Becky Hammon, l’allenatrice NBA quasi assunta: “Io sottovalutata, diventerò capo allenatore”

Per giorni è stata data molto vicina alla panchina dei Portland Trail Blazers per poi vedersi preferire un ex giocatore con molta meno esperienza. "La storia non si fa con i quasi"

Ci sono molti casi in cui “quasi” non significa nulla. Non si può quasi smettere di fumare, non si può quasi stare a dieta, non si può quasi assumere una donna.

La storia è quella di Becky Hammon, assistente allenatore di Greg Popovich ai San Antonio Spurs, squadra di basket NBA. La Hammon ha fatto la storia sul parquet e, più tardi in panchina:

“Il sentiero che sto tracciando qui a San Antonio è un sentiero di resilienza” dice la 44enne di Rapid City, South Dakota “Sono sottovalutata da tutta la vita, le persone mi dicevano ‘Non sei abbastanza brava‘, non sono stata selezionata al draft, ma alla fine ho giocato per 16 anni nella WNBA e sono stata selezionata nel team “all star”. Di tutto questo però non cambierei nulla, le porte che mi hanno sbattuto in faccia, le scottature e i fallimenti, tutto ciò mi ha portata fino a qui. Ad abbattere i limiti che gli altri mi hanno imposto. Un giorno diventerò capo allenatore NBA, ne sono sicura”

Becky è stata la prima donna a guidare una squadra Nba. Il 30 dicembre scorso, durante la partita degli Spurs contro i Los Angeles Lakers, a causa dell’espulsione di Popovich. In queste settimane il suo nome era tornato d’attualità: secondo gli addetti ai lavori la Hammon era al colloquio finale per la panchina dei Portland Trail Blazers, entrando ancora una volta nella storia della Nba come prima donna a riuscirci.

Alla fine però, il tutto è finito in un nulla di fatto, con la dirigenza dei Blazers che ha puntato su Chauncey Billups, grande ex giocatore, ma con una esperienza in panchina quasi nulla rispetto alla Hammon: gli anni a bordocampo sono sette contro uno a favore di Becky.  È dunque partita la gogna mediatica nei confronti della franchigia dell’Oregon, rea di aver fatto trapelare la notizia di considerare una donna per il ruolo di capo allenatore solo per ottenerne dei benefici di visibilità.

La stampa americana sottolinea come i San Antonio Spurs, quando nell’agosto del 2014 decisero di assumere Becky, non fecero uscire nessun tipo di indiscrezione. Popovich ha scelto Becky non in quanto donna, ma in quanto persona competente nel suo campo, la pallacanestro.

Probabilmente se la Hammon fosse un uomo sarebbe a capo di una squadra da diversi anni. La squadra di Portland ha provato a mettersi in luce per una visione inclusiva e non discriminatoria, ma assumendo l’allenatore con meno esperienza non hanno fatto altro che ricadere nei classici stereotipi per cui una donna non viene assunta nel ruolo di campo allenatore. Sbandierare come un traguardo il fatto di aver considerato un’allenatrice nei colloqui finali è lo specchio di quanta strada ci sia ancora da fare.

Perché con i quasi, non si va da nessuna parte.