Body shaming, vittime nove adolescenti su dieci. Anche persone adulte fra i “carnefici”

Per un ragazzo su tre è un supplizio quotidiano. I dati emersi in occasione delle giornate di studio "Liberi dall’apparire: body shaming, pratica quotidiana di esclusione inconsapevole" in programma a Finale Emilia. Sotto osservazione i disagi derivanti dal cattivo rapporto dei giovani col proprio corpo

Quasi 9 adolescenti su 10, almeno una volta, hanno subito body shaming, i commenti negativi sull’aspetto fisico. Per circa 3 su 10 è praticamente un fatto quotidiano ricevere offese sul proprio aspetto fisico, che hanno il potere di far sviluppare vergogna o disagio in chi ne è vittima.

Chi sono i principali colpevoli? Soprattutto i coetanei (così è nel 60% dei casi), ma non manca chi subisce il fenomeno il più delle volte per mano sempre di giovani ma di età più avanzata (lo dice l’8%) o addirittura degli adulti (il 20%).

La conseguenza più evidente di una così ampia diffusione di questi comportamenti la si può riscontrare nel pessimo rapporto che hanno molti giovanissimi col proprio corpo: per questo Màt – la Settimana della Salute Mentale che prosegue fino a domenica a Modena e provincia – dedica  al tema un seminario al liceo Morando Morandi di Finale Emilia, “Liberi dall’apparire: body shaming, pratica quotidiana di esclusione inconsapevole”, a cura del Centro di salute mentale di Mirandola e della cooperativa sociale Gulliver. Obiettivo, affrontare il tema del body shaming in relazione al disagio psichico,  soprattutto adolescenziale, e portare a conoscenza di realtà lavorative che praticano l’inclusione sociale.