Benzina e diesel sopra i 2 euro, così l’Italia affronta la crisi energetica in Europa

Stop alla dipendenza da gas e carbone e avanti con le rinnovabili. Il piano del nostro Paese per mettere la Russia alle corde. Intanto però famiglie e aziende pagano il conto più caro della crisi dell'energia

Mercoledì 9 marzo i 705 deputati al Parlamento europeo si sono riuniti in sessione plenaria a Strasburgo. Tra le questioni all’ordine del giorno, la crisi energetica in Europa. La guerra in Ucraina (qui le ultime notizie) ha evidenziato quanto la dipendenza dalla Russia possa mettere in crisi l’intero sistema economico del Vecchio continente e, mentre sui social impazzano post sul caro-benzina, i decisori politici non usano mezze parole per affermare che, qualunque sia il prezzo da pagare per le sanzioni inviate all’indirizzo del Presidente Vladimir Putin e degli oligarchi russi, dovrà essere pagato.

La guerra in Ucraina ha evidenziato quanto la dipendenza dalla Russia possa mettere in crisi l’intero sistema economico dell’Europa

Crisi energetica in Europa, famiglie e aziende pagano il conto più caro

Il punto è che a dover fare fronte al costo più alto, almeno per adesso, sono famiglie e aziende, già messe a dura prova da due anni di pandemia. Durante il suo intervento in sessione plenaria, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha lanciato un monito chiaro: serve un impegno collettivo, esattamente come è accaduto per la lotta al Covid-19. Bene, quindi, il taglio di due terzi della dipendenza dell’Unione dal gas russo attraverso misure economiche e tecniche, ma servirà la collaborazione delle cittadine e dei cittadini. Iniziare a diminuire l’uso del gas domestico è, nella sua opinione, un’azione da mettere in campo da subito. I comportamenti individuali e l’impegno collettivo sembrano essere nuovamente l’unica strada da percorrere.

In Italia benzina e diesel hanno già superato i 2 euro al litro

Benzina e diesel sopra i 2 euro

Nel frattempo, stando ai dati diffusi da Quotidiano Energia, in Italia il costo del diesel servito sta raggiungendo quota 2,1 euro al litro. La benzina, invece, lo ha già superato. Rincarato anche il metano. E se, da una parte, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha fatto sapere che è allo studio un nuovo pacchetto di sanzioni, dall’altra ha reso noto il fatto che al centro del dibattito europeo c’è la necessità di proteggere i consumatori e il loro potere di acquisto, affinché la guerra non abbia conseguenze di medio e lungo termine nell’economia reale. Tra le priorità, anche la difesa del servizio elettrico. L’Europa non può permettersi ipotesi di razionamento. Per farlo, dovrà scommettere su un nuovo mix energetico. Meno gas e carbone e più investimenti sulle rinnovabili: questa la strategia per mettere la Russia alle corde.

Per ridurre la dipendenza dal gas russo, l’Italia sta accelerando sull’uso delle rinnovabili

Stop al gas e al carbone, l’Italia accelera sulle rinnovabili

Dal canto suo, l’Italia sta lavorando per ridurre velocemente la propria dipendenza dal gas di Putin. Con le rinnovabili, ma non solo. Interlocutore prioritario del Governo l’emiro del Qatar, Al Thani. Il primo aggiornamento sul tema si terrà in occasione del prossimo vertice informale di giovedì e venerdì a Versailles. Per quanto ci riguarda, il dato certo da cui partire è severo: il Belpaese importa dalla Russia circa 29 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Per dirla in termini percentuali, circa il 40% del totale. Il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha fatto sapere che già entro la primavera sarà possibile rimpiazzare circa 15-16 miliardi di metri cubi di gas. Sulle centrali a carbone è stato invece lapidario: l’ipotesi non è in campo. L’unica alternativa attualmente sul tavolo è la messa a pieno regime delle due centrali in funzione: Civitavecchia e Brindisi. Il traguardo prefissato dal Ministro è la totale indipendenza entro 30 mesi. Presto, scopriremo come.