Benjamin Carpenter, papà single e gay da record: ha adottato cinque bambini con disabilità

“Se io ho cambiato la loro vita, loro hanno fatto altrettanto con la mia”. Jack, Ruby, Lily, Joseph e l'ultimo arrivato, il piccolo Louis: c'è chi è affetto da autismo, chi ha la sindrome di Down, chi è sorda. Ma tutti si amano e si sostengono a vicenda

Benjamin Carpenter, gay e single di 37 anni, non ha aspettato che arrivasse l’anima gemella per realizzare il sogno di diventare papà. Ha fatto tutto da solo e dopo infinite e tormentate lotte per ottenere l’ok da parte dei servizi sociali, è riuscito a costruire il suo tanto agognato impero, la sua famiglia “speciale”. Il suo tesoro più prezioso, infatti, sono i suoi cinque bambini, tre maschi e due femmine, tutti affetti da disabilità di varia natura: Jack di quattordici anni, le sorelle Ruby e Lily, di undici e nove anni, ed infine Joseph e Louis, rispettivamente di sei ed un anno, entrambi con la sindrome di down. Jack, il primogenito di Ben, ha l’autismo, Ruby ha la sindrome di Pierre Robin e l’uso limitato delle braccia a causa di ossa mancanti, mentre Lily è sorda.

L’uomo, originario del West Yorkshire, Gran Bretagna, ammette che fin dalla tenera età ha maturato il desiderio di diventare genitore: “L’adozione è sempre stata al centro dei miei pensieri – sostiene – A 21 anni ho capito che volevo diventare padre il prima possibile, forse ero giovane ma ho sempre avuto una testa da vecchio sulle spalle. Da single, ero convinto che anche loro non mi avrebbero preso sul serio, ma ero al settimo cielo quando è successo. A causa del precedente lavoro con adulti e bambini disabili, sapevo che era giusto per me adottare un bambino disabile, perché sapevo che sarei stato in grado di prendermi correttamente cura di loro. All’inizio ho visto una pubblicità dei servizi sociali locali di adozione in cerca di genitori adottivi, e ho pensato che mai avrebbero voluto come un ragazzo single. Ma ho detto loro chi ero e dove lavoravo e sono stati davvero positivi e molto entusiasti di me, così ho adottato un bambino. Nove anni dopo, ho cinque figli e non cambierei nulla.”

A Benjamin ci sono voluti 3 anni per convincere le autorità della serietà della sua richiesta e nel 2005, quando si è coronato il suo sogno, è diventato anche uno dei più giovani uomini gay del Paese a ottenere l’adozione di un bambino. Il suo è stato un gesto molto impegnativo: “Promuovere l’adozione è la cosa più gratificante, soddisfacente e impegnativa che ho fatto, ma ho sempre detto che l’adozione di un figlio disabile non è per tutti“. E sui bambini con questo tipo di difficoltà dice: “Sono le creature più vulnerabili di questo mondo e quelle che più hanno bisogno di una casa amorevole e piena di attenzioni”.

Purtroppo, Ben ha subito una perdita devastante quando, nel novembre 2019, ha perso un figlio, Noah, a causa della sindrome di Cornelia de Lange, rara malattia genetica che può ritardare lo sviluppo. A colmare quel vuoto nel suo cuore e ad aiutarlo a rimarginare in parte la ferita, per fortuna, c’erano gli altri quattro fratelli, che gli sono sempre stati accanto. In ogni momento difficile i bimbi ci sono sempre gli uni per gli altri. A tal proposito, Ben dice che “è bello vedere come si sostengano tutti a vicenda e sono anche orgoglioso di aver dato loro un ambiente stabile e felice in cui crescere. Se io ho cambiato la loro vita, loro hanno fatto altrettanto con la mia”.