Main Partner
Partner
Luce
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • 8 marzo
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Luce
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • 8 marzo
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Luce

Home » HP Blocco Testo Destra » Donne e soldi, un binomio difficile ma possibile. Come? Lo spiega Ami Fall: “Signore, è ora di contare!”

Donne e soldi, un binomio difficile ma possibile. Come? Lo spiega Ami Fall: “Signore, è ora di contare!”

Sui social, dov'è sbarcata nel 2019 come @pecuniami, aiuta chi vuole prendere in mano la propria situazione finanziaria. L'intervista all''amica che lavora in banca" che racconta il gender gap nell’accesso al credito come una realtà radicata che sono in 5 Paesi al mondo - Canada, Estonia, Ungheria Nuova Zelanda e Slovenia - non esiste

Rita Bartolomei
5 Aprile 2022
Share on FacebookShare on Twitter

Donne e soldi, si può? Sì. Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, – “L’amica che lavora in banca”, prestata ai social (con successo) -, è riuscita a far andare d’accordo le due parole. E spiega come in Signore, è ora di contare!, dove il punto esclamativo fa parte dell’allenamento. Il sottotitolo recita infatti “manuale di consapevolezza finanziaria”.

Ami Fall-pecuniami
Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, da oltre 20 anni lavora in banca

Di solito si ha il desiderio di avere più soldi e insieme l’ansia di rimanere senza. Vale anche per le donne?
“Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro. Non puntano alla super performance, non si dicono ‘diventerò ricca’, ma cercano una gestione equilibrata che garantisca serenità”.

Mettono prima il benessere, dunque?
“Sì, anche troppo. Hanno talmente paura di preoccuparsi che a volte non osano neanche uscire dalla zona di comfort”.

Tra gli esercizi che suggerisce, fare i conti su quel cappotto di cashmire e pensare se è davvero un investimento, prima di allungare la carta di credito. Ma è bene anche sapere tutto sul ‘bancalese’, come lo chiama lei?
“La cosa importante è che noi, come quando andiamo dal dottore, siamo in grado di descrivere i nostri sintomi a chi ci deve aiutare nelle scelte finanziarie”.

Ami Fall
Sui social Pecuniami aiuta chi le chiede consiglio per gestire la propria situazione finanziaria: molte donne ma anche qualche uomo

Insomma dobbiamo far comprendere bene i nostri obiettivi?
“Esatto. Tipo: fra sei mesi voglio andare in vacanza, fra 10 anni voglio comprare casa, tra 5 voglio fare un master. E mai fermarsi al primo professionista. Proprio come si fa con i medici”.

Ma le donne, che tendono a delegare le finanze all’uomo di casa, quando maneggiano il denaro hanno l’ansia da prestazione?
“Sicuramente. Anche perché hanno meno soldi in tasca e quindi ne percepiscono ancora di più il valore. Tra gender gap e carriere non costanti, per le donne i soldi risparmiati hanno ancora più peso rispetto agli uomini. Che magari trovano anche meno difficoltà ad ottenere aumenti, sul lavoro“.

In altre parole, le donne sui soldi si sentono poco adeguate?
“Sicuramente c’è anche questo elemento, perché sono materie che non si imparano a scuola. È la risposta che le signore danno anche quando si fanno i sondaggi. Non lo hanno studiato e quindi non sono sicure che quello che stanno facendo sia corretto”.

Gender gap nell’accesso al credito. Lei scrive che solo in 5 Paesi – Canada, Estonia, Ungheria Nuova Zelanda e Slovenia – non c’è questo problema. Che cosa vuol dire?
“Ho iniziato la mia attività di divulgazione nel 2018, proprio colpita dai dati della Banca d’Italia che si riferivano addirittura al 2009. Indicavano esattamente questo, che le imprese femminili avevano difficoltà ad accedere al credito”.

Ami Fall - social
Ami Fall: “Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro, ne hanno meno in tasca e ne percepiscono maggiormente il valore”

Ma nel frattempo le cose sono migliorate?
“Direi proprio di no. Le imprese femminili per quanto siano meglio gestite, più piccole, vengono comunque percepite da chi fa le analisi come più pericolose. E quindi lo stesso credito viene concesso più difficilmente”.

Una scena tipo, in banca, oggi.
“Parto da una situazione che mi sono sempre immaginata. Tutte queste ragazze imprenditrici digitali che vanno in banca a chiedere ad esempio 5mila euro per una stampante 3D. Trovandosi magari davanti un funzionario non aggiornatissimo, magari un uomo che le prende un po’ sottogamba. E si sentono rivolgere la domanda fatidica: non può venire a firmare la garanzia tuo padre o tuo marito?”.

Fantasia o realtà?
“Situazioni che mi vengono raccontate spesso”.

E invece in quei 5 Paesi…
“Uomini e donne entrano in banca con la stessa probabilità di ottenere un finanziamento, a parità di condizioni”.

Siamo in economia di guerra. Che cosa le chiedono le persone in questo periodo per sentirsi al sicuro, mentre sale l’ansia di perdere tutto?
“Tanti sono rimasti come congelati nell’atto di investire. Qualcuno era pronto a farlo e ora dubita. Oppure si chiede: disinvesto? O anche: posso ancora comprare casa?”.

Insomma, grande smarrimento. Lei che consigli dà?
“Dipende sempre dalla nostra propensione al rischio. Se non si ha paura di perdere nel breve periodo, allora questo è un buon momento per investire. Perché è come se comprassimo ai saldi. Ma per farlo, bisogna ragionare guardando avanti, almeno 5-10 anni”.

AMI FALL
In un periodo come quello attuale, di grande smarrimento, la consulente consiglia di investire sulle energie alternative e sulla sostenibilità aziendale

E su cosa è meglio orientarsi, a suo parere?
“Se sono ottimista, posso continuare a puntare sul mercato delle energie alternative, sempre in un’ottica di medio-lungo periodo. Non è che domani faccio i soldi”.

In generale?
“Credo che nei prossimi anni farà la differenza chi ha comunque investito sulla sostenibilità aziendale. Vuol dire industriale ed economica ma anche umana”.

Nel frattempo, che riscontri ha dalla sua attività social?
“La cosa che mi fa più felice è quando mi scrivono donne di qualunque età ma anche uomini, perché ho un 10% di zoccolo duro di lettori uomini”.

Per dirle cosa?
“Mi mettono al corrente delle loro scelte, ‘Grazie a te oggi ho un fondo pensioni, grazie a te ho deciso di prendermi cura del mio budget, grazie a te sono andata in banca a parlare…’. Questi per me sono risultati fantastici. Perché dimostrano forza e sicurezza in se stessi”.

Potrebbe interessarti anche

Chiara Migliorini in “Edda. Ascesa e caduta di una figlia ribelle”
Spettacolo

Donne e potere, va in scena “Edda. Ascesa e caduta di una figlia ribelle”

18 Marzo 2023
Manifestazione de I Sentinelli, Famiglie Arcobaleno e Cig Arcigay
Attualità

Milano, manifestazione famiglie arcobaleno. Schlein: “Pronta la legge”

18 Marzo 2023
Giornata mondiale della poesia
Attualità

La poesia, un viaggio per tutti: i versi di Dante in Lis

21 Marzo 2023

Instagram

  • «Era terribile durante il fascismo essere transessuale. Mi picchiavano e mi facevano fare delle cose schifose. Mi imbrattavano con il catrame e mi hanno rasato. Ho preso le botte dai fascisti perché mi ero atteggiato a donna e per loro questo era inconcepibile».

È morta a quasi 99 anni Lucy Salani, attivista nota come l’unica persona trans italiana sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti.

#lucenews #lucysalani #dachau
  • È morta a quasi 99 anni Lucy Salani, attivista nota come l
  • Elaheh Tavakolian, l’iraniana diventata uno dei simboli della lotta nel suo Paese, è arrivata in Italia. Nella puntata del 21 marzo de “Le Iene”, tra i servizi del programma di Italia 1, c’è anche la storia della giovane donna, ferita a un occhio dalla polizia durante le proteste in Iran. Nella puntata andata in onda la scorsa settimana, l’inviata de “Le Iene” aveva incontrato la donna in Turchia, durante la sua fuga disperata dall’Iran, dove ormai era troppo pericoloso vivere. 

“Ho molta paura. Vi prego, qui potrebbero uccidermi” raccontava l’attivista a Roberta Rei. Già in quell’occasione, Elaheh Tavakolian era apparsa con una benda sull’occhio, a causa di una grave ferita causatale da un proiettile sparato dalle forze dell’ordine iraniane durante le manifestazioni a cui ha preso parte dopo la morte di Mahsa Amini.

Elaheh Tavakolian fa parte di quelle centinaia di iraniani che hanno subito gravi ferite agli occhi dopo essere stati colpiti da pallottole, lacrimogeni, proiettili di gomma o altri proiettili usati dalle forze di sicurezza durante le dure repressioni che vanno avanti ormai da oltre sei mesi. La ragazza, che ha conseguito un master in commercio internazionale e ora lavora come contabile, ha usato la sua pagina Instagram per rivelare che le forze di sicurezza della Repubblica islamica stavano deliberatamente prendendo di mira gli occhi dei manifestanti. 

✍ Barbara Berti

#lucenews #lucelanazione #ElahehTavakolian #iran #leiene
  • Ha 19 anni e vorrebbe solo sostenere la Maturità. Eppure alla richiesta della ragazza la scuola dice di no. Nina Rosa Sorrentino è nata con la sindrome di Down, e quel diritto che per tutte le altre studentesse e studenti è inviolabile per lei è invece un’utopia.

Il liceo a indirizzo Scienze Umane di Bologna non le darà la possibilità di diplomarsi con i suoi compagni e compagne, svolgendo le prove che inizieranno il prossimo 21 giugno. La giustificazione – o la scusa ridicola, come quelle denunciate da CoorDown nella giornata mondiale sulla sindrome di Down – dell’istituto per negarle questa possibilità è stata che “per lei sarebbe troppo stressante“.

Così Nina si è ritirata da scuola a meno di tre mesi dalla fine della quinta. Malgrado la sua famiglia, fin dall’inizio del triennio, avesse chiesto agli insegnanti di cambiare il Pei (piano educativo individualizzato) della figlia, passando dal programma differenziato per gli alunni certificati a quello personalizzato per obiettivi minimi o equipollenti, che prevede l’ammissione al vero e proprio esame di Maturità. Ma il liceo Sabin non ha assecondato la loro richiesta.

Francesca e Alessandro Sorrentino avevano trovato una sponda di supporto nel Ceps di Bologna (Centro emiliano problemi sociali per la Trisomia 21), in CoorDown e nei docenti di Scienze della Formazione dell’Alma Mater, che si sono detti tutti disponibili per realizzare un progetto-pilota per la giovane studentessa e la sua classe. Poi, all’inizio di marzo, la doccia fredda: è arrivato il no definitivo da parte del consiglio di classe, preoccupato che per la ragazza la Maturità fosse un obiettivo troppo impegnativo e stressante, tanto da generare “senso di frustrazione“, come ha scritto la dirigente del liceo nella lettera che sancisce l’epilogo di questa storia tutt’altro che inclusiva.

“Il perché è quello che ci tormenta – aggiungono i genitori –. Anche la neuropsichiatra concordava: Nina poteva e voleva provarci a fare l’esame. Non abbiamo mai chiesto le venisse regalato il diploma, ma che le fosse data la possibilità di provarci”.

#lucenews #lucelanazione #disabilityinclusion #giornatamondialedellasindromedidown
Donne e soldi, si può? Sì. Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, - “L’amica che lavora in banca”, prestata ai social (con successo) -, è riuscita a far andare d’accordo le due parole. E spiega come in Signore, è ora di contare!, dove il punto esclamativo fa parte dell’allenamento. Il sottotitolo recita infatti “manuale di consapevolezza finanziaria”.
Ami Fall-pecuniami
Amimata Gabriella Fall, per gli amici Ami, sul web Pecuniami, da oltre 20 anni lavora in banca
Di solito si ha il desiderio di avere più soldi e insieme l’ansia di rimanere senza. Vale anche per le donne? "Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro. Non puntano alla super performance, non si dicono 'diventerò ricca', ma cercano una gestione equilibrata che garantisca serenità". Mettono prima il benessere, dunque? "Sì, anche troppo. Hanno talmente paura di preoccuparsi che a volte non osano neanche uscire dalla zona di comfort". Tra gli esercizi che suggerisce, fare i conti su quel cappotto di cashmire e pensare se è davvero un investimento, prima di allungare la carta di credito. Ma è bene anche sapere tutto sul 'bancalese', come lo chiama lei? "La cosa importante è che noi, come quando andiamo dal dottore, siamo in grado di descrivere i nostri sintomi a chi ci deve aiutare nelle scelte finanziarie".
Ami Fall
Sui social Pecuniami aiuta chi le chiede consiglio per gestire la propria situazione finanziaria: molte donne ma anche qualche uomo
Insomma dobbiamo far comprendere bene i nostri obiettivi? "Esatto. Tipo: fra sei mesi voglio andare in vacanza, fra 10 anni voglio comprare casa, tra 5 voglio fare un master. E mai fermarsi al primo professionista. Proprio come si fa con i medici". Ma le donne, che tendono a delegare le finanze all’uomo di casa, quando maneggiano il denaro hanno l’ansia da prestazione? "Sicuramente. Anche perché hanno meno soldi in tasca e quindi ne percepiscono ancora di più il valore. Tra gender gap e carriere non costanti, per le donne i soldi risparmiati hanno ancora più peso rispetto agli uomini. Che magari trovano anche meno difficoltà ad ottenere aumenti, sul lavoro“. In altre parole, le donne sui soldi si sentono poco adeguate? "Sicuramente c’è anche questo elemento, perché sono materie che non si imparano a scuola. È la risposta che le signore danno anche quando si fanno i sondaggi. Non lo hanno studiato e quindi non sono sicure che quello che stanno facendo sia corretto". Gender gap nell’accesso al credito. Lei scrive che solo in 5 Paesi - Canada, Estonia, Ungheria Nuova Zelanda e Slovenia - non c’è questo problema. Che cosa vuol dire? "Ho iniziato la mia attività di divulgazione nel 2018, proprio colpita dai dati della Banca d’Italia che si riferivano addirittura al 2009. Indicavano esattamente questo, che le imprese femminili avevano difficoltà ad accedere al credito".
Ami Fall - social
Ami Fall: "Le donne hanno sicuramente più paura di perdere il denaro, ne hanno meno in tasca e ne percepiscono maggiormente il valore"
Ma nel frattempo le cose sono migliorate? "Direi proprio di no. Le imprese femminili per quanto siano meglio gestite, più piccole, vengono comunque percepite da chi fa le analisi come più pericolose. E quindi lo stesso credito viene concesso più difficilmente". Una scena tipo, in banca, oggi. "Parto da una situazione che mi sono sempre immaginata. Tutte queste ragazze imprenditrici digitali che vanno in banca a chiedere ad esempio 5mila euro per una stampante 3D. Trovandosi magari davanti un funzionario non aggiornatissimo, magari un uomo che le prende un po’ sottogamba. E si sentono rivolgere la domanda fatidica: non può venire a firmare la garanzia tuo padre o tuo marito?". Fantasia o realtà? "Situazioni che mi vengono raccontate spesso". E invece in quei 5 Paesi... "Uomini e donne entrano in banca con la stessa probabilità di ottenere un finanziamento, a parità di condizioni". Siamo in economia di guerra. Che cosa le chiedono le persone in questo periodo per sentirsi al sicuro, mentre sale l’ansia di perdere tutto? "Tanti sono rimasti come congelati nell’atto di investire. Qualcuno era pronto a farlo e ora dubita. Oppure si chiede: disinvesto? O anche: posso ancora comprare casa?". Insomma, grande smarrimento. Lei che consigli dà? "Dipende sempre dalla nostra propensione al rischio. Se non si ha paura di perdere nel breve periodo, allora questo è un buon momento per investire. Perché è come se comprassimo ai saldi. Ma per farlo, bisogna ragionare guardando avanti, almeno 5-10 anni".
AMI FALL
In un periodo come quello attuale, di grande smarrimento, la consulente consiglia di investire sulle energie alternative e sulla sostenibilità aziendale
E su cosa è meglio orientarsi, a suo parere? "Se sono ottimista, posso continuare a puntare sul mercato delle energie alternative, sempre in un’ottica di medio-lungo periodo. Non è che domani faccio i soldi". In generale? "Credo che nei prossimi anni farà la differenza chi ha comunque investito sulla sostenibilità aziendale. Vuol dire industriale ed economica ma anche umana". Nel frattempo, che riscontri ha dalla sua attività social? "La cosa che mi fa più felice è quando mi scrivono donne di qualunque età ma anche uomini, perché ho un 10% di zoccolo duro di lettori uomini". Per dirle cosa? "Mi mettono al corrente delle loro scelte, 'Grazie a te oggi ho un fondo pensioni, grazie a te ho deciso di prendermi cura del mio budget, grazie a te sono andata in banca a parlare...'. Questi per me sono risultati fantastici. Perché dimostrano forza e sicurezza in se stessi".
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Attualità
  • Politica
  • Economia
  • Sport
  • Lifestyle
  • Scienze e culture
  • Spettacolo
  • Cos’è Luce!
  • Redazione
  • Board
  • Contattaci
  • 8 marzo

Robin Srl
Società soggetta a direzione e coordinamento di Monrif
Dati societariISSNPrivacyImpostazioni privacy

Copyright© 2023 - P.Iva 12741650159

CATEGORIE
  • Contatti
  • Lavora con noi
  • Concorsi
ABBONAMENTI
  • Digitale
  • Cartaceo
  • Offerte promozionali
PUBBLICITÀ
  • Speed ADV
  • Network
  • Annunci
  • Aste E Gare
  • Codici Sconto