Bimbi costretti a vendere benzina o derubati del cibo dai più grandi: in Libano è sos infanzia, fra abusi, violenze e degrado

La denuncia di Save the children fotografa una realtà pesante, fatta di sfruttamento e negazione a causa della povertà dilagante per le famiglie colpite dalla crisi economica. Si chiedono aiuti per i piccoli libanesi e di ogni altra nazionalità che vivono nel paese, dove sono presenti migliaia di famiglie rifugiate

 Il quadro che  emerge è sconfortante: bambini di appena cinque anni  costretti a scendere in strada per vendere benzina al mercato nero e raccogliere rottami metallici e plastica,  a subire violenze e abusi verbali mentre cercano di guadagnare denaro per le famiglie in strada. Spesso vengono aggrediti da branchi di cani randagi o da altri bambini, che li derubano del cibo avanzato.

Crisi economica, instabilità politica e  covid-19 hanno negli ultimi mesi reso ancora più intollerabile la situazione, con i i prezzi  anche dei generi di primissima necessità che crescono vertiginosamente e il valore della sterlina libanese letteralmente crollato. Come se non bastasse, la  parziale revoca delle sovvenzioni sul carburante ne ha fatto aumentare il prezzo del 55% in 14 giorni, facendo salire i prezzi per il cibo e altri beni. E le interruzioni di corrente fino a 21 ore al giorno hanno causato il raddoppio delle bollette del generatore, con alcuni proprietari che addebitano 500.000 sterline (circa $ 330 al tasso bancario ufficiale) per far funzionare un generatore per un mese, l’equivalente di circa il 78% del salario minimo che è di i circa 640.000 sterline libanesi.  La valuta locale ha perso oltre il 90% del suo valore negli ultimi 18 mesi.

Macerie a Beirut dopo l’esplosione del 6 agosto 2020 nella zona del porto

Il peggioramento della situazione economica ha lasciato oltre un milione di bambini, sia libanesi che rifugiati, bisognosi di sostegno umanitario e assistenza alimentare. In zone come il centro di Beirut, c’è stato un notevole aumento del numero di bambini che mendicano per strada, molti dei quali chiedono aiuto per comprare il latte o il pane per i loro fratelli.

Lo staff di Save the Children ha riportato un drammatico aumento del numero di bambini che lavorano in strada quest’anno, riscontrando 306 casi di lavoro minorile nella prima metà di quest’anno rispetto ai 346 casi nell’intero 2020.

“Il collasso economico del paese e il calo del potere d’acquisto delle persone hanno spinto molte famiglie di tutte le nazionalità a mandare i propri figli a fare lavori pericolosi ed estenuanti – denuncia l’Organizzazione – come la vendita di fazzoletti sulle autostrade, la raccolta di bottiglie di plastica e il lavoro prolungato nelle fattorie e nelle famiglie. Save the Children e i suoi partner sostengono queste famiglie con denaro e altri servizi per evitare che i bambini debbano lavorare e per garantire che non abbandonino la scuola”.

“Praticamente in qualsiasi villaggio o città del Libano si vedono bambini che trasportano borse pesanti in un supermercato, vengono sgridati o chiedono pochi spiccioli per comprare il pane per la loro famiglia. Questa è tristemente diventata una scena normale per le strade e nei negozi del Libano. Si fa affidamento sui minori come sugli adulti per assicurare un sostentamento alle famiglie. Vengono sfruttati dai datori di lavoro che reclutano i bambini perché sono più economici, ma anche più vulnerabili. Non possiamo accettare questa situazione come fosse un dato di fatto –  spiega Jennifer Moorehead, direttrice di Save the Children in Libano –  Questa è una crisi che richiede l’azione del governo, delle comunità, della società civile e delle ong. I bambini vengono lasciati per strada a rovistare, implorare e subire abusi. Con la situazione in Libano che peggiora di giorno in giorno, possiamo solo aspettarci che questa crisi si deteriori ulteriormente, esponendo ancora di più i minori ad abusi e violenze”.

Save the Children chiede un’azione urgente per garantire alle famiglie più vulnerabili di tutte le nazionalità in Libano l’accesso a un sostegno finanziario di emergenza distribuito in modo trasparente e un sostegno complementare al benessere dei bambini.