Bologna capitale dei diritti: arriva il primo sì allo Ius Soli per 11mila ragazzi stranieri

I giovani nati in Italia da genitori stranieri o nati all'estero ma residenti a Bologna potranno richiedere la cittadinanza della città dopo aver completato un ciclo di studi. "Ora il Parlamento approvi una riforma sulla legge", dice il sindaco Lepore

Undici mila bambini stranieri diventeranno presto cittadini onorari italiani. E bolognesi. Con un voto del consiglio comunale nel capoluogo emiliano arriva il primo sì ad uno Ius soli che non è previsto dell’ordinamento italiano ma rappresenta uno strappo, in tema di diritto di cittadinanza, che da più parti appare come necessario. La mossa del sindaco Matteo Lepore (Pd) è di quelle che – qualcuno direbbe finalmente – si inseriscono perfettamente nell’ideologia alla base dello schieramento politico a cui appartiene, il centro sinistra. È una battaglia simbolica, è vero, e nella sostanza non cambia quasi nulla per tutti questi bambini e ragazzi (di età compresa tra zero e 17 anni) nati a Bologna da genitori immigrati o per quelli nati altrove che abbiano completato almeno un ciclo di studi in Italia. Ma se “Il nostro Paese riconosce determinati diritti agli stranieri solo quando ne ha bisogno – sostiene Lepore – vogliamo dare un segnale al governo nazionale, che speriamo si muova o in questa o nella prossima legislatura”.

Un momento del flash mob organizzato da ItaliaDIMMIdiSì per chiedere una riforma della legge sulla cittadinanza

L’ordine del giorno

“Questa è sempre stata una città che, sul fronte della cittadinanza, si è sempre sentita di fare un passo avanti più degli altri” ha detto martedì 22 febbraio il sindaco di Bologna per introdurre l’ordine del giorno nella sala Anziani del Comune. “Vogliamo rendere fattiva la giustizia sociale e il rispetto del principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini“.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore (Pd) ha presentato in Consiglio comunale un provvedimento per lo Ius soli ‘cittadino’

Lo Ius Soli ‘bolognese’ è passato con 26 sì, 3 voti contrari e 8 astenuti, con la speranza di Lepore che questo primo passo, simbolico, possa fare da apripista al resto d’Italia. “Mi auguro molte altre città ci seguano e che lo stesso faccia il Parlamento italiano. È urgente più che mai”. Per gli 11.623 giovani stranieri di Bologna servirà la residenza e aver svolto almeno un ciclo di istruzione per avere la cittadinanza sotto le Torri. Insomma, prima di diventare italiani, e chissà quando questo accadrà, saranno bolognesi. I ragazzi nati all’estero diventeranno inoltre tutti cittadini onorari.

La festa per la cittadinanza

Per chi diventerà cittadino bolognese il primo cittadino e la maggioranza hanno deciso di istituire una festa il 20 novembre, in occasione la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in cui verranno assegnate le cittadinanze onorarie alla presenza di famiglie, compagni di scuola e insegnanti. “Si tratta di un atto simbolico, ma insieme a questo vogliamo portare avanti anche alcune iniziative culturali per spiegare cosa significhi essere cittadini bolognesi”, ha dichiarato Lepore. Verranno infatti istituite altre cerimonie pubbliche per tutti coloro che acquisiranno la cittadinanza italiana, durante le quali il sindaco o un suo delegato consegneranno in dono ai giovani una copia dello statuto comunale e un “kit di Cittadinanza”. Infine, cosa fondamentale per il sindaco, verrà attivata una rete con altri Comuni per sollecitare il Parlamento ad approvare quanto prima una nuova legge sulla cittadinanza italiana.

Il sindaco e gli altri leader di maggioranza a Palazzo D’Accursio

Da bolognesi a italiani: la lotta per lo Ius Soli

Un provvedimento così non si era mai visto in Italia, è il primo del suo genere. Ed è significativo che questo ordine del giorno sia stato proposto da un sindaco esponente di un partito, il PD, che mai fino ad ora è riuscito a portare avanti una misura simile a livello nazionale. Matteo Lepore lo aveva promesso in campagna elettorale e ha mantenuto la parola data, presentando il documento che sancisce la svolta in tema Ius soli insieme a tutti i capigruppo di maggioranza. “Abbiamo i numeri per approvare lo Ius soli come centrosinistra, ma proponiamo questo testo a tutta la città” aveva detto in conferenza stampa, ma non è bastato a convincere i consiglieri di opposizione. Fratelli d’Italia, gioca prima la carta dell’ostruzionismo (hanno presentato 100 odg per bloccare la discussione sullo Ius Soli) poi non partecipa al voto, Forza Italia si astiene e solo la Lega vota contro. Ma il provvedimento, come previsto passa. E va a rappresentare un primo passo avanti, un piccolo ma importante caso che potrebbe ridare slancio alla discussione del tema anche in Parlamento. Sempre che il Partito democratico e le altre forze di centrosinistra decidano di svegliarsi.