Biodiversità, WWF: “Bozza Onu inadeguata. Serve una risposta urgente alla crisi della natura”

Poco ambiziosa e non in grado di esprimere "quell’urgenza necessaria ad invertire la perdita di biodiversità e garantire un mondo nature-positive in questo decennio"

Il WWF boccia con decisione la bozza di accordo, pubblicata dalla Convenzione per la Biodiversità (CBD) dell’ONU.

Per l’organizzazione internazionale di protezione ambientale la crisi della natura richiede infatti  una risposta “globale, completa, urgente e ambiziosa” che includa sia maggiori azioni per la conservazione della natura, sia “la trasformazione dei fattori che determinano la perdita di biodiversità, compresi la nostra agricoltura, il sistema alimentare e le infrastrutture, che necessitano di alternative sostenibili“.

Bene dunque “l’inclusione di un obiettivo per proteggere il 30% della terra, delle acque dolci e degli oceani entro il 2030, che deve essere subordinato ad un approccio che riconosca, assicuri e tuteli i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali alle proprie terre e acque”. Ma suscitano invece  grande preoccupazione l’assenza di un traguardo specifico per dimezzare l’impatto di produzione e consumo entro il 2030 e l’obiettivo, particolarmente debole, per quanto riguarda le specie.

“È necessario che il testo includa un obiettivo globale chiaro e misurabile per la natura, simile a quello già presente per il clima.  Non possiamo rischiare di perdere un altro decennio. La scienza non è mai stata così chiara: agire sulla natura non è solamente essenziale per ridurre la nostra vulnerabilità nei confronti di future pandemie, ma è anche cruciale per affrontare la crisi climatica e garantire un futuro equo e prospero per tutti”, dichiara Marco Lambertini, Direttore Generale del WWF Internazionale. 

Lambertini sottolinea come “ottantanove leader mondiali hanno, ad oggi, approvato il Leaders’ Pledge for Nature, impegnandosi ad invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Tuttavia, l’ambizione e l’urgenza della bozza di accordo sono significativamente inferiori a quanto necessario per garantire un mondo nature positive in questo decennio”. 

“Con le attività umane che continuano a guidare la perdita irreversibile della biodiversità, spingendo le specie verso l’estinzione e gli ecosistemi verso il collasso – conclude  Lambertini – esortiamo i leader ad intensificare e mantenere i propri impegni, istruendo i propri negoziatori a garantire un risultato davvero incisivo“.

Carente anche il linguaggio della bozza sulla responsabilità e la trasparenza che, secondo il WWF è particolarmente debole. “Sarà essenziale che le parti lavorino per rafforzare questa sezione, garantendo l’inclusione di un meccanismo di implementazione efficace nell’accordo finale che responsabilizzi i Paesi” denuncia l’associazione. 

Che auspica: “Le parti devono agire urgentemente per rafforzare la bozza di accordo al prossimo round di negoziati ad agosto. Per fermare ed invertire la perdita di biodiversità è essenziale che alla COP 15 di Kunming (Cina) venga adottato un accordo completo per invertire la perdita di biodiversità e assicurare l’implementazione degli obiettivi e target in esso contenuti”.