito pure da art4sport, prima accademia italiana a favore dello sport inclusivo con un programma triennale gratuito di attività multi sportive rivolto a bambini e ragazzi con e senza disabilità fisiche di età tra i 6 e i 18 anni. Il progetto che comprenderà calcio, atletica, basket in carrozzina, sitting volley e scherma in carrozzina, si svolgerà a Milano, con cadenza bisettimanale, al Centro sportivo Iseo e il Bicocca stadium. Inizio il 26 ottobre con l’evento esperienziale in cui i ragazzi si sperimenteranno, divertendosi, nei vari sport, partecipando anche a workshop dedicati e incontri con grandi campioni olimpici e paralimpici di ritorno da Tokyo 2020. La Bva durerà 3 anni con lo scopo di favorire sempre più la conoscenza, l’accettazione e l’integrazione delle diversità partendo dalle nuove generazioni. Gli iscritti all’Academy verranno poi indirizzati verso le società sportive di riferimento per proseguire il percorso iniziato durante le sessioni di allenamento.

 

 

“Ursula,  gasatissima per WEmbrace”

 

Bebe Vio al parlamento Europeo, ospite di Ursula von der Leyen, sua grande ammiratrice

Durante la presentazione avvenuta in streaming, Bebe Vio si è soffermata sull’incontro del giorno precedente al Parlamento Europeo, su invito della presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. “E’ stato bellissimo, doveva essere una cena ‘easy’ e invece è finita al Parlamento di Strasburgo. Siamo contentissimi perché ci ha chiamati per parlare di tutte le cose che abbiamo in comune”. ha detto Bebe Vio, in conferenza stampa. “Le interessava capire lo sport paralimpico, come si può sviluppare e come può essere utile anche lei. Abbiamo parlato molto anche di WEmbrace, lei è gasatissima. Portare questo evento anche fuori dall’Italia era il nostro sogno e adesso con lei sarà ancora più facile”.

 

 

Italia esempio per il mondo

 

 

La Von der leyen “ha detto che sono un esempio per tutti? Mi piace avere l’etichetta dello sport in generale – ha concluso Bebe Vio – mi sono resa conto di quanto in Italia siamo forti da questo punto di vista. Avere il suo sostegno sarà molto figo, ci siamo resi conto di quanto possiamo dare una mano all’estero. Perché più andiamo fuori e più ci rendiamo conto quanto stiamo avanti in temi di inclusione paralimpica. In Giappone ci siamo resi conto che i disabili non si vedono per strada perché hanno percorsi specifici. In Russia sostengono addirittura che non esistono persone con disabilità nel loro paese, solo perché non li vedono”.

 

 

Un sequel per il film sulle Paralimpiadi

 

 

“Ci sarà un seguito di Rising Phoenix”, ha annunciato Bebe Vio spiegando che avrà un “2” il documentario del 2020 sulla storia delle Paralimpiadi. “Abbiamo riscontrato molto interesse per il film. Anche a Strasburgo vogliono analizzare come lavoriamo noi in Italia, quello che facciamo attraverso l’associazionismo e lo sport, perché ci sono casi virtuosi che vogliono esportare all’estero. E’ una ‘figata’ pazzesca, possiamo aiutare l’Europa”, ha aggiunto la campionessa paralimpica.

 

Un allenamento di Bebe Vio (foto dal suo profilo)

Rischio di morte e operazione

 

 

“Mi sono rinchiusa nel mio mondo, una cosa che di solito io non faccio. Lo sapevano solo i miei amici più stretti ed i miei allenatori. Io non ho voluto dire niente, un pò per non dare un vantaggio agli avversari della scherma e poi perché a livello morale ancora non lo stavo accettando”.

Bebe Vio, in collegamento con Sky Sport per parlare dell’evento WEmbrace Sport, così ha ricordato lo choc subito lo scorso aprile, quando le fu data la notizia che doveva sottoporsi ad un intervento che metteva a rischio la sua partecipazione ai Giochi di Tokyo, con rischio di amputazioni o addirittura di morte. “Una delle cose più difficili è stata trovare il coraggio di chiamare i miei allenatori e dire loro che il braccio andava operato subitissimo e non so se ce la faremo per Tokyo” ha ricordato la campionessa olimpica.

 

 

Pancalli: “Un abbraccio fra normodotati e disabili”

 

 

“WEmbrace è un abbraccio, un intreccio straordinario tra ragazzi normodotati e disabili. Si colloca sull’onda lunga di Tokyo 2020 e si svolgerà in un palazzetto che va oltre l’accessibilità e l’accoglienza per chiunque”. Così il presidente del Cip, Luca Pancalli.

 

 

Malagò: “Un passo nel futuro”

 

 

“Quando Bebe Vio e art4sport chiamano è difficile dire di no, soprattutto per un evento cosi’ importante. Felice di sostenere l’evento, assieme al Cip, a Ruggero e Teresa Vio per WEmbrace Sport. Non èsolo una sfida tra campioni ma un passo nel futuro nella città olimpica di Milano”. Cosi’, su Twitter, Giovanni Malago’, dopo la presentazione dell’evento WEmbrace Sport.

Durante la conferenza stampa di WEmbrace Sport, il capo del Coni aveva dichiarato che “per dare maggiore spazio e importanza allo sport nelle scuole serve un Piano Marshall”.  “Bisogna assumere insegnanti laureati in scienze motorie, servono palestre e impianti scolastici rinnovati, più ore nell’ambito curriculare”. Malagò ricorda come questo sia un “annoso problema irrisolto” e rivendica i maggiori investimenti fatti dal Coni sul tema (“destinavamo 10 milioni quando sono arrivato, oggi la cifra è molto migliorata”), attraverso i progetti Alfabetizzazione Motoria, Buona Scuola e Sport di Classe: “Ma oggi non è più di competenza nostra. Spetta ad altri, Stato e Governo”.